GERMANIA: STASI E UFO
Di Alfredo Lissoni
Era il 30 giugno 1952 e il quarantottenne Oskar Linke stava attraversando in moto il bosco di Hasselbach, nella Germania Est.
Linke, ex maggiore della Wehrmacht, era il sindaco di Gleimershausen, nella zona sovietica. Con lui c'era la figlia Gabriella, di 11 anni.
Ad un certo punto l'attenzione dei due veniva attirata da una strana luce in mezzo alla foresta. Avvicinatisi, i Linke si trovavano dinnanzi un disco volate, largo 15 metri, posato al suolo. "Tutt'attorno al disco", raccontò in seguito il sindaco, "c'era una doppia fila di aperture. A terra scorgemmo due esseri alti un metro, in tuta metallica, che si stavano agitando. Uno di questi aveva sul petto una sorta di luce intermittente. I due sembrano intenti a spazzare via dal terreno tutte le impurità, da sotto il disco volante, foglie, terra ed altro. Ad un certo punto, quelle creature si accorsero di essere spiate e, rapidissime, rientrarono nel disco. Gli oblò di quella strana macchina si illuminano istantaneamente e, con un ronzio, l'oggetto si alzò in volo, diventando prima verde e poi rosso. L'UFO è scomparso con la velocità del lampo". A quel punto Linke, ben sapendo che la polizia sovietica mal tollerava chi vedeva "certe cose", decise di giocare il tutto per tutto; e, due giorni dopo, si presentò con tutta la famiglia alla polizia militare del settore britannico di Berlino Ovest. Agli esterrefatti soldati, l'uomo dichiarava: "Io sono Oskar Linke, sindaco di Gleimershausen, presso Helingen, nella zona sovietica. Vi chiedo asilo per me e per la mia famiglia. Dovete credermi. Ho una gravissima rivelazione da farvi. É la ragione per la quale sono fuggito. Qualche giorno fa, ho visto a terra un disco volante ed i suoi occupanti..."
Linke ottenne così asilo politico. Se i russi avessero saputo che egli era stato testimone di un avvistamento UFO (che al limite poteva essere in realtà un qualche prototipo segreto dell'Armata Rossa), il nostro uomo avrebbe certo passato un guaio. Sfruttando dunque la sua carica pubblica che gli consentiva un margine di movimento, Linke riusciva ad espatriare in Occidente.
La sua storia non fu però, come potrebbe apparire a prima vista, una frode per ottenere asilo politico. Sappiamo che la sua testimonianza venne classificata "top secret" dal War Office inglese; i risultati dell'inchiesta, portata a termine dai servizi segreti inglesi, non vennero mai rivelati. Sappiamo però, da fonte americana, che in un rapporto consegnato alla CIA in quello stesso anno Linke commentava: "Non ho mai sentito il termine "disco volante" prima di scappare dalla zona sovietica a Berlino Ovest. Quando vidi quell'oggetto, pensai immediatamente che era una nuova macchina militare sovietica. Confesso di essermi spaventato perché i sovietici non vogliono che qualcuno sappia del loro lavoro. Molte persone sono state incarcerate per molti anni nella Germania Est perché sapevano troppo...".
Ciò che maggiormente temeva Linke era l'intervento della STASI, la ferocissima polizia politica segreta di Berlino, alle dirette dipendenze di Mosca.
IL COINVOLGIMENTO DELLA STASI
L'Occidente ha saputo dell'interesse della STASI per gli UFO solo dopo la riunificazione delle Germanie, quando gli archivi della polizia politica berlinese sono passati a Bonn. "Adesso è laggiù che si trovano le relazioni sugli avvistamenti e le indagini sui testimoni", mi ha raccontato l'ufologo tedesco Michael Hesemann, un antropologo e giornalista molto addentro al fenomeno nel suo Paese.
"Io stesso", ha proseguito, "ho potuto seguire un caso della Germania Est che interessò notevolmente la polizia segreta negli anni passati. Ne fu protagonista un ragazzino che all'epoca degli eventi stava pattinando sul ghiaccio, sul lago gelato di Stendal, nell'Altmark. Erano le ore 19 ed i suoi coetanei si stavano preparando a tornare a casa. Rivoltisi all'amico, lo esortarono a seguirlo, ma questi declinò caparbiamente l'invito dicendo che sarebbe rimasto ancora una mezz'ora. La giornata era splendida e voleva approfittarne fino in fondo. Rimasto solo, il nostro notava una luce che si abbassava sul lago, diretta verso un'isoletta popolata da oche e cigni. Pensando ad un elicottero, il ragazzo si avvicinò rapidamente. Poi, più nulla. Perse coscienza e si risvegliò a 100 metri di distanza. Tornato a casa, trovò sulla soglia i suoi genitori, preoccupatissimi, che subito lo apostrofarono, chiedendogli cosa fosse successo. Era tardissimo. Il giovane doveva rincasare per le 19.30 ed invece erano le 22.30. In più, il ragazzo aveva un viso terribile, come bruciato dal sole. Ed aveva una cicatrice sul naso. Il giorno dopo venne portato da un medico. Ma la medicina non fu in grado di fornire una spiegazione. Poco dopo il ragazzo fu assalito dalla febbre. Ricoverato in ospedale in osservazione, venne a lungo esaminato, sino a che si decise di ricorrere all'ipnosi regressiva per scoprire cosa fosse accaduto in quelle tre ore mancanti. Si trattava certamente di eventi traumatici: il ragazzo era visibilmente disturbato e, secondo un'infermiera, parlava nel sonno; pure, da sveglio continuava a non ricordare nulla. Due giorni dopo il ricovero in ospedale si presentarono due agenti della STASI che pretesero di assistere alla regressione ipnotica. Registrarono tutto per circa tre ore. Sotto ipnosi, il giovane ricordò di essere stato portato a bordo di un UFO e steso su un "tavolo operatorio". Attorno a lui c'erano degli strani uomini biondi, dai capelli lunghi. Indossavano dei grembiuli bianchi e gli stavano mostrando una figura. Il nostro ebbe l'impressione che gli stessero facendo vedere un'immagine mitologica, l'albero della vita. Poi il ragazzo venne riportato a terra, dopo che il ricordo di quell'evento traumatico era stato rimosso in qualche modo.
Da quel momento la vita del giovane mutò radicalmente. Ebbe molte noie; parlare di spiritualismo e della vita nell'universo, in un Paese materialista, gli fece presto il vuoto attorno.
Durante la rivoluzione di Praga quest'uomo, che nel frattempo stava prestando servizio militare, si ribellò alla repressione russa; fu arrestato ed incarcerato per diversi anni. Nel 1977 ottenne infine il permesso di espatrio e si trasferì nella Germania Ovest. Là non trovò però una situazione migliore. All'epoca i libri sugli UFO erano molti rari, e l'argomento tabù. E a parlarne, si correva il rischio di essere presi per matti".
FUOCO NEL CIELO
L'evento UFO certamente più interessante per la STASI si verificò in tempi più recenti, il 25 agosto 1990, vicino Peenemuende. Questa località è nota per i test nazisti sulle V-2, durante la guerra.
Nel 1990, con la perestrojka, i militari russi erano andati via e la STASI stava cedendo il passo alla Kriminalpolizei, l'FBI della Germania Ovest.
La zona dell'avvistamento era l'area di una base nucleare. Erano le 20.30 quando centinaia di persone videro una formazione di UFO (in un filmato si scorge un "grappolo" di sette luci disposti a mo' di croce o di rombo allungato) che evoluiva sopra la zona. Vennero girati 4 filmati, da differenti punti; uno di essi venne effettuato da una dottoressa specializzata in medicina nucleare, la russa Ludmilla Ivanova, presente il marito. La testimone filmò due formazioni di UFO che si dirigevano verso la vicina l'isola di Ruegen, nel mar Baltico. Altri venti oggetti in formazione venivano filmati da un gruppo composto da due fisici nucleari e due campeggiatori di ritorno dalla Svezia, su un ferry boat. Le analisi dei filmati dimostrarono che le luci si muovevano tutte autonomamente; non erano cioè luci di posizione di un unico ordigno. Ma il fatto più interessante fu che, come documenta un filmato, dalla base di Peenemuende venne aperto il fuoco contro gli UFO. Nella notte nera si vedevano i colpi, infuocati, partire da terra verso "le luci"; ma i proiettili esplodevano in volo, prima di raggiungere gli UFO.
Con il ritiro della milizia sovietica da Berlino Est e la riunificazione delle Germanie, il problema degli UFO (e della relativa sicurezza nazionale) è passato nelle mani della polizia criminale di Bonn, la kriminalpolizei.
"Ma la situazione non è cambiata", mi ha confermato Hesemann nel 1994. "Anche l'attuale governo tedesco mente. Mente quando dice che, in base ai dati ottenuti, gli UFO non sono reali; e mente quando dice che non sono mai stati localizzati".
POLIZIA CRIMINALE
Ho potuto appurare che, secondo la legge tedesca, gli UFO risultano coperti dal segreto di stato. Esiste una legge del 1960, nota come "Deutsche Beamtengesetz" (= Legge Ufficiale Tedesca), che stabilisce che "è competenza dell'organo amministrativo intervenire in caso di sicurezza nazionale. Il titolo II, paragrafo 93 del nuovo testo di codice penale pubblicato sul "Bundesgesetzblatt" del 2 settembre 1969 n.88 sancisce il segreto su fatti, oggetti e conoscenze che sono accessibili solamente ad un ristretto numero di persone e che debbono essere mantenuti segreti per evitare il pericolo di un grave danno per la sicurezza esterna della Repubblica Federale Tedesca". Grazie a questa legge, il governo di Bonn può impedire la divulgazione di dossier sugli UFO. La questione interessa comunque le autorità. "Ho investigato un caso", ha raccontato Hesemann, "accaduto nel 1982 in cui un uomo si trovò a fotografare un UFO. IN seguito avvertì la polizia ed esibì il materiale. La kriminalpolizei non sequestrò nulla ma rifotografò ogni cosa e se ne andò, dopo aver curiosamente preso le impronte digitali al testimone. Alcune settimane dopo, durante una visita a domicilio di un funzionario donna del servizio sanitario nazionale, la moglie del testimone si sentì chiedere se il marito continuasse ad occuparsi sempre di UFO. La moglie, insospettita dal fatto che il medico ne fosse a conoscenza, rispose di no. "Grazie al cielo, altrimenti avremmo dovuto internarlo in manicomio", ribadì il dottore. Ufficialmente il governo non si occupa degli UFO, ma presso l'aeroporto di Düsseldorf esisteva un Centro di Riferimento della kriminalpolizei, che schedava e analizzava gli avvistamenti. So di un teste che, nel 1975, venne invitato al Centro per essere interrogato. In seguito il Centro è stato spostato a Francoforte".
Il coinvolgimento della kriminalpolizei è motivato dall'appartenenza della Germania alla NATO. Non solo la Germania deve trasmettere la propria casistica agli americani, ma addirittura la NATO stessa è stata, in diverse occasioni, al centro dell'interesse da parte degli UFO. Gli avvistamenti di dischi volanti sopra le basi della NATO sono tutt'altro che infrequenti, in America negli anni '50 e in Italia, soprattutto ad Aviano. Addirittura, secondo un ex militare americano a nome Robert Dean, presso lo SHAPE, il quartier generale della NATO in Europa, esisterebbe un rapporto segretissimo (con il grado di "cosmic top secret") contenente tutte le informazioni raccolte dai militari NATO sugli alieni. Secondo questo rapporto, detto "The Assessment" o "La Valutazione", esisterebbero diverse razze di alieni che visiterebbero frequentemente il nostro pianeta.
GLI UFO E LA NATO
Non sappiamo se tali informazioni corrispondano effettivamente alla realtà. Di certo c'è che, nel 1980, verso mezzanotte, un UFO luminoso con delle luci cangianti fu visto vicino Brema da un viandante, da una pattuglia della polizia e dai militari di una base della NATO. Questi ultimi, nella mezz'ora successiva, avvertirono il Quartier Generale tedesco. Un generale in campo comandò l'allarme rosso e due caccia intercettori si levarono dalla base di Brema per abbattere l'UFO. L'oggetto volante, però, riuscì a scomparire all'istante, come per magia, per poi ricomparire (come spesso succede in questi casi) tre ore dopo, davanti ad un gruppo della polizia militare. Hesemann mi ha detto: "Ho studiato il caso. Hanno cercato di mettere il bavaglio agli ufologi tedeschi e ai testimoni. Hanno detto che questi ultimi si erano sbagliati, che non c'era sufficiente luce per dire con certezza cosa fosse successo, che l'avvistamento era avvenuto al buio. Ho cercato di condurre delle ricerche. Ho parlato con i testimoni che avevano visto quella forma discoidale, circondata da luci. C'era anche una foto, scattata da un contadino, ma è stata sequestrata dalla kriminalpolizei. Abbiamo solo una copia di un disegno, fatto dal contadino. L'originale è stato confiscato, dicendo che "non c'erano prove del fatto che gli UFO fossero reali"!
E questo non è stato l'unico caso coinvolgente basi militari. Nel settembre del 1989 alcuni villeggianti che stavano consumando un pic nic presso una base militare videro un UFO dalla forma conica atterrare dentro la base. Incuriositi, cercarono di avvicinarsi, arrivando in macchina sino all'ingresso principale della base e chiedendo all'uomo di guardia se potessero entrare. Il permesso fu loro negato. Il piantone non aveva visto l'UFO poiché la visione gli era impedita dagli alberi. E nessuno sa se ci sia stato un rapporto ufficiale. So che i testimoni ne hanno parlato alla polizia, ma questa non ha mostrato alcun interesse. É così che vanno le cose da noi. Ci sono state segnalazioni da persone che vivevano presso quartieri generali della NATO, che spesso avevano osservato UFO sopra le basi ed i jet mandati ad intercettarli, ma il governo ufficialmente tace. E tace adesso anche il direttore di una scuola tedesca che, nel gennaio del 1990, ha visto atterrare un UFO dietro la casa, ad un chilometro di distanza. L'oggetto aveva dei piedini e delle braccia meccaniche e sembrava "una medusa". Il testimone ne ha parlato in televisione. E poco dopo sono cominciati i guai. I funzionari di polizia di Colonia lo hanno chiamato e lo hanno sgridato "perché aveva messo in ridicolo la scuola e la propria reputazione". E lo avevano minacciato che, se fosse tornato in televisione a parlarne, sarebbe stato licenziato. Se questa non la chiamate segretezza, che cos'è? Un lettore della rivista di cui sono editore, "Magazin 2000", mi ha confidato di avere scritto al nostro Ministero della Difesa dopo l'ondata di avvistamenti UFO che ha interessato il Belgio nell'aprile del 1990. Si tratta di un'ondata di avvistamenti notati anche in Germania, che hanno avuto un grandissimo risalto sui giornali e in televisione. La risposta del Ministero fu che alla Difesa non erano a conoscenza di alcun avvistamento UFO. Questa è una bugia bella e buona".
THE ASSESSMENT
"Ho intervistato l'astronauta Gordon Cooper", prosegue Hesemann, "e mi ha detto che, quando la NATO aveva il proprio Quartier Generale a Parigi, poi spostato a Bruxelles, il passaggio di alcuni UFO da est a ovest aveva scatenato il panico. Si era negli anni '60 e si pensava che gli UFO fossero sovietici. Questo mi é stato confermato anche da un ufficiale della NATO. Adesso sappiamo che anche i russi erano preoccupati da queste intrusioni. All'epoca la NATO decise che i sovietici non possedevano la tecnologia per realizzare simili macchine: questo fu l'unico motivo per cui non fu data una risposta armata. Tra il 1961 ed il '64 la NATO varò il progetto "Valutazione". Opera di sir Thomas Spike, del Comando Supremo NATO in Europa, il rapporto sosteneva che l'Europa era stata invasa da intrusi che non erano di questa Terra...".