Nasa: "Mai stati così vicini a trovare gli alieni"

Nel budget per il 2004 l'ente spaziale americano dedica fondi per la ricerca di nuove forme di vita extraterrestre nello spazio. Gli scienziati: "E' il momento di accertare chi vive in altri pianeti".


Scrive La Stampa: «Forse la nozione che "là fuori c'è qualcosa" è più vicina alla realtà di quanto avessimo immaginato». Non stiamo citando la prima riga del prossimo romanzo di Arthur Clarke o Ray Bardbury, e neppure la battuta di un nuovo film di George Lucas o Steven Spielberg. Questo è un passaggio del bilancio presentato lunedì scorso dal presidente americano Bush che si intitola così: «Dove sono i veri alieni spaziali?». Sì, il documento che assegna le risorse economiche pubbliche per il prossimo anno, la «Finanziaria» degli Stati Uniti, stanzia un po' di soldi anche per andare a cercare gli extraterrestri. II testo, che distribuisce 2,23 trilioni di dollari e prevede di creare un deficit di 307 miliardi per il 2004, trova lo spazio per occuparsi anche di un problema che affascina da sempre gli esseri umani. Finora, nonostante vari avvistamenti più o meno contestati, gli scienziati non sono riusciti a trovare le prove incontrovertibili dell'esistenza degli alieni. Però, come nota il bilancio americano, le scoperte fatte nell'ultimo decennio indicano che i «mondi abitabili» nello spazio potrebbero essere molto più numerosi di quanto non si pensasse prima. «Nonostante tutti gli alieni - dice il testo - che compaiono nei film e nei libri di fantascienza, noi dobbiamo ancora trovare la prova definitiva della vita, anche solo microbi, ovunque nell'universo oltre la Terra. I ricercatori, però, hanno trovato la vita in ambienti molto inospitali sul nostro stesso pianeta, e ciò allarga la gamma di luoghi in cui essa potrebbe esistere». Le ultime novità citate dal bilancio del presidente Bush includono il ritrovamento su Marte e sulle lune di Giove di grandi riserve di acqua, elemento chiave per la vita. Gli astronomi, poi, stanno individuando una serie di pianeti fuori dal sistema solare, tra i quali circa 90 stelle che hanno almeno un corpo celeste orbitante intorno a loro. Il documento deduce che se c'è l'acqua, e se esistono sistemi simili al nostro, è plausible presumere che ci sia anche la vita, e quindi stanzia fondi per andarla a cercare. Non si tratta di molti soldi, perché in totale vengono messi a disposizione 279 milioni di dollari per il 2004 e tre miliardi nel prossimo quinquennio per varare il Progetto Prometheus. Però l'impegno politico è significativo, proprio nei giorni in cui gli Stati Uniti sono scossi dal disastro dello Shuttle Columbia. Infatti questo progetto comprende la costruzione del Jupiter Icy Moons Orbiter, ossia «una missione che condurrà studi estesi e approfonditi delle lune di Giove, che potrebbero ospitare oceani sotterranei e quindi avere importanti implicazioni nella ricerca della vita oltre la Terra». Bush, del resto, aveva già dimostrato interesse per questi temi nel passato, soprattutto quando a settembre aveva confermato la direttiva del suo predecessore Clinton per mantenere la segretezza sulle attività della base dell'Air Force a Groom Lake, in Nevada. Questa struttura, nota anche come Area 51, serve per i test di prototipi aeronautici segreti, ma secondo gli ufologi nasconde pure tutti i materiali raccolti dal governo sull'esistenza degli alieni. Il Presidente non ha voluto alzare questo velo di sospetto e curiosità, e non è il solo a voler cercare gli extraterrestri. Infatti subito dopo il disastro dello Shuttle il senatore della Florida Bill Nelson, un ex astronauta che aveva volato proprio col Columbia, ha detto: «Io credo che ci sia la vita oltre la Terra. Chi siamo noi per limitare questa creazione che è infinita? In quest´ottica ci sono varie ragioni per andare su Marte. C'è l'acqua lassù? C'è la vita? Il pianeta era sviluppato? E se lo era, era civilizzato? E se lo era, cosa gli è successo? Cosa possiamo imparare da Marte per gestire meglio il nostro pianeta?»

E dunque, non siamo stati mai così vicini allo scoprire la presenza di alieni. Ne è convinta la Nasa che, nel pianificare il budget per il 2004, ha stanziato fondi precisi per la ricerca di vita extraterreste nello spazio. Nel bel mezzo della bufera dopo il disastro dello Shuttle Columbia, che ha messo al muro l'ente accusato di non investire sulla sicurezza dei viaggi spaziali, gli astronauti dimostrano di voler esplorare ancora. Se dagli anni Novanta la ricerca ha mostrato che possono esistere esseri viventi nell'universo, infatti, per gli scienziati dell'Ente spaziale americano ora è venuto il momento di accertarlo.

In un paragrafo intitolato "Dove sono i veri alieni nello Spazio?", la Nasa cita solo come punti di partenza la scoperta che su Marte e sulle lune di Giove c'era stata dell'acqua, un ingrediente chiave per lo sviluppo di vita. "Negli ultimi dieci anni - si legge nel documento - un importante numero di scoperte scientifiche mostra che l'esistenza di mondi abitanti è più probabile di quanto non si pensi". Tanto che gli astronauti affermano "siamo vicini a trovare le prove conclusive di vita, compresi i microbi, in qualsiasi luogo dell'universo attorno alla Terra".




Ma non dimentichiamoci questa notizia, del febbraio dell'anno scorso, via la governativa Cnn...

Se esiste veramente la vita su pianeti diversi dalla Terra, i loro abitanti sanno con probabilità dell'esistenza di noi terrestri. Secondo Roger Angel, dell'University of Arizona, infatti, tra una ventina di anni gli astronomi terrestri saranno in grado di scoprire la vita su altri pianeti, ammesso che essa esista. Di conseguenza, è probabile che altre civiltà siano giunte alla stessa conclusione riguardo i terrestri. "Sono convinto che se esistessero alieni con una tecnologia un po' più avanzata della nostra saprebbero dell'esistenza della vita su questo pianeta", ha detto Angel alla riunione annuale dell'American Association for the Advancement of Sciences, la società scientifica internazionale che pubblica la prestigiosa rivista 'Science'. La Terra, dicono gli scienziati, manda da alcuni miliardi di anni un segnale chiaro sull'esistenza di vita sul nostro pianeta. Gli astronomi sanno infatti che un pianeta come il nostro la cui luce riflessa contiene una grossa quantità di ossigeno è garanzia della presenza di forme di vita. Tra una quindicina d'anni, comunque, la ricerca di altre forme di vita nello spazio farà un passo gigante grazie al lancio di due telescopi - uno americano e uno europeo - che consentiranno per la prima volta agli astronomi di individuare segni rivelatori della presenza di altri esseri viventi in sistemi lontani. I telescopi Darwin e Terrestrial Planet Finder permetteranno di separare e catturare la luce riflessa di pianeti simili alla Terra, un'operazione che consentirà di carpire i segreti di questi pianeti e calcolare se sia probabile o meno che ospitino altre forme di vita. Ma, come ha sottolineato il biochimico Norman Pace, dell'University of Colorado, la probabilità di trovare esseri extraterrestri è di gran lunga più grande fuori dal sistema solare che nei pianeti a noi più vicini.