L’INVASIONE DEI CLONI
Una provocazione tra letteratura ufologia
e fantascienza
di Alfredo Lissoni – Non se ne parla mai molto, in ufologia, perché sembra
la trama del film L’invasione degli
ultracorpi, ma c’è una (non nutrita) schiera di rapiti che sostengono di
essere stati portati su altri pianeti e sostituiti temporaneamente sulla Terra
da cloni. Fesserie, si dirà. Certo, sottoscrivo, ma
siccome la ricerca ci impone di non scartare mai
nulla, vale la pena di dare un’occhiata
alla casistica. Si scopre così che già il 28 marzo 1970 un giovane sordomuto di
Vich, Spagna, sarebbe stato
portato nello spazio (il diciassettenne parlò di un “pianeta all’altro lato del
sole”). Il giovane, Julio Garcia
Moratignos, disse di essere stato trattenuto per ben
otto anni sul pianeta alieno e sostituito sulla Terra da un doppione. Solo sei
anni dopo un altro spagnolo, Francisco Suarez Bravo,
residente in Almogia, disse a sua volta di essere
stato portato su un altro pianeta, su “Galaxia 38”,
ove avrebbe addirittura sposato un’aliena di nome Maria. Poiché negli anni Settanta non era
ancora esplosa la febbre dei
rapimenti UFO innescata nel 1987 da Budd Hopkins e Whitley Strieber (che lanciarono lo stereotipo del Grigio, che
tanta presa ha avuto nell’immaginario collettivo e nei milioni di lettori che
in quelle figure e situazioni si sono riconosciute), è difficile pensare a pure
e semplici scopiazzature dalla casistica – allora assai poco nota – delle abductions. Mitopoiesi ufologia?
Chissà. E dunque, o abbiamo a che fare con dei
mentitori, o con dei contattati particolarmente fantasiosi, o con dei rapiti ai
quali sono state innestate false memorie,
o infine a testimoni che hanno vissuto un’esperienza reale.
Il tema dei “cloni” posti a
sostituire il rapito (che ricorda la mitologia nordica dei “rapiti dagli elfi”
e sostituiti con “stocks”, pupazzi di legno dalle
sembianze dell’addotto) ha avuto un breve revival proprio nel 1987, quando
negli Stati Uniti la tematica degli IR-4 divenne
prepotentemente di moda. Allora, pochi lo ricordano ma disponiamo
di immagini eccezionali che vedete sotto, un giovane statunitense
interruppe, pistola alla mano, un telegiornale e costrinse il giornalista Horowitz a leggere un delirante dispaccio in cui il ragazzo
sosteneva che suo padre fosse “un clone collocato sulla Terra dagli
extraterrestri”. Già, sembra proprio la trama de L’invasione degli ultracorpi...
Sia come sia, a dispaccio
letto, il giovane posò la pistola (che risultò poi
essere un giocattolo; il ragazzo confessò che per nulla al mondo avrebbe mai
fatto del male al suo giornalista preferito) e venne immediatamente immobilizzato
dalla Sicurezza e tratto in arresto. Siccome passò per pazzo (e difatti
esistono malattie mentali che danno queste fissazioni), da allora
nessuno si fece più avanti per sostenere la tesi dei cloni importati dai Grigi
(anche se nel milanese, nel 1985, c’era stato un caso per certi versi simile).
Al momento, dunque, non
possiamo che liquidare queste storie come follie, anche se non è inverosimile ritenere
che i Grigi, che sono manipolatori genetici, possano
decidere di creare dei doppioni dei terrestri. Ma in
tal caso… come potremmo mai accorgercene?
Che ne pensate? Scriveteci.