LA CITTÀ DEI CINQUE ANELLI
Questa è la descrizione fatta da Platone del continente atlantideo nei dialoghi Timeo e Crizia.
"Presso la pianura, nel mezzo, a distanza di circa cinquanta stadi, vi era un monte basso da ogni parte. C'erano due cinte di terra e tre di mare attorno al centro dell'isola, ad ugual distanza per ogni parte ... Al centro c'era il tempio sacro a Posidone e Cleito, inaccessibile, circondato da una muraglia aurea ... il tempio di Posidone era lungo uno stadio e largo tre pletri, d'altezza proporzionata a queste dimensioni ...
Rivestirono d'argento tutto il tempio al di fuori fuorché gli acroteri, che sono rivestiti d'oro ... Attorno al tempio c'erano statue d'oro degli antichi dieci re di Atlantide e delle loro donne, e parecchie altre dedicate dai re e dai privati della stessa città o di quelle straniere a cui imperavano ... Avevano due fonti, una fredda e una calda, molto copiose e adatte mirabilmente ad ogni uso per il diletto e la virtù delle acque. E vi stabilirono intorno case e piantagioni d'alberi, che amano l'umidità, e anche vasche, quali a cielo scoperto, quali invernali e coperte per i bagni caldi, da una parte quelle del re, da un'altra quelle dei cittadini, altrove quelle delle donne ... L'acqua corrente la conducevano nel bosco di Posidone che, per la fecondità della terra, aveva alberi di ogni genere, di bellezza e altezza meravigliosa, e parte ne derivavano nelle cinte esteriori mediante canali lungo i ponti.
Ivi erano stati costruiti molti templi consacrati a molte divinità, molti giardini e ginnasi... Gli arsenali erano pieni di triremi e di tutti gli apparecchi necessari alle triremi, tutti in buon ordine.. Al di là dei tre porti esteriori cominciava dal mare un muro circolare, distante per ogni parte cinquanta stadi dalla più grande cinta e dal più grande porto, e ritornava nello stesso punto presso la bocca della fossa situata verso il mare. Tutto questo luogo conteneva molte e frequenti abitazioni, e il canale e il porto più grandi erano pieni di navigli e di mercanti che venivano da ogni parte del mondo e sollevavano notte e giorno clamore e tumulto..."
In definitiva emerge il ritratto di una terra fertile e ricca, in cui a un'intenso sfruttamento agricolo si affianca una vivace attività commerciale. Basandoci sulla descrizione di Platone e convertendo opportunamente le misure da lui citate, possiamo immaginare Atlantide come un territorio di forma quasi rettangolare di 540 x 360 km circondato su tre lati da montagne e con una pianura centrale opportunamente irrigata e suddivisa in zone agricole di eguali dimensioni. La grande città di Atlantide sorgeva a sud ed era circondata da una cerchia di mura la cui circonferenza e di circa settanta chilometri. Il nucleo della città formata da un alternarsi di cerchie murarie e acquatiche, aveva un diametro di circa cinque chilometri. In complesso l'isola-continente di Atlantide aveva una superfice di poco inferiore a quella dell'Inghilterra.
Le istituzioni atlantidee derivavano dal fondatore della città, cioè Poseidone. A quanto pare si trattava di un impero di dieci stati confederati ognuno dei quali retto da un re. Lo stato sovrano, comprendente anche la città di Atlantide era a sua volta suddiviso in sessantamila distretti. Un'assemblea popolare quinquennale si riuniva per giudicare l'operato delle amministrazioni politiche.