FILES FASCISTI A RISCHIO DISTRUZIONE?
Appare infatti ormai definitiva la decisione della Marconi inglese di vendere all'asta, spezzettandolo e di fatto smembrandolo, l'importante patrimonio di documenti e pezzi rari appartenuti a Guglielmo Marconi e finora conservati nel Museo di Chemsford.
In quest'ultimo caso il ricavato potrebbe essere piu' alto, ma l'effetto sarebbe quello di polverizzare una memoria storica''. Falciasecca ha gia' fatto appello al ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri perche' intervenga per cercare di evitare almeno la vendita frazionata degli oggetti marconiani e ha lanciato lo stesso appello pubblicamente, insieme alla figlia dello scienziato, Elettra Marconi, nel corso della giornata organizzata a Villa Griffone, casa natale di Marconi a Pontecchio, vicino Bologna, per ricordare il centenario dell'apertura della prima stazione radiotelegrafica a Glace Bay. L'intento e' di avviare un'azione di sensibilizzazione nel nostro Paese per cercare di salvare questi importanti archivi e cimeli ed assicurarli in tutto o in parte alla memoria del nostro Paese.
Va precisato che all'epoca delle indagini sui files fascisti il nostro Alfredo Lissoni ha interpellato la Fondazione Marconi a Brighton, per chiedere documentazione sul gabinetto RS/33. Il portavoce della stessa ha risposto che nulla, però, risultava in archivio.