OLTRE LA GRANDE MURAGLIA
di Alfredo Lissoni
Anche nel continente Cina non mancano le apparizioni di UFO e di alieni, sebbene la chiusura verso l'Occidente abbia impedito per anni che ciò si venisse a sapere. Negli anni '70 i circoli ufologici dovevano agire di nascosto a causa delle sanguinose rappresaglie scatenate dal regime verso tutto ciò che era controcorrente; ora, finalmente, le associazioni sono pubbliche. Come la Chinese UFO Research Organisation (CURO), che conta migliaia di aderenti, anche negli ambienti scientifici, e qualche milione di abbonati al proprio bollettino. Nel dicembre del '93 la CURO ha reso noto al mondo, con un dispaccio stampa, che nel proprio Paese, negli ultimi trent'anni, erano stati catalogati ben 6000 avvistamenti. Una delle prime foto di UFO, scattata dall'ingegnere Chan Ching-lai il 28 ottobre 1961 nel cielo di Kaifeng, arrivò in Occidente solo undici anni dopo grazie ad una organizzazione nipponica, la CBA International di Yokohama, fondata nel '57 da Yusuke J. Matsumura. Nella foto diffusa si vedeva semplicemente, nello sfondo di un cielo terso, una macchia scura la cui sagoma poteva ricordare effettivamente un disco volante. Altro materiale sarebbe uscito per vie traverse grazie a due ricercatori, Shi Bo, che riuscì a pubblicare in Francia un libro intitolato "La Cina e gli extraterrestri", e Paul Dong, nato a Canton ma rifugiatosi a Oakland, California. Da quest'ultimo, editore del "Journal of UFO Research", abbiamo appreso che "poiché la Cina fu chiusa al mondo per 35 anni, fu solo nel '78 che essa riconobbe gli UFO. Ciò generò immediatamente molto interesse e fu ben presto compilato un catalogo dei casi degli ultimi dieci anni e dei tempi antichi, comprendente 6000 casi. Naturalmente molti di questi erano dei falsi, ma la percentuale di casi inspiegabili raggiunse il 12 per cento, contro il 5-6 degli americani". Questi casi venivano puntualmente recensiti ed analizzati nella rivista di Dong che nel 1981 vendeva 150.000 copie e nel 1988 ben 325.000. A dimostrazione dell'interesse dei cinesi per la materia, si pensi che riviste più antiche e consolidate arrivavano persino al mezzo milione di copie vendute. Una cifra bassa, se paragonata al miliardo di abitanti della Cina, ma comunque indicativa di una crescita di interesse che ha portato, il 30 luglio del 1988, alla celebrazione del decennale della nascita delle associazioni ufologiche in Cina, a Guangzhou, con una kermesse che ha attirato un milione di persone. Dal 1988 oltre la Grande Muraglia circolano libri, riviste, francobolli ufologici e persino un documentario, "UFOs over China", di 80 minuti, che fa il punto su 5 anni di ufologia locale. Esso ha ottenuto un enorme successo, al punto che Dong ha potuto stimare l'esistenza di "dieci milioni di entusiasti del fenomeno UFO".
L'ufologia cinese si basa ovviamente sulla casistica classica: foto, filmati, avvistamenti, apparizioni di umanoidi, tracce, ondate di segnalazioni. Di quest'ultima, una delle più importanti si verificò il 24 luglio del 1981 e riguardò un oggetto spiraliforme scorto in un centinaio di località.
Ma i casi più interessanti riguardano gli incontri con gli umanoidi. In un catalogo di 130 casi raccolti da Shi Bo ne troviamo due riguardanti dei fantomatici "uomini in nero" (tanto cari alla mitologia americana anni '60), che si divertirebbero ad infastidire, e talvolta a minacciare pesantemente, gli UFOtestimoni.
Era il 1963, alla periferia di Yang-guan, provincia dello Shan-si. Li Jing Yang, un ufficiale di sicurezza presso una fattoria militare, aveva all'epoca solo 6 anni ed era assieme ad alcuni amici quando in cielo comparve "un disco brillante, metallico, che stazionava silenzioso. Era largo 7-8 metri e composto da due piatti sovrapposti. Non si vedevano portelloni o oblò". Dato che all'epoca non si conosceva nulla dei dischi volanti, Jing Yang pensò ad un nuovo tipo di aereo. Il giorno seguente il ragazzo venne bloccato in mezzo alla strada da un uomo "molto alto, vestito completamente di nero", che lo interrogò circa l'avvistamento e la posizione dell'UFO in cielo. Quando il ragazzo raccontò il fatto, l'essere gli disse: "Non dire a nessuno ciò che hai visto" ed insistette fino a che il giovane non promise di mantenere il segreto. "Rimasi sorpreso dalla sua faccia e dalla sua voce", disse in seguito il ragazzo. "Aveva la pelle nera. Molti testimoni lo videro. Si muoveva meccanicamente, parlava senza muovere le labbra ed in seguito scomparve".
Un altro essere di questo genere comparve il 29 luglio 1974 nella provincia di Gansu. Ke Jungzhi, uno studente del politecnico di Lanzhou, incontrò un "uomo nero luminoso". Il giovane si trovava alla mensa studentesca quando vide l'essere a 30 piedi di distanza. Era alto e robusto e poteva misurare 5.9 piedi. Non si distinguevano i tratti somatici del viso in quanto aveva la pelle scura. Ma, sebbene fosse sera, l'uomo era chiaramente visibile nei contorni perché il suo corpo emanava luce. L'essere rimase silenzioso, quindi scomparve fra l'alta vegetazione. Jungzhi preferì non dire niente a nessuno, ma due giorni dopo venne a sapere che il capo della loro brigata aveva incontrato, due giorni prima, "un uomo nero leggermente luminoso". Solo dopo aver letto di apparizioni analoghe in America sul "Journal of UFO Research" il ragazzo decise di parlarne con gli ufologi.
Altrettanto interessante è un episodio dell'agosto 1971. Zhang Rong Chang, un vecchio contadino di Chong Qing, arrivò un giorno a casa, per l'ora di pranzo, visibilmente turbato. "Ho visto un uomo con una grande testa", bofonchiò. L'essere era in strada e stava camminando verso l'uomo. Era robusto e apparentemente normale, salvo per le dimensioni della testa, grande tre volte più del dovuto. Il contadino non riuscì a distinguere i tratti somatici dell'essere, poiché quest'ultimo indossava un elmetto; l'alieno vestiva una tuta che lo ricopriva integralmente e si avvicinava in maniera meccanica. Quando Rong Chang si drizzò in piedi per sostenere lo sguardo dell'intruso, quest'ultimo si fermò. In quel momento il contadino fu preso dal terrore e scappò via; dopo alcuni metri si guardò alle spalle, per vedere se l'essere lo stesse inseguendo. Invece dietro di lui non c'era più nessuno. Rong Chang in seguito domandò ad amici e parenti se avessero incontrato lo strano individuo ma ottenne sempre risposte negative. Da quel momento l'uomo visse tormentato dalla paura. La sua salute si deteriorò e pochi mesi dopo, nel gennaio del 1972, morì. L'inchiesta di Shi Bo concluse che "l'evento fu reale e l'uomo con la grande testa poteva essere stato un robot spaziale".
COMMISSIONI E CONGIURE
Anche in Cina è esistita la congiura del silenzio.
In una lettera inserita nel volume "UFO around the world" un ufologo di Pechino, Wu Chi-yuan, racconta di come il suo club di ricerca fosse stato assaltato dalle guardie rosse che, sparando a mitraglia, avevano ucciso tutti gli ufologi, presi per pericolosi controrivoluzionari. Nella amarissima lettera, datata settembre 1966, Chi-yuan confessava: "É un miracolo se oggi riusciamo a contattarci e a lavorare assieme su questo argomento. Le autorità hanno sempre tolto il lavoro ai membri del nostro club e perpetrato angherie contro altri studiosi dell'argomento. Ciò nonostante, i dischi volanti continuano ad essere visti dal popolo cinese e noi continueremo ad indagare, finché ci sarà possibile farlo".
Da quando, nel 1978, venne pubblicato sul "People's Daily" il primo articolo sugli UFO, scritto da Sheng Heng Yen dell'Accademia di Scienze Sociali, anche la Cina si è lasciata prendere dalla febbre degli UFO e vive adesso il fenomeno come l'America degli anni '50. Subito dopo l'articolo di Heng Yen, altri pezzi vennero pubblicati, nei due anni successivi, dal "Guang Ming Daily". L'interesse fu enorme. Il giornale "Aerospace Knowledge", ad esempio, ricevette diverse centinaia di lettere che chiedevano al governo di aprire una commissione d'inchiesta. E, nel maggio del 1980, nasceva la CUSO (Chinese UFO Studies Association) in seno alla Wuhan University, con sezioni a Pechino, Shangai e nelle province di Xhanxi, Sichuan, Guangdong, Guangxi e Hubei. L'associazione era diretta da uno studente di astronomia venticinquenne, Cha Leping.
La CUSO sarebbe fu poi incorporata nella CURO come una branca ufficiale dell'Accademia cinese di Scienze Sociali.
Questo enorme successo dell'ufologia, che può stupire l'occidentale avvezzo al cover up e allo scherno generale, è invece comprensibile in un Paese di un miliardo di persone ove, quando c'è un avvistamento, abbiamo centinaia di testimoni (corrispondenti, in proporzione, ai 5-10 di un avvistamento in un Paese di pelle bianca). Ciò ha fatto la fortuna dell'ufologia cinese, pure se essa ha aperto molto tardi all'argomento. Tale ritardo è dovuto, secondo Paul Dong, alla chiusura verso l'Occidente. "Fattori ideologici hanno impedito al governo di riconoscere il fenomeno". E così, ad esempio, quando nel 1967 un globo di luce sfrecciò nel cielo di Pechino davanti agli occhi di migliaia di testimoni, si disse subito trattarsi di una nuova arma segreta costruita a Taiwan o in qualche altro Paese ostile. Pure, proprio la Cina era stata coinvolta nel fenomeno UFO qualche settimana dopo che il pilota Kenneth Arnold aveva visto i suoi nove piattini volanti sui monti Rainier. Il primo rapporto UFO cinese, datato luglio 1947, era stato inoltrato in un ufficio del Palazzo di Stato. Poi, racconta lo scrittore inglese Timothy Good, "la rivoluzione aveva isolato la Cina dall'Ovest e dai suoi rapporti UFO, e da molte altre cose. Con la nuova Repubblica Popolare Cinese, sotto Mao Tse-Tung, non fu scritto o detto nulla sull'argomento sino al periodo della Rivoluzione Culturale, quando i rapporti UFO cominciarono a filtrare fuori attraverso canali sotterranei. Ma ufficialmente l'argomento fu considerato controrivoluzionario. Sotto il nuovo regime cinese, tuttavia, centinaia di rapporti di quel periodo e oltre sono stati pubblicati". In questo modo scopriamo che, negli anni '70, il comando aereo di Traing segnalò la presenza di un oggetto che irradiava una luce verde e produceva uno strano suono, atterrato dietro una collina. In quegli stessi anni veniva formato un gruppo di studio militare, come risulta da un documento governativo non datato, guidato da Liu Zhangzhou dell'Armata di liberazione popolare. Segno che, in seno alle autorità, qualcuno si interessava al fenomeno. La sezione di Dingxian City di questo gruppo investigò, ad esempio, un avvistamento del settembre 1971 in un momento in cui l'esercito della città era in allarme per l'uccisione del politico dissidente Lin Piao.
Un altro avvistamento in un momento politico delicato si verificò il 9 settembre 1976 nello Shandong (Qilou, Shan County, Longwangmiao), in occasione del giorno commemorativo la morte di Mao, quando molta gente era nelle piazze. Ancora, la sera del 7 luglio 1977 a Zhangpo County, mentre centinaia di persone si trovavano in un cinema all'aperto la comparsa di due globi arancioni che scendevano al suolo scatenò il panico. La gente cominciò a scappare, a spintonarsi e a buttarsi a terra. Due bambini vennero calpestati a morte e altri duecento rimasero feriti. Lin Bing-Xiang, dottore dell'ospedale locale, e Chen Caife, ufficiale della sicurezza pubblica di contea, confermarono questo straordinario avvistamento. Le autorità, sospettando un'illusione ottica prodotta dal film, lo fecero ritrasmettere, senza trovarvi nulla di anomalo.
Una piccola ondata di segnalazioni fu registrata a metà giugno del 1982 nel nord della Cina, allorché cinque piloti militari di frontiera videro saltare i sistemi elettrici dei loro caccia all'apparire di un UFO "che ruotava generando anelli di luce".
Un altro aereo, questa volta un Boeing 747 di linea, rimase coinvolto in un avvistamento UFO l'11 giugno 1945, sopra Lanzhou.
In quell'occasione venne diramato un dispaccio ufficiale che smentiva l'avvistamento del pilota, il capitano Wang Shuting, dicendo che "nessun passeggero aveva riferito dell'avvistamento", durato circa due minuti.
La discreta apertura della Cina verso l'Occidente ha permesso all'ufologo inglese Timothy Good, che per anni ha cercato di ottenere informazioni ufficiali dal governo cinese, di averne nel 1986 quando un funzionario dell'ambasciata a Londra, Zhang Laigui, gli inviò un articolo del "China Daily" che riportava in un dispaccio ufficiale il punto di vista del governo.
L'articolo riferiva di una conferenza a Darlian ove parecchie dozzine di scienziati si stavano interrogando sul fenomeno UFO. Gli atti del congresso erano stati selezionati e pubblicati. L'articolo sosteneva anche che c'era al momento un grande interesse per la materia e che il professor Liang Renglin dell'università di Guangzhou Jinan aveva rintracciato 600 avvistamenti negli ultimi 5 anni e che 20.000 persone si erano iscritte alla CURO. L'articolo concludeva dicendo: "Gli UFO sono un mistero irrisolto che ha grande influenza nel mondo. Molte persone credono nella loro esistenza, mentre gli oppositori pensano che essi siano materia illusoria o fantascienza. Molti avvistamenti sono presi in seria considerazione, nel mondo. Vari tipi di organizzazioni sono state fondate nel mondo, incluso USA, URSS, Gran Bretagna e Giappone, e l'America Centrale e Meridionale tenta di svelare il mistero UFO".