CANI RANDAGI O CHUPACABRAS NEL SALENTO?
di Gianvito Magistà (Collaboratore C.U.N.) E-mail: cossato@yahoo.it
Conversano (Bari) - Dopo aver letto l’articolo sulle recenti apparizioni nel sud Italia del chupacabras, sono andato a ripescare nel database della redazione giornalistica in cui lavoro un paio di notizie sospette in cui si parla di vari allevatori del Salento che si sono ritrovati i propri pollai sterminati.
La prima notizia è datata 8 novembre 2001 e racconta di un uomo di Galatone (Le) che è stato svegliato nella notte da forti schiamazzi che provenivano dal pollaio adiacente alla casa. Alzatosi per andare a controllare si è ritrovato davanti uno spettacolo raccapricciante: un centinaio tra galline, galli e tacchini uccisi e un’altra settantina in fin di vita. Le galline erano state per lo più sgozzate e comunque abbandonate per terra sanguinanti. L’animale (o gli animali) responsabile di tutto questo aveva dapprima superato un muretto di recinzione e poi aveva rotto una rete di protezione. Nella stessa notizia viene citato un altro fatto analogo accaduto una settimana prima sempre a Galatone quando in un’altra masseria fu trovato sgozzato un maiale.
La seconda notizia, datata 13 novembre 2001, parla invece di un allevamento di struzzi sterminato a Poggiardo, sempre nel leccese. Per uccidere i poveri animali stessa modalità: lo sgozzamento.
La causa ufficiale di questo sterminio, secondo le autorità leccesi, è da attribuire ai cani randagi che circolano liberamente nei paesi e nelle campagne. Ma i dubbi restano. Prima di tutto perché proprio in quel periodo così ravvicinato e in due paesi differenti? I cani di Poggiardo e Galatone si sono per caso messi d’accordo? Poi vorrei sottolineare il fatto che nel primo caso questi cani avrebbero dovuto superare due ostacoli prima di poter penetrare nel pollaio. Vada per il muretto di recinzione, ma la rete di protezione di ferro? Ci sarebbe voluto davvero un bel lavoretto di pazienza usando soltanto i denti. Nel secondo caso invece, a protezione degli struzzi, c’era una rete, sempre di ferro, molto alta (deve proteggere degli struzzi…..), quindi è impensabile che i presunti cani avessero compiuto un salto del genere. E comunque gli struzzi sono molto più grandi e veloci dei cani. Ultima analogia con il chupacabras, ma non per questo la meno importante, è il metodo usato per uccidere. In entrambi i casi gli animali, che siano galline, maiali, tacchini o struzzi, sono stati sgozzati e lasciati per terra. Le autorità non si sono sbottonate più di tanto nel dare informazioni e né si conosce se nei luoghi dove sono accadute queste cose siano state rinvenute delle impronte.
Con tutto questo non voglio certo affermare che nel Salento sia passato il chupacabras, ma un grande alone di mistero permane intorno a questi agghiaccianti avvenimenti e soprattutto intorno a questa leggendaria e misteriosa creatura.