PIANETI NEL DISCO DI BETA PICTORIS
Nuove osservazioni, condotte da due team di ricercatori indipendenti con
l'ausilio dei telescopi da 10 m del complesso Keck, a Mauna Kea, avrebbero
rilevato discontinuità e aggregazioni nei noduli di polveri che compongono il
disco attorno a Beta Pictoris, una delle stelle circondate da dischi di materia
"fredda" e solida, candidate a ospitare pianeti.
Altre aggregazioni coerenti di materiale erano state osservate in precedenza nel
disco di Beta Pictoris, ma stavolta le strutture si estendono in regioni
paragonabili come localizzazione alle sedi del nostro Sistema Solare che
ospitano i pianeti gioviani e gli asteroidi, a distanze tra 5 a 30 UA dalla
stella centrale.
Queste formerebbero un disco "interno" inclinato di circa 18° rispetto al disco
principale, in accordo con i modelli di simulazione per la formazione di un
sistema planetario attorno a questa stella.
Le osservazioni, realizzate grazie allo spettrometro a basse lunghezze d'onda
LWS del Keck, hanno rilevato strutture che sembrano spiegabili soltanto con
l'azione gravitazionale di corpi di tipo planetario all'interno del disco, in
grado di stabilizzare su orbite coerenti le aggregazioni di polveri riscontrate.
Il disco di polveri attorno a Beta Pictoris, una stella lontana 63 anni luce
nella costellazione del Pittore e relativamente giovane, 20 milioni di anni, è
stato scoperto a partire dal 1983, grazie alle osservazioni nell'infrarosso del
satellite IRAS.