Mentre proseguono le ricerche sugli X-files di Mussolini, il ritrovamento di un documento d'epoca dimostra che il padre della radio credeva fermamente nella vita extraterrestre.
Proseguono le indagini sui files fascisti. Ed intanto nuove prove giungono a favore della veridicità di questi documenti. Ultima fra le tante, quella che vede il fisico Guglielmo Marconi, ritenuto il capo del team investigativo UFO fascista Gabinetto RS/33, entusiasta sostenitore dell'ipotesi extraterrestre. Si tratta di un nuovo volto del fisico italiano, un aspetto decisamente poco noto. Già perché, al di là dei libri celebrativi sulla figura di Marconi, o delle citazioni nei volumi scolastici, non è che poi sia tuttora disponibile una ricca bibliografia specifica su questo grande studioso, che ha rivoluzionato le telecomunicazioni. Ed il motivo, forse, è presto detto. Trasformato dal Regime in un simbolo del fascismo, lo scienziato Marconi è stato, col dopoguerra, volutamente "dimenticato" ed accantonato (a differenza di quanto accadde in Gran Bretagna ed in America, ove esiste addirittura un giorno a lui dedicato...).
Per questo motivo condurre delle ricerche più approfondite sul capo del Gabinetto RS/33 è stata impresa particolarmente ardua, pur trattandosi, paradossalmente, di un genio di casa nostra, le cui gesta ed aderenze avrebbero dovuto essere più note.
La voce che Marconi credesse negli alieni circolò per poco tempo, in Italia;
ne aveva parlato, con una brevissima battuta, il giornalista Pietro Cimatti
in un articolo apparso sulla "Settimana Incom" l'1 maggio 1966; ma che
non si trattasse solo di una voce ce lo conferma, citazioni e fonti alla mano,
proprio La Stella. E questo spiega perché nel '33 Mussolini, fra tanti scienziati,
abbia deciso di mettere proprio il fisico a capo del Gabinetto RS/33 al posto di un
astronomo, come suggerito dallo stesso Marconi, o di un ingegnere aeronautico.
"Dopo pochi giorni", aggiunge La Stella, "Marconi è nuovamente intervistato giacché diversi scienziati hanno mosso delle obiezioni alle sue dichiarazioni. Non solo il Mago riafferma la possibilità che le onde radiotelegrafiche possano superare gli spazi interplanetari, ma precisa che gli esperimenti pratici sinora eseguiti possono far credere che tutto il problema si colleghi unicamente nella maggiore o minore lunghezza delle onde".
All'epoca gli alieni erano i marziani; così almeno si credeva. Dunque per ventiquattr'ore, dalle 22.50 del 21 agosto 1924, quando Marte si era venuto a trovare in prossimità della Terra, per ordine del governo statunitense tutte le radiotrasmittenti americane avevano taciuto permettendo così ad un inventore a nome Francis Jenkins di mettere in funzione un apparecchio destinato a captare presunti "programmi televisivi dei marziani". Nonostante l'improbabilità dell'esperimento, Jenkins e gli altri studiosi coinvolti captarono una successione indecifrabile di punti e linee, ma anche una serie di segni che, curiosamente, ricordavano dei profili vagamente umani (uno, in particolare, venne intercettato dal radioamatore David Todd). Le attuali conoscenze ci inducono certo a sorridere di un tentativo condotto con mezzi così poco sofisticati, oggi rifiutato dalla scienza ufficiale. Ma in ogni caso, quale che fosse la reale natura dei radiomessaggi ricevuti, essi contribuirono notevolmente ad aumentare le convinzioni degli astronomi di frontiera, quali Desiderius Papp, che per anni ribadirono pubblicamente che il pianeta rosso poteva essere abitato.