INCONTRI RAVVICINATI NELLO SPAZIO
Con la fine della Guerra Fredda i cosmonauti russi ammettono di avere visto gli UFO nello spazio. Ma già gli americani, nel '69, avrebbero incontrato E.T. sulla Luna. Verità o leggende?
Gli astronauti, americani e russi, hanno avvistato gli UFO nello spazio. Quest'argomentazione viene utilizzata come cavallo di battaglia dagli ufologi extraterrestrialisti, che in tal modo intendono dimostrare che il fenomeno dei dischi volanti non è un mito, non è spiegabile come un'arma terrestre e che è palesemente esterno alla Terra. Ed effettivamente esistono molte dichiarazioni attribuite ad astronauti, che avrebbero avuto modo di osservare insoliti fenomeni celesti, una volta lasciata l'orbita terrestre; molti di essi avrebbero parlato una volta in pensione, svincolati dal segreto militare. Uno degli ultimi libri ufologici che ne ha trattato risale al 1944 ed è dello svizzero Luc Buergin; si intitola Mondblitze, "Lampo di Luna", e riporta diverse interviste ad importanti scienziati vicini alla NASA. Sulla scorta di tali contatti Buergin arriva ad affermare: "Ho saputo che la sonda Lunar Orbiter 5 ha registrato strane tracce di veicoli sul suolo lunare già nel 1967; e impronte simili furono viste dall'astronauta Harrison Schmitt, dell'Apollo 17, nel dicembre del 1972".
Ma già da molti anni in America gli scettici, i giornalisti aeronautici Philip Klass e James Oberg, e persino ufologi critici come Jerome Ckark o il parafisico Jacques Vallée, cercano di negare la validità di questi avvistamenti (sui quali peraltro persino il padre dell'ufologia Joseph Hynek aveva delle riserve); negli ultimi anni costoro hanno avuto buon gioco, sia perché molti avvistamenti di UFO nello spazio sono stati in parte spiegati, sia perché molte delle foto astronautiche in circolazione siano risultate manipolate o ritoccate dai giornali e persino da esponenti degli ambienti paraufologici (come l'associazione contattistica CBA International). A complicare il tutto ci si mettono i media a sensazione (nel 1998 una nuova serie di immagini spaziali, di fonte sconosciuta, apparvero su molte pubblicazioni internazionali; in larga parte si trattava di falsi fotografici), ma anche l'atteggiamento di molti astronauti, non solo legati al silenzio, ma addirittura assai infastiditi dal pericolo (a rischio di carriera) insito nella divulgazione dei loro avvistamenti. Nel 1991 un non addetto ai lavori, il romanziere Sidney Sheldon, volendosi documentare per la stesura del libro di fantascienza "The Doomsday Conspiracy", riuscì ad avvicinare ed intervistare molti astronauti. Venne a sapere che alcuni fra questi avevano effettivamente incontrato gli UFO. "Telefonai al colonnello Gordon Cooper e questi mi disse di essere stato personalmente testimone di parecchi voli di UFO durante i propri viaggi nello spazio, e mi confermò che altri astronauti avevano avuto esperienze simili ma che preferivano non parlarne".
Questa notizia, pubblicata a margine del libro di Sheldon, è però in palese contrasto con un'intervista rilasciata nel 1978 da Cooper allo scettico James Oberg (del CSICOP, il Cicap americano). "Tengo a sottolineare la non-occorrenza del mio avvistamento sul Mercury 9. Anche le registrazioni originali in mio possesso lo confermano", disse Cooper, che in seguito ammise però di avere visto degli UFO da terra, in Germania. Chi dei due mentiva?
QUELLA NOTTE SULLA LUNA
Per gli ufologi la risposta è scontata: gli astronauti non possono parlare. Ciò alimenta una fitta dietrologia spesso inverificabile; la NASA, da parte sua, non brilla certo per trasparenza, ed anzi tende a negare o a minimizzare tutti gli avvistamenti. L'episodio più sconcertante riguarda nientemeno che l'allunaggio americano del 20 luglio 1969. Un radioamatore sovietico (australiano, secondo altre fonti), sintonizzato sulle frequenze di trasmissione della NASA, avrebbe intercettato una comunicazione riservata tra gli astronauti scesi sulla Luna e la base americana. Neil Armstrong dichiarava: "Questi oggetti sono spaventosi, enormi. Non ci credereste. Ci sono delle sonde spaziali laggiù. Sono in fila sul fondo del cratere, sul lato opposto al nostro. Sono sulla Luna e ci stanno osservando". Attorno a quest'episodio, mai confermato dalla NASA e seccamente smentito da Armstrong, è fiorita la solita pubblicistica sensazionalinista, basata su fotografie, spesso riprese in maniera acritica, che mostrerebbero dischi volanti sulla Luna: si va dalla sagoma di un disco atterrato (in realtà è solo una collinetta vista di taglio) alla sequenza filmata, divulgata all'epoca dal giornalista americano Walter Cronkite, in cui si vedono in maniera molto distinta strane luci sull'orizzonte lunare, dovute ai faretti piazzati dagli astronauti ed ai riflessi sull'obiettivo Hasselblad degli astronauti del foglio di alluminio utilizzato per catturare le particelle cosmiche.
Esiste però un filmato, girato da Buzz Aldrin l'11 luglio durante il viaggio verso il satellite, in cui si vedono due globi di luce bianco-bluastra che sembrano inseguire la navetta americana; potrebbe trattarsi di riflessi; sebbene il filmato sia disponibile e di facile reperimento, la NASA ha seccamente smentito l'episodio, dapprima in maniera informale, in seguito ufficialmente, con una nota datata 1975. Al di là di ciò, l'evento accadde realmente. In merito Aldrin, ormai in pensione e svincolato dal segreto militare, ha dichiarato nel 1993 alla stampa italiana: "Un UFO c'era, con noi. Poco dopo aver lasciato il campo gravitazionale della Terra diretti alla Luna, tutti e tre, Neil Armstrong, Mike Collins ed io, vedemmo apparire sull'oblò un oggetto luminoso che ci seguiva a distanza. Ne informammo Houston, la base. Pensammo che fosse l'ultimo stadio del Saturno 5, il missile che ci aveva lanciato, ma i conti non tornavano. Non poteva essere neppure la sonda robot lanciata dai sovietici per batterci almeno simbolicamente nella corsa alla Luna, perché era più avanti di noi. Che cos'era? Non lo so, non lo scoprimmo mai. L'oggetto ci accompagnò per molte ore e poi scomparve".
VOCI DI INCONTRI RAVVICINATI
Confessioni di questo tipo, un tempo veicolate solo in via confidenziale, hanno spinto in passato un altro ex impiegato NASA, lo scienziato Maurice Chatelain, a prendere posizione affinché l'Ente spaziale americano divulgasse tutti i dati relativi all'allunaggio. Chatelain, in particolare, si diceva sicuro che Neil Armstrong avesse visto addirittura alcuni alieni sul bordo di un cratere, e che la NASA avesse messo a tacere la vicenda. A prova di ciò, Chatelain faceva notare che, in una missione prevista per il 1996, l'Ente spaziale aveva intenzione di depositare sul nostro satellite due robot di rilevamento dati, muniti di telescopi, proprio nel punto esatto dell'allunaggio del 1971, anno in cui una nuova spedizione avrebbe trovato tracce inconfutabili del passaggio degli UFO, sottintendendo così un tentativo di comunicazione con gli alieni. L'episodio al quale faceva riferimento Chatelain coinvolgeva l'astronauta Shepard che, il 31 dicembre 1971, a bordo della navetta Apollo 14, aveva avvistato una serie di luci misteriose che inseguivano la sua astronave. Una volta sceso sulla Luna, Shepard avrebbe trovato al suolo molte strane impronte, come se in seguito fosse passato "qualcun altro". Questo fatto è stato confermato, durante una conversazione privata con l'ex pilota della Lufthansa Werner Utter, dall'astronauta americano Charles Conrad, della missione Apollo 12. Conrad, sceso sulla Luna il 19 novembre 1969, sosteneva che tutti gli equipaggi Apollo, succedutisi sulla Luna tra il luglio del '69 ed il dicembre del '72, avevano trovato sulla polvere lunare un numero di impronte molto maggiore rispetto a quelle lasciate dagli astronauti nel corso degli anni. Conrad ne aveva parlato pubblicamente, la prima volta, durante una conferenza stampa a Budapest, nel 1970, dichiarando che le impronte rinvenute dovevano appartenere per forza ad esseri alieni. Le tracce trovate erano state poi fotografate ed analizzate dai tecnici della NASA, che avevano mantenuto il più stretto riserbo attorno alla vicenda.
In seguito Conrad, una volta entrato a far parte di una società aeronautica fornitrice della CIA, ha negato quanto detto, smentendo anche "di aver mai visto qualcosa, nello spazio, che potesse far pensare all'esistenza di forme di vita aliena".
Insolitamente, dopo il presunto incontro del 1971, l'astronauta Shepard aveva comunicato via radio un messaggio di fratellanza all'umanità, invitando i governi a far sì che le scoperte scientifiche venissero utilizzate solo per la pace; in più si venne a sapere che, il 29 gennaio di quell'anno, il Centro spaziale di Goddard aveva schedato tutti gli oggetti che orbitavano accanto alla Terra, individuandone alcuni di natura ignota. Dei 2048 oggetti al momento in orbita terrestre, 1540 erano statunitensi, 456 sovietici, 43 europei, 3 canadesi, 3 cinesi, 4 australiani, 1 giapponese e 1 NATO. Gli oggetti erano stati identificati come satelliti, razzi vettori o frammenti vari di origine terrestre satellizzati. Ma l'origine e l'eventuale data di lancio di tre di questi oggetti non poté essere determinata. Non si poteva dunque escludere che, in fase di preparazione della missione Apollo 14, la NASA tenesse in conto anche la possibilità di incontri ravvicinati nello spazio. Essendo però queste versioni riferite da terze persone, preferisco al momento considerarle alla stregua di voci.
Così come non posso portare evidenze schiaccianti di un episodio che ho avuto modo di investigare personalmente. Nel 1995 diversi tecnici che da Houston seguivano sul maxischermo le fasi della missione Shuttle vedevano comparire, attorno alla navetta, degli strani globi bianchi che zigzagavano per un po' attorno all'astronave terrestre, per poi allontanarsi rapidissimi in picchiata verso la Terra. Il filmato di quell'incredibile intercettazione nello spazio è stato acquisito e trasmesso in America dalla Fox TV, una volta fuoriuscita la notizia grazie ad indiscrezioni ad opera di alcuni tecnici NASA (che a differenza degli scienziati non sono militari e non hanno il vincolo del silenzio). Ne ho saputo direttamente da un tecnico italo-americano che all'epoca aveva lavorato, da terra, alla missione, e che accettò di incontrarmi per raccontarmi, nel massimo riserbo, quanto aveva visto. La sua testimonianza fu oltremodo tecnica e precisa, e mi convinse della sua buona fede. Ma sfortunatamente non ho prove che quanto raccontato sia effettivamente accaduto in questi termini.
GLI ASTRONAUTI RUSSI PARLANO
Trovo invece molto interessante il fatto che, con la fine della Guerra Fredda, alcuni astronauti russi abbiano ammesso di avere incontrato gli UFO nello spazio. Poiché gli ufologi hanno potuto incontrare i testimoni, filmare e documentare le loro dichiarazioni (a differenza di quanto accaduto con i loro colleghi americani, con la sola eccezione di Cooper), abbiamo finalmente dei dati inoppugnabili in mano. Dei russi sapevamo che già nel marzo del 1965, durante una conferenza stampa presso il cosmodromo di Baikonur, nell'Asia centrale sovietica, i due piloti della Voskhod Leonov e Belyaev avevano ammesso di avere incrociato, in orbita, un misterioso "satellite" rimasto non identificato. L'oggetto era passato a meno di mille metri dallo scafo della Voskhod, mettendoli in allarme. Nel 1976 la stampa iraniana attribuiva all'astronauta Valery Kubasov, partecipante alla missione congiunta russo-americana Apollo-Soyuz, una dichiarazione molto impegnativa, rilasciata durante un discorso tenuto presso l'Aeroclub Imperiale Iraniano a Mehrabad, Teheran: Disponiamo di diversi fatti che inducono a credere che gli UFO esistano. Sulla base di tali fatti si può presumere l'esistenza di navi spaziali pilotate, originarie di altri sistemi solari, che non siano peraltro ancora discese nell'atmosfera terrestre".
Nel maggio 1991 la cosmonautica russa Marina Popovich, invitata ad un congresso ufologico a Tucson, dichiarava: "Anche i nostri astronauti hanno incontrato, e in più occasioni, gli UFO nello spazio". A prova di ciò, la donna pilota esibiva una serie di fotografie, presumibilmente di fonte militare ed un tempo top secret, di sigari volanti che orbitavano
attorno a Marte. Nello stesso periodo altri due cosmonauti russi, Gennadiy Strekalov della missione Mir, e il generale Kovalionok, ammettevano di avere incontrato gli UFO nello spazio. Il primo era stato testimone dell'apparizione di una sfera iridescente, all'altezza dell'isola di Terranova, il secondo aveva osservato dalla propria navetta, il 5 maggio 1981, una sorta di sigaro che ruotava attorno al proprio asse, accompagnato da due strane sfere, scaturite da un'esplosione. Kovalionok disse che l'evento misterioso si era manifestato mentre la navicella sovietica sorvolava il Sudafrica, diretta verso l'Oceano Indiano. "Noi astronauti", dichiarava da parte sua Strekalov, "non parliamo volentieri di queste cose perché i giornali tendono a gonfiare le notizie, facendoci fare una pessima figura".
50 ANNI DI UFO NELLO SPAZIO
Qui di seguito i principali avvistamenti nello spazio conosciuti; sono stati esclusi i casi dubbi o riconosciuti come falsi.
8-11-57. Il satellite sovietico Sputnik viene inseguito da un "piccolo oggetto luminoso che lo precede di una decina di secondi".
Mercury MA6 Friendship 7, 26-2-62. John Glenn, durante il volo orbitale sopra l'Australia, avvista migliaia di particelle luminose. Ne parla e viene allontanato dai voli.
Mercury MA7 Aurora 7, 24-5-62. Particelle luminose scortano l'astronave Mercury. In fase di recupero, per un errore di calcolo, Scott Carpenter resta in acqua un'ora. Quando lo ritrovano asserisce di essere stato "aiutato" da un alone arancione-verde, attorno alla capsula.
Vostok 4, 12-8-62. L'astronauta russo Pavel Popovich scorge le particelle luminose durante le 45 rivoluzioni attorno alla Terra.
Mercury MA8 Sigma 7, 3-10-62. Walter Schirra dichiara: "Scott (Carpenter), le vedo anch'io le tue particelle luminose, mi scortano!".
Vostok, 18-3-65. Leonov avvista "un misterioso oggetto rotondo".
Vostok 5, 14-6-63. Valeri Bykosky comunica: "Qui Nibbio, qui Nibbio, qualcosa mi accompagna nello spazio. Vola accanto alla capsula, mi scorta". É poi la volta di Valentina Tereshkova che, dalla Vostok 6, segnala di essere inseguita da "un veicolo di origine ignota".
8-4-64. La capsula Gemini, senza equipaggio, viene seguita da quattro UFO, registrati dal radar.
Gemini 1, 8-4-65. In fase orbitale la navetta viene avvicinata da quattro dischi volanti.
Gemini 4, 3-6-65. Mc Divitt fotografa sopra le Hawaii un cilindro bianco con una sporgenza (forse il Titan 2); avvista altri UFO quando la Gemini si trova sopra le Canarie e sulle Antille. Gli avvistamenti verranno confermati anche da Gordon Cooper nel 1996.
14-11-65. Un disco volante insegue il satellite Eco II.
Gemini 7, 4-12-1965. Frank Borman e James Lovell avvistano un oggetto accanto alla capsula.
Gemini 8, 16-3-66. Avvistate lucciole spaziali.
Gemini 9, 3-6-66. La navetta viene circondato da cinque oggetti volanti.
Gemini 10, 18-7-66. Young e Collins fotografano i dischi volanti; Collins ne parlerà in televisione, intervistato da Gianni Bisach della RAI.
Gemini 11, 13-9-66. Conrad e Gordon fotografano un oggetto misterioso ruotante, che li incrocia a distanza ravvicinata (forse il Proton 3).
11-11-66, Gemini 12. James Lovell fotografa un UFO.
Apollo 7, 11-10-68. Schirra, Eisele e Cunningham fotografano casualmente due oggetti sconosciuti sui monti pakistani Sulaiman.
Apollo 8, 21-12-68. Durante la missione con Borman, Lovell e Anders viene registrata la comparsa di un inspiegabile fenomeno celeste in direzione della costellazione dell'Aquila.
3-3-69. Misteriose trasmissioni radio allertano la capsula dell'Apollo 9.
Apollo 11, 16-7-69. Armstrong e Aldrin registrano di aver visto punti luminosi vaganti nel cratere lunare Aristarco.
Apollo 10, 18/26-5-69. Gli UFO inseguono capsula durante l'orbita lunare ed il volo di ritorno.
Apollo 12, 14/24-11-69. Gordon, Bean e Conrad comunicano a Houston di essere inseguiti da oggetti misteriosi, e particolarmente da un oggetto che rotola nello spazio, mantenendosi sempre alla medesima distanza.
Apollo 13, 12-4-70. Forma luminosa cilindrica fotografata durante la missione.
Apollo 14, 31-1/9-2-71. Shepard avvista delle luci misteriose che seguono la sua navetta.
Apollo 15, 26-7/7-8-71. Un UFO bluastro fotografato nella zona di atterraggio dell'Apollo 15.
Apollo 16, 4-72. Filmato piatto volante.
Apollo 17, 12-72. UFO avvistati attorno alla Terra e alla Luna.
Phobos-2, 9-88. La sonda sovietica, programmata per fotografare Marte e Phobos, perde il contatto con la Terra, dopo aver inviato alcune foto di un misterioso sigaro volante attorno al pianeta rosso.
1973. Lo Skylab fotografa un ordigno rossastro con due braccia disposte a V.
Shuttle Missione 29, 14-3-89. Un radioamatore registra la seguente comunicazione dalla navetta: "Houston, qui è il Discovery, abbiamo ancora la nave spaziale aliena sotto osservazione". Viene ventilata l'ipotesi di una beffa da parte del radioamatore.
Atlantis, 3-8-91. Un UFO largo un metro e mezzo segue per alcune ore lo Shuttle e viene avvistato, filmato e fotografato da tutti e cinque gli astronauti. In seguito la NASA dichiarerà trattarsi di un pezzo di ghiaccio staccatosi dallo Shuttle stesso.
15-11-91. Lo Shuttle filma le evoluzioni di un UFO al di fuori dell'orbita terrestre, viene preso di mira da strani "missili" apparentemente sparati da Terra o da qualche satellite. La NASA in seguito cripterà il canale televisivo che ha trasmetto la sequenza.
Alfredo Lissoni