MARCONI SAPEVA!
Marconi sapeva dei radiomessaggi ricevuti in Norvegia nel 1928, oggi noti come "echi di Lunan".
A seguire, la storia di Lunan e sotto una memoria del capo del Gabinett RS/33 per
la Reale Accademia d'Italia.
Londra,1973. Sala dell’auditorio della Caxton Hall.
Due professori in un’aula gigantesca stavano esponendo una serie di grafici,
Iil primo era un astronomo scozzese, Duncan Lunan; l’altro il suo più fidato collaboratore,
Anthony Lawton. Lunan stava presentando un diagramma di echi radio (LDE) captati nel 1928
dal prof. C.Stoermer in Norvegia.
“Cari colleghi”, spiegava l’astronomo, “come sapete questi echi vennero studiati per la prima
volta nel 1960 dal professor Bracewell, dell’Università di Stanford.
Bracewell concluse che le misteriose radiofrequenze venivano inviate da una sonda interstellare
proveniente da un altro mondo...”.
“Personalmente”, proseguiva pacato lo scozzese, “ho così tradotto la serie di cifre intercettate
da Stoermer: AB-BC. Comincia da questo punto. La nostra provenienza è Epsilon di Boote. CDE-FG-GH. E’ una stella doppia.Noi viviamo sul pianeta sesto di sette. CH-GK-JKL-EM-FEG-GN. Controllate, il sesto di sette cominciando a contare dall’esterno del Sole, che è il maggiore dei due. HO-OP. Il nostro sesto pianeta ha una Luna, Il quarto ne ha tre, primo e terzo una. GQ-QR-ST. La nostra sonda orbita attorno vostra Luna. Questo aggiorna la collocazione di Arturo nelle nostre mappe” .
Un giornalista italiano,Sandro Ottolenghi, esordiva: “Dottor Lunan, le sue credenziali sono a posto.
E allora ci parli di questo appello che arriva dallo spazio . Che cosa dice, chi ci chiama ?”.
“Dice pressappoco così: noi arriviamo dalla stella Epsilon di Boote, collocata a 103 anni-luce
dalla Terra. Siamo in orbita da tredicimila anni. Rispondete! Rispondete! Io penso che
da Epsilon sia partita una sonda spaziale, diretta a un sistema solare vicino e più freddo
di quello originario. Questa sonda, fornita di qualcosa simile a un computer, avrebbe
avuto il compito di mettersi in contatto con gli abitanti pianeti, di stabilire un dialogo.
Forse anche per raccontare la storia , memorizzata su un computer , di una civiltà che oggi
è scomparsa. Si, io credo che la sonda abbia una storia da narrare , di qualcosa terribilmente
più avanzato di noi e forse perduto per sempre".
Oggi questa tesi è stata messa fortementre in dubbio; Marconi era comunque al corrente dei radiomessaggi ricevuti. Chissà cosa ne pensava...



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