CITTA' MARZIANE

A proposito delle macchie circolari alla confluenza dei canali marziani, oramai identificate in crateri vulcanici, quando ancora nulla di sicuro si sapeva, lo scrittore Peter Kolosimo si diverti' ad immaginare che esse fossero, come sostenevano alcuni astronomi del passato, delle citta'. Sebbene Kolosimo non tenesse in gran conto questa ipotesi, per un vezzo intellettuale si diverti' a scrivere:"Le macchie sono enormi, in grado di contenere decine delle nostre citta', ed anche questo potrebbe sembrare logico a prima vista: dove la natura e' tanto avara occorre concentrarsi, non disperdersi (il resto di Marte e' desertico, N.d.A.). E la forma circolare delle supposte metropoli e' la piu' razionale: partendo dal centro si possono raggiungere per la via piu' breve le piantagioni che circondano l'abitato e provvedono ai bisogni alimentari dei cittadini.
Un quadro strabiliante si delinea cosi' alla nostra fantasia: in quelle citta' si assiepano costruzioni altissime (non e' difficile pensarle tali, data la ridotta gravita' marziana), ospitanti decine di milioni di individui. E quei grattacieli sono dominati da enormi torri che, captando i raggi solari, li trasformano in calore ed energia. C'e' ancora qualcosa che, secondo gli entusiasti 'amici dei marziani', ci dovrebbe fare propendere per l'esistenza di una civilta' di alto grado sul vicino pianeta: esso non avrebbe rilievi considerevoli e, nonostante cio', l'acqua giungerebbe ovunque. Pompe titaniche dovrebbero provvedere a tanto, operando in prossimita' delle calotte polari".