SI APRONO I DOSSIER ED EMERGONO SCONCERTANTI DOCUMENTI DEL VENTENNIO
Un filmato trafugato dagli archivi dell'Istituto Luce mostra le spedizioni segrete degli esoteristi nazisti in oriente. Ed altro materiale fuoriesce dagli archivi nazisti e fascisti.
Berlino, 30 aprile 1945. Le truppe sovietiche comandante da Elena Rhzevskaja sono appena entrate nei sotterranei della Cancelleria del Reich. Cercano Hitler ed invece, al suo posto, trovano i cadaveri di alcuni monaci tibetani, vestiti con le uniformi delle SS. Si scoprirà in seguito che quegli uomini, suicidatisi in nome della fedeltà al fuehrer, facevano parte di un interscambio con le alte autorità tibetane. Anni prima una spedizione di nazisti aveva raggiunto il Tibet. Ufficialmente si diceva cercassero i cavalli tibetani nani, una razza particolarmente resistente al freddo, da utilizzare per la campagna di Russia; in realtà erano alla ricerca del mitico Loto Azzurro, il Santo Graal tibetano, un fiore (o qualcosa d'altro) capace di conferire l'immortalità. Non lo trovarono, ma in ogni caso incontrarono il Dalai Lama e lo convinsero ad abbracciare la fede nello svastica (al maschile). Chiesero ed ottennero di poter portare in patria alcuni monaci maghi, per addestrare nelle arti tibetane i propri medium e sensitivi; in cambio, alcuni nazisti dovettero restare nella lamaseria; uno di questi era un inglese, a nome Cyril Hoskins; prese il nome di Lobsang Rampa ed in seguito, a guerra finita, si inventò una finta biografia che raccontò nel volume "Il terzo occhio".
IL FILMATO SCOMPARSO
Le sequenze del filmato scomparso
LA SPADA NELLA ROCCIA
GLI ATLANTIDI ARIANI
Prosegue Sbrana: "In quegli stessi anni in Germania era molto diffusa una dottrina importata dall'Oriente dal docente di geopolitica Karl Haushofer, grande vecchio del nazismo e propugnatore dello spazio vitale; era definita Dottrina Esoterica Segreta. Secondo tale teoria, circa 12.000 anni fa sarebbe esistita una civiltà superiore ariana, gli Atlantidi, poi distrutta da un immane cataclisma, di cui si accenna in tutte le più antiche religioni (il diluvio universale della Bibbia). I pochi superstiti erano divenuti i padri delle nuove civiltà successivamente affermatesi; gli antichi ariani avevano però lasciato in giro per il mondo le tracce della loro antica tecnologia. Non stupisce quindi che scienziati messi al bando dal mondo accademico, e propugnatori delle teorie più estreme, fossero accolti con grande favore e dotati di abbondanti mezzi di ricerca dal regime nazista, che cercava sempre nuovi armi da guerra.
ED ARRIVANO I DISCHI VOLANTI
"Accadde anche con i dischi volanti terrestri", prosegue Sbrana. "Fu nei primi anni della guerra che cominciarono a fiorirono gli studi sugli aerei discoidali, le V-7; nel 1938 e '39 erano in corso avanzati studi su aeroplani di forma circolare e sulla levitazione degli oggetti. La denominazione V-7 ha finito con il tempo per divenire sinonimo di disco volante nazista, in realtà questo è improprio, perché nella nomenclatura originale indicava solo alcuni progetti dalle caratteristiche ben determinate, chiamate anche in gergo Ruote Volanti. Gli altri dischi avevano invece nomi altisonanti legati alla mitologia nordica, quali Vril, Haunebu ecc... I prototipi delle V-7 vere e proprie si rifacevano agli studi del prof. Shauberger, circa apparecchi volanti dotati di ugelli orientabili che producevano quello che venne denominato effetto Coanda, in grado di rendere possibile la salita verticale del disco".
E nel frattempo altro materiale esce dagli archivi segreti, questa volta da quelli fascisti. "Abbiamo dimostrato senza ombra di dubbio e grazie alla perizia di un consulente del tribunale di Como, il professor Antonio Garavaglia, che i files fascisti sono autentici, dell'epoca", ci racconta il nostro Alfredo Lissoni. "La perizia è stata effettuata su degli originali, inviati all'ufologo Roberto Pinotti, e riferiti al sorvolo di Venezia nel '36 di un sigaro da cui uscivano due ordigni volanti a forma di Saturno. Le analisi chimiche di carta, inchiostro e di impressione dell'inchiostro su carta hanno dato una data ben precisa: 1936! Dunque è confermato che i fascisti conoscessero il fenomeno UFO molti anni prima della sua nascita ufficiale. Inoltre ho condotto molte ricerche d'archivio ed alla fine ho rinvenuto due dossier dell'epoca, dalla dicitura inequivocabile "Aeroplani sospetti - Segnalazioni 1931 -1933 - 1934 - 1935" (ma si arrivava sino al 1938!). Erano tutti documenti originali, segnalazioni della polizia, dei Fasci o delle Forze Armate alla Prefettura; riguardavano in larga parte aerei spia, di contrabbandieri o anche normale traffico aereo, ma c'erano anche "velivoli sconosciuti" (tali venivano definiti) dalle prestazioni identiche a quelle degli UFO (dizione che all'epoca ovviamente non esisteva). Una fetta considerevole di queste segnalazioni, a differenza di quanto comunemente accadeva per il traffico convenzionale, veniva segnalata "alla Regia Prefettura - per Intelligenza Milano", cioè ai servizi segreti. Ho scoperto così che a Milano esisteva una rete ben precisa per seguire e intercettare questi ordigni (analoga al successivo Project Twinkle americano, del 1947); ne facevano parte gli Uffici della polizia di Cinisello, Arena di Milano, il Comando Difesa, gli aeroporti di Taliedo (centro radiotelegrafico) e Bresso, gli Uffici di Piazza Napoli e Ghisolfa, la Questura. Talvolta i telegrammi venivano girati anche al Centro di Raccolta Notizie del Viminale a Roma. Cosa dicevano? Facciamo alcuni esempi: 24 luglio del '34 - Precedenza assoluta su tutte le precedenze - Allarme aereo - Comando aeroporto presso prefetti Lombardia - Centro raccolta notizie Viminale Roma. Sondrio segnalava l'avvistamento di un 'velivolo non potuto identificare', a quota altissima, apparso sopra la città alle 8.55; allertati Arena, Bresso, Taliedo e Questura. Altro caso: 5 aprile 1934, telegramma urgente da Genova. Il semaforo di Portofino segnalava alle 16.15, sulla rotta aerea di Genova, tre ordigni sconosciuti diretti a nordovest. Un minuto dopo uno spariva; gli altri due erano avvistati sopra la città. 3 giugno del '33: la camicia nera Agosti invia un fonogramma dal posto di osservazione Solferino chiedendo l'allarme aereo. 8 luglio 1933; sono le 10.55 e due 'velivoli sconosciuti', che si differenziano dai comuni aerei perché invertono di botto la rotta, sorvolano Valona. Il 17 agosto 1933 il console Pagani avvisa del sorvolo di un ordigno, su Milano. 'Per misure precauzionali ho fatto alzare la pattuglia di allarme', conclude il fonogramma. Non possiamo affatto escludere che in molti di questi casi gli ordigni avvistati altro non fossero che i moderni UFO...".
MARCONI, QUESTO SCONOSCIUTO
Secondo i files fascisti, fu Marconi il capo del Gabinetto che studiò i dischi volanti sotto Mussolini. Ma vi sono altri aspetti inediti del grande scienziato. Uno studioso italiano, il dottor Lodovico Gualandi, si batte da anni per divulgare inedite informazioni ma, come spesso avviene con gli studiosi controcorrente, viene continuamente boicottato e censurato (ma non da noi).
Ecco il suo pensiero: non è assolutamente vero che Guglielmo Marconi abbia offerto la sua invenzione in prima istanza al Ministro delle Poste e Telegrafi di Roma e che questi l'avrebbe poi rifiutata considerandola la proposta di un giovane
visionario. A quel ministro è sempre stata attribuita una colpa che, nella realtà, egli non si è mai sognato di commettere. É quanto si afferma nel manoscritto del libro
(depositato alla SIAE) ''Marconi, il genio non voluto, realtà e leggenda'', di Lodovico Gualandi, uno studioso che da oltre 25 anni si dedica quasi esclusivamente alla ricerca storica su Marconi, soprattutto nel periodo che va dagli esprimenti di
Villa Griffone al brevetto della radio ottenuto in Inghilterra. La ricerca di Gualandi rimuove molte storture sulla originalità e rilevanza scientifica delle prime invenzioni e
scoperte di Marconi, tuttora sostenute in molta letteratura italiana e straniera.
"Nessuno", sottolinea Gualandi, "può contestare quello che Marconi seppe realizzare in Inghilterra e in America nel campo delle radiocomunicazioni, ma da quello che si legge nei testi di storia della scienza e nelle enciclopedie, a Marconi vengono sistematicamente negate l'originalità e la rilevanza scientifica delle prime invenzioni. La falsa opinione che Marconi non avesse inventato altro che già non si conoscesse nacque negli ambienti scientifici bolognesi che in seguito non ebbero più la possibilità di conoscere quei documenti che provavano inconfutabilmente l'originalità e la rilevanza scientifica delle sue prime invenzioni e scoperte'', documenti che in questi anni di ricerca Gualandi è riuscito a esaminare e in parte a pubblicare. ''Gli storici inglesi e americani hanno sempre creduto di poter attingere dalla letteratura ufficiale italiana le notizie sull'opera svolta da Marconi nel 1895, a Villa Griffone di Pontecchio, ignorando che in Italia, fino al 22 dicembre 1896, nessuno sapeva chi era e cosa avesse realmente inventato e scoperto Marconi. Di quel periodo, scrigno della verità
storica, è infatti necessario ricostruire tutto, una azione che può
essere resa possibile esclusivamente dallo studio attento e dettagliato della bibliografia
fondamentale'', così come il ricercatore ha fatto dal 1974 in poi.
L'ultima scoperta di Gualandi riguarda le famose lastre metalliche trovate nel '39
a Villa Griffone su segnalazione dell'anziano colono Antonio Marchi,
e ritenute finora "la prima presa di terra" di Marconi, mentre in realtà
farebbero parte di un poderoso e originale accumulatore elettrico, realizzato da
Marconi per il suo sistema di telegrafia senza fili.