di Alfredo Lissoni - Il 7 luglio del 1995 un pescatore pavese si trovava nell'isolotto di Ramo dei
Prati (Pavia) quando scorgeva, all'improvviso, ben diciassette elicotteri neri,
sorvolare la zona. "Sembravano di tipo militare e non avevano alcun segno di
riconoscimento", confidò il pescatore all'ufologo Maurizio Pezzolato, della
sezione pavese del CUN. "Non avevano neanche le luci di posizione.
Hanno
sorvolato la zona e sono atterrati nelle risaie di Buccella, un luogo ove,
dodici anni prima, c'era già stato un evento UFO, l'atterraggio di un disco
volante in un campo di lavanda.
All'epoca l'UFO aveva lasciato una traccia
circolare indelebile.
In quel punto non era ricresciuto più nulla e alla fine il
proprietario del terreno aveva coperto la bruciatura con una gittata di cemento,
e vi aveva tagliato sopra una strada".
A detta del testimone, questa volta i
militari avevano bloccato tutte le uscite del paese ed avevano rastrellato le
risaie, alla ricerca di qualcosa di non meglio identificato. Un UFO? Non lo
sappiamo; certo è che, ci conferma Pezzolato, "quella mattina la corrente mancò
per ben tre volte in tutta la zona. Inspiegabilmente, vi fu anche il black out
delle telecomunicazioni: i telefonini cellulari rimasero isolati, e questo è
curioso, in quanto essi si alimentano autonomamente.
Quanto agli elicotteri
scuri, privi di segni di riconoscimento, sappiamo che nella letteratura
ufologica sono citati spesso. Vi è chi sostiene siano una sorta di velivoli
speciali di particolari team militari intercetta UFO. Non sappiamo se sia così, dato che gli elicotteri USA sono solitamente dipinti in nero e volutamente privi di segni di identificazione,
ma una cosa è certa: lo spazio aereo pavese è controllato dalla base NATO di
Remondò".
La base di Remondò rappresenta un vero mistero. Ufficialmente è una base
dismessa dagli anni Cinquanta. Questo è quanto è stato ordinato di lasciar
credere. In realtà gli abitanti della zona sanno benissimo che Remondò, dotata
di una postazione radar molto sofisticata, è ben attiva ed equipaggiata. Si dice che il suo sottosuolo sia percorso da gallerie che arrivano sino al Paese.
"Vediamo spesso i militari americani ristorarsi nei bar circostanti", racconta
Pezzolato, "ma quel che è più interessante è che in diverse occasioni, ogni qual
volta un UFO ha sorvolato la zona, gli "elicotteri fantasma" di Remondò si sono
lanciati all'inseguimento. E tutte le volte che la stampa locale ha chiesto poi
spiegazioni al centro radar, la risposta, monotona, è stata sempre la stessa:
non abbiamo mai rilevato niente".
Eppure già nel 1993 ci fu una bella ondata UFO, con tanto di incontro ravvicinato con un umanoide a Lirio e con una serie di filmati realizzati dal signor Gino Geminian, in periodi differenti, a strani oggetti (un filmato, che ritraeva un nitidissimo UFO "alla Meier" in pieno giorno venne fatto sparire, presumibilmente da un ufologo). All'epoca di Lirio furono i carabinieri a scendere in pista, come già dieci anni prima, quando un UFO era atterrato in una vigna a Varzi. Ho visto i tralci di vite "saponificati", a seguito dell'impatto UFO ed ho parlato con un militare che ha ricordato di come "fossero stati mandati tutti lì, con i mitra spianati". Pure, ufficialmente la forza pubblica non vuole parlare.
Ma gli UFO pavesi hanno coinvolto anche la Pubblica Sicurezza.
Personalmente, telefonai al centro radar di Remondò,
visto che le luci si erano spostate proprio in quella direzione, ma il capitano
della base mi disse di non avere rilevato alcuna anomalia o traccia. Col senno
di poi, non so proprio cosa mi aspettavo rispondessero, che ci aveva sorvolati
un UFO? E questo è tutto".
In realtà non era tutto, poiché Pezzolato, catalogando statisticamente la casistica locale degli ultimi quindici anni, aveva notato un improvviso aumento delle segnalazioni nello spazio aereo compreso fra il Ticino pavese e quello novarese. Lungo questo confine naturale le segnalazioni UFO sembravano concentrarsi in percentuali decisamente elevate.