I DISCHI VOLANTI NAZISTI


L’ufologo polacco Robert Lesniakiewicz (a sinistra nella foto) ha potuto documentare che, nella Polonia occupata, durante la guerra le S.S. avevano costruito alcuni laboratori segreti, grazie ai quali l’intera regione era stata circondata e protetta in ogni zona di confine. A nord-ovest, sul Baltico, si trovavano tre aree di test per i missili, rispettivamente a Peenemunde (armi V-1 e V-2), nel perimetro di Wolin (V-3) e a Kolobrzeg (V-1); queste zone si approvvigionavano al centro di ricerca industriale di Szczecin. A nord erano state costruite altre tre basi segrete, sempre rivolte al Baltico: Ustka (V-1), Leba (V-1) e Gdynia, la piana di Gedania, molto nota ai ricercatori UFO per una vicenda di un disco schiantatosi anni fa ed ove le S.S. sperimentavano i dischi volanti del Reich, le V-7. I materiali arrivavano dal vicino centro industriale di Gdansk. La manodopera era "gratuita". Si sfruttavano a morte centinaia di infelici ebrei, polacchi ed italiani rinchiusi nel lager di Stutthof. I prigionieri che avevano una formazione scientifica venivano curati e nutriti decentemente, tutti gli altri venivano utilizzati come schiavi e lasciati morire di stenti e di fame. A parecchi chilometri di distanza, ma molto vicino in linea d'aria, si trovava il quartier generale segreto di Hitler, a Ketrzy. La frontiera russa era difesa a sud-est dal laboratorio di Mielec (V-2). Esso occupava la zona più favorevole, anche se strategicamente più esposta, per il rifornimento tecnico. Mielec poteva infatti contare sui centri industriali di Tarnow, Rzesnow e Stanowa, disposti a triangolo attorno ad esso, e sul centro di ricerca di Cracovia, che attingeva forze dal campo di concentramento di Auschwitz. Altri uomini provenivano da Lublino, dal lager di Majdanek, a nord-est di Mielec. "Il più grosso centro per la costruzione delle V-7", ha scoperto Robert, "era situato strategicamente nel cuore tedesco, al confine con la Germania. La zona di Kowary (V-7) era infatti protetta ad est dall'area di Gory Sowie (a destra nella foto), una gigantesca foresta circondata di montagne, dove i tedeschi, in grotte scavate nella roccia, effettuavano esperimenti nucleari. Questa zona gravitava attorno a sei città: il centro di ricerca di Wroclaw, il centro industriale di Leghica ed altre quattro località comprese nel triangolo delle attuali autostrade E-83 e E-12 e della statale 41. La manodopera arrivava da ovest, dal vicino lager di Gorss Rosen". L'ingegner Piotr Kruszynski, che si é recato nei monti Gory Sowie per le riprese di un documentario per il secondo canale nazionale, ha mostrato alla televisione i bunker segreti di Hitler (che ho potuto vedere grazie ad una videocassetta in sistema PAL che il mio corrispondente mi ha fatto arrivare). Dopo cinquant'anni è rimasto ben poco, anche perché le S.S. hanno fatto saltare tutto con la dinamite. Erano però identificabilissime le gigantesche stanze scavate nella roccia; gli interminabili corridoi strettissimi, ove poteva passare un soldato alla volta; gli uffici che davano sull'esterno, zeppi di frammenti di legno, di ferri piegati, di mattoni fusi dal calore; le grate metalliche che pendevano pericolosamente sulle teste dei presenti; un bunker scavato in una grande fossa, alla quale si accedeva da una ripidissima scalinata; le stanze bloccate, distrutte dalla dinamite e più simili a grotte; i frammenti di travi e di lastre che alcuni speleologi, con mia grande sorpresa, smontavano e spostavano per osservarle, senza alcun rispetto della memoria storica di quegli oggetti. Il primo ad arrivare sul posto era stato proprio Robert, approfittando della bella stagione (d'inverno sembra di girovagare nel bosco di Dracula, tanto è tetra la zona), che mi ha raccontato: "Penso che i velivoli V-7 fossero prodotti nelle vicine aree di Gdansk e Walbrzych. Sono andato sul posto e ho visto l'area, nelle montagne di Karkonosze e Gory Sowie. Era là che i tedeschi ed i sovietici avevano scavato l'uranio, a Kowary. Vicino a questa città, nelle montagne di Gory Sowie, che significa Montagne dei Gufi, i nazisti costruirono un gigantesco complesso di laboratori e di fabbriche sotterranee, dove i prigionieri dei campi di concentramento venivano utilizzati gratuitamente. I nazisti si servirono dei fisici dell'istituto W. Heisenberg di Berlino Dahlem. Non è difficile immaginare che stessero lavorando alla bomba A tedesca ed anche ai mezzi per trasportarla, come i missili V-1 e V-2 ed i modelli avanzati V-2/A 9-10 Urzel..." Che i prigionieri dei lager venissero sfruttati come schiavi per lavorare alle armi segrete del führer è confermato da varie fonti storiche. Sappiamo, ad esempio, che per costruire il Centro Raccolta di Kaufering, le S.S. selezionarono 20.000 sterratori da Dachau. I memoriali dei neorealisti quali Primo Levi, poi, confermano il diverso trattamento fra prigionieri dei lager, a seconda del grado di istruzione. Scopo finale di queste manovre, lo conferma il nostro amico polacco, era "costruire per Goering un jet bombardiere atomico, vicino all'attuale Stealth. L'ingegner Zimmermann glielo costruì. Era un tipo di V-7 che fu testato nell'area di Wladyslawowo, vicino al mare, e in seguito nei centri di ricerca dell’area di Gory e a Przesieka, ella regione di Karkonosze. Parte di questa vicenda si trova in un lavoro intitolato Akcja V , Azione 5, dello storico polacco Michael Wojewodzki, che appurò l'esistenza di un'area di test delle S.S. a Grossendorf, oggi Wladyslawowo, nel periodo 1943-44. Lì venivano testate strane costruzioni aeree per conto della Luftwaffe... A Grzechynia c'era un complesso di fortificazioni e bunker, costruiti nel '43 coi prigionieri italiani e polacchi del lager di Auschwitz, oggi Oshwiecim. Ho trovato un testimone, un uomo che all'epoca ospitò e aiutò molti prigionieri italiani e polacchi e che attualmente è in contatto con uno di questi scampati, un italiano che vive vicino Bolzano. Altre informazioni sono state raccolte dallo scrittore Jerzy Domansky...". Durante le nostre corrispondenze, Robert mi aveva mandato due mappe della zona.
Presso Karow si trovavano ben quattro bunker nazisti e altri tre erano poco distante, lungo il fiume Grzechynka. "Servivano a difendere la Germania da est", scriveva Robert. "Ma che cos'erano? Perché erano dentro una valle? Non c'era assolutamente spazio per un aeroporto, eppure la zona era l'ideale per l'atterraggio degli elicotteri, riparata in più punti dai forti venti.
Il serio ricercatore russo Boris Shurinov ha dichiarato che le V-7 erano decisamente instabili nei loro voli...". Contattai anche Shurinov, che mi confermò l'episodio, dicendo che esistevano anche dei testimoni che avevano visto le V-7 in volo. Nella stessa zona, mi informò Robert, era sparito il “tesoro di Wroclaw” (a destra, uno dei possibili siti ove il tesoro fu occultato, la collina di Witosza Hill, 484 metri) , un carico enorme di gioielli, statue e dipinti trafugati da Goering ai deportati e alle chiese ed affidati alle truppe del colonnello Otto Brennecke. Poiché questo immenso tesoro non fu mai ritrovato, è lecito sospettare che sia servito, dopo la guerra, a finanziare la fuga e la riorganizzazione in Sudamerica dei gerarchi nazisti. Queste considerazioni mi portano alla conclusione che lo scacchiere polacco fosse un punto di riferimento obbligato per le S.S. Sotto, il castello di Gdrodna, costruito su una collina di 506 metri, altro sito indicato come celante il tesoro dei nazisti.



Le grotte con inciso il nome del battaglione Sirolo ed altri nomi di italiani che parteciparono alla costruzione delle V-7




I pozzi esterni i cui condotti recavano alle gallerie sotterranee ove venivano costruiti i dischi nazisti. I tedeschi hanno provveduto a chiuderli facendoli saltare con l'esplosivo



Si ringrazia per le foto Robert Lesniakiewicz






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