La ricerca sui files fascisti non smette mai di stupire. Le indagini CUN stanno ancora
andando avanti, ed i risultati che ogni giorno ricaviamo dimostrano come si sia appena
scalfita la punta di un iceberg. In primo luogo, lesame chimico degli unici
originali in possesso degli ufologi - i files veneti del 36, recapitati anonimamente
a Roberto Pinotti - ha dato esito positivo: i documenti sono autentici; abbiamo così
lavorato molto anche in questa direzione, cercando di rintracciare i testimoni coinvolti.
Non abbiamo avuto fortuna, in quanto, dai nominativi forniti nei carteggi del 36,
non vi è più alcun Tolmini a Venezia-Mestre; quanto ai Venanzi (altro nome che appare
citato nei files), delle uniche due famiglie rimaste, una non viveva in Veneto negli anni
Trenta e laltra non ha mai avuto a che fare con avvistamenti di alcun tipo. Un
testimone indipendente, non citato cioè nei documenti, che aveva assistito a
quellevento pubblico e plateale - la comparsa di un sigaro e di due sfere nel cielo
veneziano il 22 agosto 1936 - il nostro Pinotti lo ha comunque rintracciato; un secondo
spettatore potrebbe essere il misterioso "C.H. di Mestre" che, nel dicembre del
43, scrisse alla rivista teosofica "Arcobaleno" (diretta dal gruppo
contattista milanese che oggigiorno edita "Nuove albe, nuovi tramonti")
chiedendo lumi sullesistenza di forme di vita extraterrestre sugli altri pianeti. É
solo unillazione, ma il fatto che proprio un cittadino di Mestre - la città degli
avvistamenti UFO del 36 - decidesse di ricorrere ad una rivista specialistica e
così a circuito chiuso quale "Arcobaleno" (che era stata messa fuori
legge dal Regime per certe tematiche che oggi definiremmo contattistiche), adombra più di
un sospetto.
CERCANDO NUOVE PROVE
Ho poi indagato sui presunti "bollettini ufficiosi meteorologici" che il
Gabinetto RS/33 inviava alla Stefani di Milano (secondo quanto scritto in uno degli ultimi
documenti divulgati da Mister X), presumibilmente tra il 1933, anno dellatterraggio
lombardo, al 1940, periodo in cui tutta la documentazione sarebbe stata acquisita in
toto dai nazisti. Nella "nota personale riservatissima" che riferiva
dellatterraggio del 33 si citava espressamente lOsservatorio astronomico
di Milano Brera; esso era incaricato della diffusione di versioni tranquillizzanti
(passaggi di meteore), atte a coprire gli avvistamenti UFO. É stato là che chi scrive ha
indirizzato parte delle proprie indagini. Presso la Biblioteca di Brera, una delle due
più fornite di Milano, quel bollettino però non risultava. La possibilità di trovarlo
era peraltro minima, trattandosi di documenti non ufficiali, quindi coperti dal segreto;
certo, sarebbe stato un colpaccio. Cerano invece: il bollettino dellUfficio
Centrale di Meteorologia e Geotermica di Roma (nel 36 attivo come Regio Ufficio
Centrale di Meteorologia e Geofisica); quello degli Atti Ufficiali Prefettura di Milano;
il Bollettino parlamentare; quello dellAviazione Civile, quello della Specola
Vaticana; il Bollettino Ufficiale del CNR. Parte di questi documenti non erano disponibili
alla consultazione, parte si riferivano a periodi storici precedenti o posteriori la
durata del Gabinetto fascista. Dopo questo buco nellacqua indirizzai le ricerche
presso la Biblioteca dellOsservatorio Astronomico di Brera. Anche là non risultava
alcun bollettino o bullettino, né astronomico né meteorico,
riferibile ai files fascisti. Cerano invece gli "Atti della Reale Accademia
delle Scienze di Torino", che documentavano le condizioni meteo del giorno
dellatterraggio del 33: una giornata piovosa, preceduta, il giorno prima, da
un temporale. Un po poco per ipotizzare, come hanno fatto altri, un UFO-crash stile
Roswell (che alcuni vogliono causato da un fulmine che avrebbe colpito lUFO).
Non venivano riferiti eventi strani (passaggio di bolidi, sismi, globi nel cielo) nel
"Bollettino Sismico Macrosismi" del Regio Ufficio Centrale di Meteorologia e
Geofisica di Roma; né, circa i fatti del 36, nellEstratto del
"Bollettino del Comitato per la Geodesia e la Geofisica del CNR" (contenente i
risultati delle 164 osservazioni del cielo e del sole condotte da alcuni scienziati nel
36 sul Monte Rosa, durante i test per misurare la radiazione solare diretta, diffusa
e globale). Insomma, sulle pubblicazioni interne di astronomia non vi era alcun riscontro
circa i fatti del 33.
Maggior fortuna abbiamo avuto invece con Marconi, grazie al rinvenimento di un rarissimo volume, scritto durante il fascismo dal giornalista di regime Mario La Stella, che documenta dati alla mano la passione del premio Nobel per gli extraterrestri. Il testo in questione si intitola "Marconi - mago dellinvisibile, dominatore degli spazi" ed è stato pubblicato dalle edizioni sarde Aurora nel 1937, poco prima della scomparsa del fisico.
In realtà, la voce che Marconi credesse negli alieni circolò in Italia anche negli anni Sessanta (l11 maggio 1966 il giornalista Pietro Cimatti ne accennò molto brevemente sulla "Settimana Incom"); La Stella riporta invece due dichiarazioni dello scienziato, apparse rispettivamente sul "Daily Mail" del 26-1-20 e sullo "Evening Standard" del 15-12-31, con cui si riferiva e della ricezione di radiomessaggi alieni, alcuni dei quali simili a lettere dellalfabeto, dallo spazio esterno; e delleffettiva possibilità di comunicare "tramite le onde hertziane" con altre intelligenze.
Alla luce di queste prese di posizione, non stupisce dunque che Mussolini pensasse proprio a Marconi, come vertice del Gabinetto RS/33.
Proseguendo nella ricerca storica, abbiamo avuto ulteriori conferme anche
dellinteresse strategico dei servizi segreti fascisti per le misteriose
aeronavi; non solo lItalia rivestiva un ruolo prioritario nella conquista degli
spazi aerei, allepoca; era in realtà dal secolo precedente che il nostro Paese
tentava di potenziare il proprio apparato aereo, come ribadiva la Domenica del Corriere
del 29 gennaio 1899, inneggiando ad un siluro volante costruito dal tenente Giampietro
Vialardi, dellUniversità di Pavia, nel tentativo di "gettare le basi per una
Società aeronautica italiana". Vialardi custodiva a Milano un prototipo in alluminio
a metà strada tra un dirigibile ed un aereo; ideale continuatore delle sue opere fu, agli
inizi del Ventennio, quel Gaetano Arturo Crocco della Società Italiana Razzi, scelto per
merito come membro effettivo del Gabinetto RS/33.
E GLI ARCHIVI BRUCIATI
Riferimenti più precisi verso unorganizzazione così bene articolata ed efficiente, quale si andava configurando ogni giorno di più il Gabinetto RS/33, dovevano essere rimasti nei vari archivi storici. Decisi così di concentrare le mie ricerche sugli archivi delle strutture coinvolte nel recupero lombardo del disco del 33. Copia dei documenti, o dei registri che annotavano la presenza degli stessi, dovevano esistere, per legge e per regolamento bibliotecario. La ricerca si restringeva così a tre strutture ben precise: gli archivi della Prefettura, dei Carabinieri, della Questura. In Prefettura, ove legalmente il segreto di Stato decade dopo cinquantanni (settanta in caso di privacy) non trovai nulla, probabilmente perché i files fascisti (che presumibilmente avvisavano il prefetto del recupero del disco, come è riferito nella "nota personale riservatissima") erano stati spediti allarchivio ministeriale di Roma, da prassi. Quanto ai Carabinieri, un maresciallo, che ho agganciato casualmente durante le ricerche, per poco non mi è scoppiato a ridere in faccia quando gli ho chiesto come arrivare alla documentazione (prudentemente, avevo evitato di dire che si trattava di avvistamenti UFO, preferendo parlare di aerei spia Alleati...). "Su questi fatti c'è sempre il segreto militare", è stata la prevedibile risposta. Quanto alla Questura, una laconica nota sui registri prefettizi avvisava, stile X-files, che "tutti i carteggi dal 1900 al 1943 erano andati distrutti in un incendio". Ma alla fine la costanza è stata premiata e, sempre dagli archivi della Prefettura, sono emersi due dossier dalla dicitura assai intrigante: "Aeroplani sospetti - Segnalazioni 1931 - 1933 - 1934 - 1935" (ma si arrivava sino al 1938). Erano tutti documenti originali che, pur non menzionando in alcun modo i files milanesi del Gabinetto RS/33, riferivano di alcune centinaia di sorvoli anomali nellarco di sette anni, in tutta Italia. La sigla UFO ovviamente allepoca non esisteva; si parlava di "velivoli non identificati". Nei circa 500 telegrammi alla Prefettura da me visionati, riferibili ad altrettanti casi, vi erano "UFO" (nel senso lato del termine) di ogni genere: aerei di contrabbandieri, aerei spia o velivoli da turismo che sovente, a causa della quota, delle condizioni meteo o della velocità, non si riuscivano ad identificare; in molti casi, dunque, partiva l'allarme aereo, per le intrusione non autorizzate. Le violazioni del nostro spazio aereo venivano immediatamente segnalate ad una rete di sorveglianza ben precisa (che anticipò di anni quella del Project Twinkle americano); la stessa che, molto probabilmente, venne utilizzata dal Gabinetto RS/33, in quanto attiva ed operativa.
VELIVOLI NON IDENTIFICATI
Per quanto riguardava il capoluogo lombardo, venivano immediatamente allertati la Regia
Prefettura (per "Intelligenza Milano", con coinvolgimento cioè dei servizi
segreti), gli Uffici di milanesi di Cinisello, Piazza Napoli, Ghisolfa e Arena, il Comando
Difesa, gli aeroporti di Taliedo (centro radiotelegrafico) e Bresso, la Questura. Talvolta
i telegrammi venivano inoltrati in copia anche al Centro di Raccolta Notizie del Viminale
a Roma (con la dicitura "cta precdnz asslt", consigliata precedenza assoluta).
Ovviamente mi resi subito conto che in larga parte gli avvistamenti si riferivano a
violazioni aeree ben terrestri (spesso gli aerei in seguito venivano identificati e
bloccati; molti erano svizzeri), giudicate particolarmente allarmanti nel clima
dittatoriale dellepoca. Non tutti i telegrammi erano però identici, ed i toni e gli
allarmi erano tali da lasciare supporre che la "mancata identificazione"
dipendesse a volte da ben altro motivo. Una minima ma consistente parte dei telegrammi
inviati ai servizi segreti descrivevano velivoli decisamente atipici (da qui,
probabilmente, la richiesta formale dellinoltro all'Intelligence). Facciamo alcuni
esempi: "24 luglio del '34 - Precedenza assoluta su tutte le precedenze - Allarme
aereo - Comando aeroporto presso prefetti Lombardia - Centro raccolta notizie Viminale
Roma". Sondrio segnalava lavvistamento di un "velivolo non potuto
identificare", a quota altissima, apparso sopra la città alle 8.55; venivano
allertati gli Uffici milanesi dellArena, gli aeroporti di Bresso e Taliedo e la
Questura. Altro caso: 5 aprile 1934, telegramma urgente da Genova. Il Semaforo
(cioè il punto di osservazione aerea) di Portofino segnalava alle 16.15, sulla rotta
aerea di Genova tre ordigni sconosciuti diretti a nordovest. Un minuto dopo gli ordigni
diventavano due e venivano avvistati da diversi punti d'osservazione della città: Punto
Mesco e Semaforo Genova. 18 maggio 1933; era la volta di un ordigno a quota
"altissima", che proveniva dalla Svizzera e si dirigeva verso Como e Milano. 3
giugno del '33: la camicia nera milanese Agosti inviava un fonogramma dal posto di
osservazione Solferino chiedendo l'allarme aereo. 8 luglio 1933; erano le 10.55 e due
"velivoli sconosciuti", che si differenziavano dai comuni aerei perché
invertivano di botto la rotta, sorvolavano Valona. Il 17 agosto 1933 il console Pagani
avvisava del sorvolo di un ordigno, su Milano. "Per misure precauzionali ho fatto
alzare la pattuglia di allarme", concludeva il fonogramma.
Dallesame dei files più propriamente ufologici (69 su 500) emergeva innanzitutto il fatto che a Milano, come del resto nelle prefetture di tutta Italia, arrivavano in copia i telegrammi contenenti gli avvistamenti; ciò significa che non esistono 500 telegrammi per la sola Milano, ma per tutta Italia. Di questi, sono una ridottissima parte poteva essere a sfondo ufologico, per un periodo compreso fra il 1933 ed il 1937. Non vi erano files degni di rilievo nellannata 1931; non appariva dunque casuale che le prime schedature risalissero al 1933, anno della nascita del Gabinetto RS/33.
I punti di osservazione (i Semafori) da cui provenivano principalmente le segnalazioni
erano Capo Noli, Capo Mele, Portofino, Genova per la Liguria; laeroporto Mirafiori
di Torino; quello di Ghedi a Brescia; Campoformido (UD); altre segnalazioni provenivano da
Imperia, La Spezia, Savona, Ravenna, Varese, Aosta, Cuneo, Chiasso, Sondrio, Chiavenna,
Littoria, Napoli, Palermo, Trapani. Tutta lItalia era dunque rappresentata, ma solo
69 volte gli allarmi aerei furono tali da essere considerati decisamente anomali (e solo
9, secondo questa ricerca, potrebbero essere definiti ufologici in senso stretto). Questi
69 documenti sono sostanzialmente ben diversi dalle centinaia di altri da me visionati
(ove ad esempio seguiva il riconoscimento degli aerei; a volte Genova confermava
l'identificazione di velivoli francesi, Ciampino-Torre Orlando dei tedeschi e olandesi,
Varese-Porto Ceresio degli svizzeri, ecc...).
In ogni caso quando i velivoli erano chiaramente identificabili, veniva segnalato a chiare lettere. Tranne in 69 casi. L'indagine dunque prosegue...
NON POSSIBILE IDENTIFICARE
Qui di seguito abbiamo raccolto tutte le segnalazioni anomale indirizzate allIntelligence fascista. Sono 68 fra telegrammi e fonogrammi, sugli oltre cinquecento inviati alla Prefettura di Milano (ed in alcuni casi anche ai servizi segreti) da tutta Italia. Alcuni di esse si riferiscono ad episodi decisamente anomali, per i quali è stato necessario il coinvolgimento di più enti; per altre è assai più semplice ipotizzare una spiegazione convenzionale (da noi proposta a margine, per dare la dimensione statistica della documentazione). Sfortunatamente labuso dei termini "velivolo" ed "aereo" (in mancanza dellallora inesistente sigla UFO) non facilita lidentificazione di taluni episodi. Circa la documentazione raccolta, abbiamo indicato con la sigla "fon" i fonogrammi, con "tel" i telegrammi. I fonogrammi non risultano inviati ai servizi segreti. Le voci in corsivo si riferisco ai casi più anomali, presumibilmente ufologici in senso stretto.
16-4-33 ore 10.10 (fon). Apparecchio "non possibile identificare" fa scattare lallarme aereo su Milano. Il fenomeno si ripete alle 16.20, facendo nuovamente alzare la pattuglia aerea dallarme.
13-5-33 ore 18.20 (tel). Ordigno dallo Spluga verso Milano e Como. Il fenomeno si ripete esattamente alla stessa ora, cinque giorni dopo. Probabile aereo.
19-5-33 ore 10.20 (tel). "Aeroplano sospetto" dalla Svizzera a Brescia. Allertati Sondrio, Milano, Brescia e Bresso.
3-6-33. Raffica di telegrammi per un "velivolo sconosciuto" che sfreccia a grande velocità e a quota altissima, attraversando in pochi minuti lo spazio aereo che dalla Svizzera porta a Como e Milano, descrivendo una rotta alquanto anomala; viene intercettato da terra alle 10.00 (da Sondrio), alle 10.10 (da Montespluga), alle 10.22 (da Milano Termine), alle 10.30 (Portoceresio). Alle 11.50 lo stesso ordigno (o uno analogo) punta verso la Svizzera (tornando dunque indietro). Lo spiegamento di forze è notevole. Alle "ore 5" un fonogramma della camicia nera Agosti avvisa che è stato decretato lallarme aereo dalla postazione milanese di via Solferino.
8-6-33 ore 12.27 (tel). Portofino segnala "aeroplano sconosciuto" diretto a nordovest.
13-6-33 (due diversi tel). In mattinata un velivolo proveniente dallo Spluga si dirige verso Milano.
23-6-33 ore 9.20 (tel). Il brigadiere CC Pleavano segnala velivolo proveniente dalla Svizzera e diretto verso Como e Milano. Alle 20.25 un altro telegramma segnala un velivolo da Pontechiasso a Milano.
28-6-33 (fon). Il Console Soati del Comando Legione Antiaerea di Milano smentisce il passaggio di velivoli sospetti sulla città, a seguito di due fonogrammi di allarme inviatigli alle 10.45 e alle 11.13. Dovè finito il "velivolo" misterioso?
1-7-33 ore 3 (fon). La camicia nera Giovanni Erri avvisa di un "allarme aereo". Nessun altro dettaglio disponibile.
8-7-33 ore 10.55 (tel). Velivoli che invertono la rotta su Valona (Albania, sotto tutela italiana).
17-8-33 ore 17.25 (fon). Apparecchio "non ben identificato" su Milano. Alzata la pattuglia aerea.
8-9-33 ore 10.10 (tel). Velivolo ad alta quota sopra Varese e Luino.
23-9-33 ore 17.45 (fon). Velivolo su Milano, che viaggia da nord ad est. Il Console Pagani (IIº Legione Milano) ordina il decollo della pattuglia dallarme.
3-4-34 ore 14.00 (ben sette telegrammi). Velivolo su Imperia. Lordigno viene segnalato alle 14.12 su Savona, mentre inverte improvvisamente la rotta e sparisce alla vista dietro il monte Madonna del Rio. Alle 14.20 viene segnalato un ordigno che evoluisce sopra Genova e poi sparisce alla vista. Si apprende che alle 13.32 il Semaforo di Genova ha avvistato "tre idrovolanti sconosciuti". Altri apparecchi ignoti avevano sorvolato il capoluogo ligure alle 11.28. Ancora avvistamenti alle 9.29 e alle 18.58 da Capo Mele (IM). Allertati tutti gli Uffici milanesi.
4-4-34 ore 13.26 (tel). Ordigno su Savona che inverte la rotta e sparisce.
18-10-35 ore 10.45 (tel). Il "Distaccamento Boccio Pellice" segnala un aereo ad alta quota diretto al Colle della Gianna (TO).
5-4-34 ore 16.15 (tel). Tre aerei sconosciuti su Genova. Alle 16.30 su Imperia.
12-4-34 ore 17.52 (tel). Velivolo sconosciuto su Imperia.
16-4-34 ore 10.23 (tel). Velivolo su Capo Mele. Alle 16.40 i carabinieri di Milano segnalano un ordigno su Varese.
20-6-34 ore 16.49 (tel). Velivolo sconosciuto su Capo Mele.
24-7-34 ore 8.55 (tel). Ordigno "non potuto identificare" ad altissima quota su Sondrio. Non viene allertata lIntelligenza ma direttamente il Centro Raccolta Notizie del Viminale a Roma.
16-5-36 ore 15.30 (ben cinque diversi telegrammi). Aereo sconosciuto su Savona, notato da Capo Mele. Improvvisamente inverte la rotta e sparisce alla vista. Lo stesso ordigno, o un altro, era stato segnalato alle 15.10 a Punto Mortola, alle 15.16 a Capo Arma e alle 15.18 a Bordighera. Il telegramma dellavvistamento delle 15.30 viene inviato due volte dal prefetto savonese Oliveri alla prefettura di Milano, allIntelligenza, agli aeroporti di Taliedo e Lonate Pozzuolo; quindi, a tutti i prefetti del Regno.
17-5-36 ore 9.09 (tel). Aereo sconosciuto su Bordighera; altro avvistamento alle 9.18 su Imperia. Prob. aerei.
22-6-36 ore 12.09 (tel). Ordigno a quota altissima sopra Varese. Intelligenza non allertata.
28-6-36 ore 8.43 (tel). Ben sei "aerei sconosciuti" da Punto Mortola (IM) diretti a est.
2-7-36 ore 22.43 (tel). Aereo sconosciuto su Monte Circello, Littoria (oggi Latina). Intelligenza non allertata; avvisato Ministero dellInterno.
17-7-36 ore 15.20 (tel). Aereo sconosciuto su Punto Mortola (IM). Fenomeno analogo alle 15.50 su Capo Noli. Prob. aerei.
29-7-36 ore 15.00 (tel). Un "aereo" proveniente dalla Francia sorvola Ventimiglia a quota bassissima (600 metri); poi viola la zona militare di Gouta e Baiardo. Nonostante la bassa quota, nessuno degli osservatori militari riesce ad identificare lordigno; per una strana "mancanza mezzi di comunicazione" (per un black-out?) la Centuria della Milizia Confinaria può avvisare solo in notevole ritardo le prefetture di La Spezia ed Imperia. Scatta lallarme aereo.
3-8-36 ore 18.34 (tel). Aeroplano sconosciuto a Punta Mortola (IM).
10-8-36 ore 17.08 (tel). Aeroplano sconosciuto a Punta Mortola (IM).
19-8-36 ore 16 (tel). Aereo sconosciuto notato da Capo Mele. Prob. aereo.
27-8-36 ore 9.45 (tel). Aereo sconosciuto notato da Capo Mele. Prob. aereo.
30-8-36 ore 12.34 (tel). Aereo sconosciuto notato da Capo Noli. Prob. aereo.
31-8-36 ore 10.35 (tel). Aereo sconosciuto su Capo Mele. Volo regolare. Altra segnalazione da Genova alle 11.08 (Intelligenza non allertata).
1-9-36 ore 8.25 (tel). Ordigno su Bordighera diretto a nordest. Volo regolare.
8-9-36 ore 11.19 (tel. cifrato). Oggetto su Portofino. Intelligenza non allertata.
22-9-36 ore 15.37 (tel). Aereo sconosciuto su Capo Noli.
13-10-36 ore 8.17 (tel). Aereo "indistinto"; allertato il Ministero degli Interni e la Sicurezza di Roma.
30-10-36 ore 12.25 (tel). Ordigno su Capo Noli. Prob. aereo.
22-1-37 ore 10.45 (tel). Aeroplano sconosciuto sorvola Bordighera. Prob. aereo.
13-2-37 ore 13.03 (tel). "Aero (sic) sconosciuto" su Savona.
18-2-37 ore 12.42 (tel). "Idro sconosciuto" visto dallOsservatorio di Capo Noli.
13-3-37 ore 10.16 (tel). Aereo sconosciuto su Bordighera. Prob. aereo.
1-5-37 ore 11.10 (tel). Misterioso "rumore aereo" sopra Torino.
10-5-37 ore 9.33 (tel). Misterioso "rumore aereo" sopra Capo Mele.
19-8-37 ore 15.55 (tel). Ordigno proveniente dalla Francia diretto verso Torino; volava a quota altissima.
12-11-37 ore 14.55 (tel). Ordigno su Nuoro. Vengono allertate tutte le prefetture dItalia ed il Comando Aeroporto Mirafiori di Torino.