RAPIMENTI UFO IN BRASILE

Di Alfredo Lissoni - Il caso di S. Francesco di Sales (Brasile), 15 ottobre 1957, che vide protagonista Antonio Villas Boas, un giovane agricoltore di 23 anni, che raccontò di avere avuto un rapporto sessuale con un aliena è talmente noto, che non merita di essere nuovamente sciorinato; meno noto è il fatto che i sequestri proseguirono negli anni seguenti: a Belo Horizonte, nel settembre 1962, Raimundo Aleluia Mafra, un ragazzino di 9 anni, raccontò alla stampa che il padre, un minatore di nome Rivalino, era stato rapito da un disco volante. Il caso ebbe addirittura una copertina in Italia, dalla Domenica del Corriere, che commentò: "L'uomo è scomparso davvero, ma le autorità vogliono sottoporre il bimbo a esame psichiatrico. Il disco - ha detto il piccolo Raimundo - si è posato dinanzi alla nostra casa, mentre noi stavamo prendendo il fresco, e ha risucchiato nel suo interno mio padre. Poi è sparito".

A Belbedoruro, 3 maggio 1969, il giovane soldato José Antonio da Silva, visse un'esperienza quasi onirica, vedendosi rapito da alcune creature repellenti di 1,20 m di altezza; condotto alla loro nave, ebbe un incontro con una creatura angelica, vestita con una bella tunica, che lo tranquillizzò. Lo strano essere verrà in seguito descritto come una sorta di proiezione percepibile solo dal giovane. Il testimone, dopo l'esperienza, venne abbandonato a molti chilometri da casa. Il 23 settembre 1971 verso le ore 19.30, Paulo Caetani Silvera stava percorrendo in auto la strada da Natividade a Itaperuna quando, presso la fattoria Serraria, un UFO composto da una serie di luci colorate iniziava ad inseguirlo. L'auto si bloccava proprio mentre il disco iniziava la discesa. Racconta l'uomo: "Dall'UFO uscirono tre nani d'un metro, con gli occhi allungati e la testa piatta. Impugnavano una specie di lampada con fascio rossoblù, che mi abbagliava. Mi sono sentito attirato dal disco, ma sono riuscito a reagire e, lottando furiosamente con i nani, ho cercato di sottrarmi alla loro cattura. Durante la colluttazione mi sono ferito, ma i miei sforzi sono stati vani; mi hanno portato a forza sull'UFO. Dopo un volo di mezz'ora sono stato riportato accanto alla mia auto...". Il testimone è stato esaminato da un medico, che ne ha certificato la sanità mentale; l'aspetto interessante è che Silvera è stato soccorso da un automobilista di passaggio che, vedendolo riverso a terra, lo aveva raccolto, ancora cieco, e portato all'ospedale. Il disturbo causatogli, pur se temporaneamente, dagli alieni è stato dunque documentato da più fonti. Interrogato in seguito dalla polizia, dirà al commissario di aver sentito "come se gli avessero messo qualcosa in testa per modificare la sua personalità". Il caso che segue è stato descritto dall'ufologo italiano Giuseppe Lazzari nel libro UFO operazione Terra. Lo scrittore non riporta alcuna data e non offre precise indicazioni geografiche. A detta di Lazzari, un marinaio a nome Mario Monteira da Silva, che si trovava a bordo della petroliera Amapa, sarebbe stato risucchiato da un raggio di luce sparato da un UFO, dinanzi agli occhi dell'attonito comandante della nave. Il marinaio avrebbe in seguito raccontato di aver udito un forte dolore alle orecchie, durante la salita, e di essersi trovato, poi, in un ampio locale con mobili lucenti blu metallici. C'era una luce molto forte. Sopra un tavolo c'erano diverse file di bottoni luminosi. Il rapito sarebbe stato "ricevuto" da un pilota alieno, mentre altri tre visitatori sarebbero rimasti ad osservare la scena. Uno degli esseri aveva una tunica sottile e sul capo un elmo dal quale usciva una luce potente e sulle spalle aveva due oggetti a forma di tubo collegati con le braccia. Il marinaio vide sul tavolo delle carte di navigazione, nel mezzo delle quali c'era un sole e 12 pianeti, il nostro, a detta degli alieni (che, per inciso, si muovevano ondeggiando). Dopo 50 ore da Silva sarebbe stato ricondotto allo stesso modo sulla nave. Il fatto fu reso noto nel 1972 ma era accaduto, a detta di Lazzari, molti anni prima. La casistica brasiliana mostra le stese caratteristiche e modalità di quella occidentale. A Cuiaba, verso la fine di gennaio del 1978, due ragazzi, Manuel Roberto e suo cugino Paulo, sarebbero stati rapiti e portati a bordo di un oggetto volante. I due hanno raccontato di avere incontrato, sul disco, otto 8 uomini di bassa statura, vestiti di rosso. Manuel è stato ritrovato, solo, a Rondonopolis, a 500 km da casa, incapace di dire che fine avesse fatto il suo compagno di giochi. Un ennesimo rapimento UFO si sarebbe verificato in una zona imprecisata del Brasile il 29 novembre 1982. Il portinaio d'ospedale Joao Valerio da Silva sarebbe stato addotto, verso la mezzanotte, da alcuni alieni alti (non macrocefali ma dal cranio normale), "indifferenti alle sue proteste" (dei robot?). Dopo l'avventura il giovane avrebbe sviluppato dei poteri taumaturgici. Infine, a Leste San Paolo, 14 luglio 1986, nel rione Villa Matilde due ragazze, Bete e Debora, sarebbero rapite da un UFO ed esaminate a bordo del disco. A una delle giovani sarebbe stato impiantato un piccolo apparecchio, utilizzato, a detta degli alieni, "per ricerche di microsistema" (?). L'impianto, il cui vero fine non è chiaro, sarebbe stato inserito alla base del cervello. Lo psicoterapeuta Claudeir Covo ha sottoposto ad ipnosi regressiva le due ragazze che, separatamente l'una dall'altra, hanno confermato la propria allucinante esperienza.

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