Scheletri negli armadi Clonaid

La stampa Usa sospetta che la clonazione sia un bluff

New York - Se il laboratorio dei raeliani dove sarebbe avvenuta la clonazione della piccola Eva assomiglia a quello che la setta aveva creato nel 2001 nella West Virginia, il mondo probabilmente in questi giorni è stato preso in giro. Negli Usa escono scheletri dagli armadi di Clonaid, la società fondata dagli adoratori degli Ufo che sostiene di aver già fatto nascere due bambine clonate. E i media americani si interrogano sull'opportunità di circondare l'intera vicenda con il silenzio stampa. I seguaci di Claude 'Rael' Vorilhon, l'ex giornalista sportivo francese leader della setta, non hanno per il momento fornito una sola prova per avvalorare gli annunci su Eva e su un'altra bambina clonata che sarebbe stata partorita in Olanda da una lesbica. In assenza di verifiche scientifiche, negli Usa lo scetticismo si alimenta delle rivelazioni sul controverso passato della setta e sui personaggi che ruotano intorno alla vicenda. Tra questi figura un ex giornalista scientifico del network Abc, che per mesi è andato in giro a chiedere soldi alle tv americane in cambio di esclusive sulla clonazione.

IL LABORATORIO FANTASMA: tra il 7 febbraio e il 12 ottobre 2001, Clonaid ha avuto in affitto un vecchio laboratorio di chimica dentro un liceo degli anni '50 a Nitro, un paesino della West Virginia vicino al confine con Ohio e Kentucky. E' qui, nel cuore dell'America rurale, che i raeliani progettavano di clonare un bimbo morto a 10 mesi, per venire incontro alla disperazione dei suoi ricchi genitori, Mark e Tracy Hunt. La coppia aveva dato mezzo milione di dollari a Beatrice Boisselier, la direttrice di Clonaid, per far tornare in vita il piccolo Andrew. Ma nel laboratorio non è mai avvenuto niente. Il manager dell'edificio, Greg Casto, ha descritto il posto come una sorta di inutile tana da scienziato pazzo. C'erano una lavagna, una vecchia cattedra con un computer, due tavoli da laboratorio scolastico e un forno a microonde. Un'incubatrice portata un giorno nella stanza si bruciò non appena attaccata alla spina. All'interno non sono mai stati neppure aperti i rubinetti dell'acqua e, secondo Casto, il posto è rimasto pressoché deserto per mesi. La Boisselier è al centro di un'inchiesta federale per la vicenda della West Virginia. Michael Guillen è un giornalista scientifico che Clonaid ha incaricato di organizzare verifiche indipendenti su Eva, per il momento rinviate. Secondo quanto ha rivelato il New York Times, Guillen nei mesi scorsi ha fatto il giro delle tv americane, cercando di vendere per oltre 100.000 dollari un'esclusiva sulle clonazioni. Tutte gli hanno sbattuto la porta in faccia.

Fonte: Libertà.it