I DISCHI VOLANTI SOPRA LE BASI MILITARI
NUOVE TESTIMONIANZE
Dischi volanti fotografati presso installazioni della NATO, alieni nella nebbia, triangoli volanti nel vicentino e congiure del silenzio. Grazie all'operato di un ufologo italiano emergono nuovi scenari circa il riserbo militare attorno al fenomeno UFO
Alfredo Lissoni
Gli UFO tornano a visitare l'Italia. Infaticabile come sempre, il nostro Antonio Chiumiento (che molti di voi hanno occasione di vedere in televisione ogni domenica ad Italia Uno, trasmissione sugli X-files all'italiana) ha recentemente portato alla luce nuovi inediti ed interessantissimi casi ufologici. Confermando con questo alcuni dati che i ricercatori sospettavano da tempo. In primo luogo che solo il 10% delle segnalazioni viene riferito agli ufologi, e che la restante parte cade nell'oblio in quanto i testimoni temono il discredito.
In secondo luogo, che le autorità militari sono state coinvolte in episodi UFO in moltissime occasioni, ben al di là di quanto sinora timidamente ammesso dai vertici delle Forze Armate. Ma allora, la congiura del silenzio è una realtà anche nel nostro Paese?
Parrebbe proprio di sì.
IL TRIANGOLO DI BASSANO
"Uno dei casi più attendibili da me rintracciati", ci racconta Chiumiento, "avvenne agli inizi degli anni Settanta a Marchesane di Bassano del Grappa, in Veneto. Protagonista, il signor Giannicola Sartori, un pilota di velivoli ultraleggeri che si trovava in un campo a bruciare delle stoppie". Improvvisamente, stile 'Indipendence Day', un gigantesco ordigno triangolare sbucava dal nulla nel cielo, diretto verso il testimone. "In quel momento ebbi una gran paura e corsi in macchina", ha raccontato Sartori, "ma in seguito mi resi conto che l'ordigno sembrava più interessato al fuoco che avevo acceso che non al sottoscritto. Potei osservare quella strana macchina volante per circa un quarto d'ora, studiandone i dettagli. Si trattava di qualcosa che non avevo mai visto. Dopo aver sorvolato il falò, l'oggetto si allontanò senza produrre alcun rumore. Il giorno seguente telefonai all'aeroporto militare di Vicenza, riuscendo a parlare con un maggiore. Chiesi se c'erano stati voli sperimentali, poi raccontai cosa avevo visto. In quel momento udii distintamente il rumore di un registratore messo in funzione. L'ufficiale cercò in tutti i modi di convincermi che potevo essermi sbagliato, ma poi si rese conto delle mie competenze aeronautiche e alla fine mi congedò dicendo che non c'era stato alcun volo sperimentale".
Sarebbe interessante sapere dove sia finita la registrazione di questa telefonata. Altrettanto riserbo militare traspare dal seguente episodio.
L'UFO SULLA BASE MILITARE
Ciò che segue è il caso più straordinario rinvenuto recentemente da Chiumiento, il volo di un UFO sopra la base di Aviano. Gli ingredienti per un X-files ci sono tutti: due foto, un ex ufficiale dell'Aeronautica, una base NATO dell'US. Air Force.
"Era il luglio del 1977 o del 1978", ci racconta Chiumiento, "e Claudio Gallet, un giovane con la passione dell'aeronautica, stava partecipando ad un Open Day, una tradizionale festa americana durante la quale parte della struttura militare viene aperta al pubblico, presso la base NATO di Aviano. Durante la visita il giovane, che in futuro sarebbe diventato un ufficiale dell'Aeronautica, ebbe modo di scattare una quindicina di foto ai caccia militari disposti lungo la pista di decollo. Il giovane non notò nulla di strano sino a che non sviluppò i negativi. Fu in quel momento che Gallet si accorse che in due fotografie, una scattata la mattina e l'altra il pomeriggio, c'era qualcosa di strano. Pensando ad un difetto della pellicola, il giovane non diede più di tanto importanza al fatto sino a che, leggendo un giorno del fenomeno UFO, cominciò ad avere il dubbio di avere immortalato un oggetto volante non identificato, invisibile all'occhio nudo ma non all'obiettivo fotografico. Gallet si mise in contatto con il sottoscritto. E io, a mia volta, ho immediatamente sottoposto i negativi ad un esperto di fotografia, l'ingegner Uliano Monti. Quest'ultimo ha studiato attentamente i negativi, escludendo qualunque difetto della pellicola, quali tagli, macchie, manomissioni o altro".
Ma il bello doveva ancora venire. L'anno scorso su una rivista ufologica americana il colonnello in congedo Jerry Rolwes, che fu ufficiale logistico presso la base di Aviano, ha confessato: "Il primo luglio 1977 tutti gli allarmi della base sono scattati simultaneamente, al passaggio di una luce oltre il perimetro di cinta. Quando gli allarmi si attivarono, immediatamente notammo anche una perdita di potenza. La luce misteriosa, un vero e proprio UFO, raggiunse il perimetro della base noto come 'zona di massima allerta' (la cinta non sorvolabile dagli aerei, n.d.A.). Aveva un diametro tra i 30 ed i 35 metri ed era sospeso a circa 30 piedi di quota. Poi si allontanò". Curiosamente, nei rapporti della polizia americana, della vicenda non vi è alcuna traccia. Un ennesimo episodio di congiura del silenzio?
I GRIGI A SOTTOMARINA
Nella notte tra l'8 ed il 9 novembre scorso a Sottomarina di Chioggia, località Valverde, gli extraterrestri tornavano a mostrarsi. Alessandro Boscolo, uno studente universitario di 20 anni, stava transitando in macchina assieme a due amici quando improvvisamente..."Abbiamo trovato una nebbia fittissima", racconta Alessandro, "e siccome era notte fonda ed eravamo in aperta campagna, abbiamo deciso di fermarci. La visibilità era zero. Sono sceso dalla macchina e improvvisamente mi sono accorto che la zona veniva illuminata da qualcosa, come se ci fosse la luna piena. Riuscivo addirittura a distinguere, nonostante la fitta nebbia, il profilo di una cascina. Improvvisamente, da dietro un cumulo di archi da serra, ho visto sbucare degli strani 'cosi'. Erano almeno in tre, alti circa un metro, magri e di colore scuro. Ricordo che avevano la testa ovale e sproporzionatamente grande". I tre Grigi correvano nella nebbia e sembravano riflettere la luce sulla testa, come se indossassero un casco. Anche un altro dei presenti, sceso dalla macchina, era testimone dell'insolito via vai. "É stata una situazione stranissima, irreale", ha aggiunto Boscolo. "Non si sentiva alcun rumore, come se fossimo isolati. Non c'era nemmeno un filo di vento e la nebbia e la luce erano...ferme. Tutto si era bloccato e tutto era calmo (questa sensazione di stasi apparente è tipica di molti avvistamenti, n.d.A.). Non si sentivano nemmeno i cani, il che è abbastanza insolito. Quando ho visto che i miei amici si ficcavano in macchina, non ho esitato ad imitarli. Acceso il motore, siamo fuggiti a rotta di collo. Ah, un'altra cosa. Giorno 8, secondo il calendario, la luna non c'era. Che cos'era dunque la strana luce che abbiamo visto?"
I LASER FANTASMA
Giovedì 30 maggio 1996, ore 16.15 circa a Vicenza. La signora Rita Bassetto si trova nel soggiorno di casa quando, improvvisamente, avverte uno strano sfrigolio provenire dalla cucina. "Appena entrata", dichiara la donna ad Antonio Chiumiento, l'ufologo che ha seguito il caso, "ho visto una specie di lampo di luce che correva su un copritavolo di cristallo, incidendo a zig zag il vetro. Spaventata da questo raggio di luce blu, sono corsa verso la finestra, attraverso la quale il fascio filtrava, e ho tirato giù la tapparella. A quel punto il fenomeno si è interrotto. Subito dopo ho appoggiato una mano sopra la parte tagliata e ho sentito che il vetro scottava. Il copritavolo è stato in seguito consegnato alla polizia scientifica di Vicenza e successivamente ad Antonio Chiumiento. "Ho portato il vetro alla Vetreria Artistica Mattesco di Maron di Brugnera", conferma Chiumiento. "Il signor Lucio Pivetta, che è un caporeparto, mi ha confessato che per produrre un taglio simile, piuttosto levigato, occorreva uno sbalzo di temperatura non inferiore ai 150 gradi. La scientifica ha comunque liquidato il caso come effetto dei raggi solari, particolarmente intensi in quei giorni". Pochi giorni dopo, però, qualcosa di analogo si è verificato nuovamente a Vicenza, in casa della famiglia Baggio. Qualcosa ha fuso il vetro di una lampada (il 'sole' nel vicentino dev'essere proprio forte...).
Casi di misteriosi fasci di luce fantasma, presumibilmente sparati dagli UFO con scopi che ci sfuggono, non sono infrequenti nella casistica sui dischi volanti. Nel 1990 a S.Gottardo Vicentino un laser fantasma ha bruciato diverse suppellettili lasciate all'aperto nel centro abitato e a Fontane di Castiglione ha fatto fiorire prematuramente un pero, mentre a Varallo Novarese, nel 1993, qualcosa di simile ha fuso i cardini di una porta di una camera da letto in un'abitazione nel centro.
Forse esiste una relazione tra i fasci di luce fantasma e i bisturi laser che mutilano gli animali negli Stati Uniti d'America.