Non solo grigi

SONDE ALIENE E ROBOT EXTRATERRESTRI

Una nutrita porzione della letteratura ufologica sugli IR-3 tratta di umanoidi metallici e creature robotiche intente a raccogliere campioni (minerali, animali e persino umani) sul nostro pianeta. Ma si tratta di una casistica semisconosciuta, vista la sua apparente assurdità.

Alfredo Lissoni

 Otto marzo 1998, ore 10 circa in una grande casa colonica di Rho, nel milanese. "Mi trovavo nel soggiorno di casa, al piano terra, e per caso mi sono affacciata alla finestra sul retro dell'abitazione. In quel momento la mia attenzione è stata attirata da un oggetto posto in un campo già arato; luccicava come se fosse d'alluminio. Sembrava appoggiato sul terreno. Incuriosita, sono uscita di casa e mi sono portata sul retro dell'abitazione. Guardando più attentamente l'oggetto, che aveva una forma ovoidale con una base rettangolare e che mi sembrava si spostasse in alto e di lato, fluttuando sospeso a venti centimetri da terra. La "cosa" distava da me una cinquantina di metri. Un po' scossa da quanto stavo vedendo ho chiamato il signor Giuseppe Gallo, un vicino che stava zappando l'orto. Gallo mi si è avvicinato e io gli ho mostrato lo strano oggetto. Lui, per tranquillizzarmi, mi ha detto che si trattava di una busta di plastica e si è avvicinato all'oggetto. Ma in quel momento il "coso" ha cominciato ad indietreggiare e quando Giuseppe ha fatto segno di afferrarlo, l'oggetto si è girato su se stesso, mostrando come quattro occhi neri ed una fascia a metà del corpo, simile ad una cintura, e si è alzato in aria per venti metri, sparendo poi nel nulla".

A parlare è la signora Giuseppina De Rosa, una casalinga di Rho che vive in un grosso cascinale e che, per la Festa della Donna, ha avuto un particolarissimo incontro ravvicinato con il mistero.

UNA SONDA ALIENA IN GIARDINO

Già, perché l'oggetto avvistato dalla signora De Rosa e da Giuseppe Gallo era talmente anomalo da mobilitare orde di giornalisti nella cascina di via Molino Prepositurale. E non solo i media, visto che la testimonianza che vi abbiamo appena sottoposto è stata presa di peso dal rapporto steso dalla locale Legione dei Carabinieri! Cosa ha attirato, dunque, l'attenzione di reporter e Forze Armate? Il fatto che il preteso "sacchetto di plastica" fosse in realtà una struttura metallica di 60 centimetri di altezza per 40 di larghezza, quattro occhi (od oblò) neri cerchiati di rosso ed una forma a clessidra che ci ricorda molto un avvistamento di un UFO sopra l'Area 51, nel deserto del Nevada.

Rho milanese come Dreamland? Meglio non correre con la fantasia, certo è che i due testimoni, che al nostro inquirente CUN di Varese Antonino Giordano sono apparsi in perfetta buona fede, qualcosa hanno veramente vissuto e visto. "Non era un pallone, non era una sonda", ci racconta Giordano. "I disegni che i due testimoni mi hanno rilasciato sono assai circostanziati, ma i due non hanno alcuna conoscenza di tematiche ufologiche, la loro cultura è modesta. Il signor Gallo, con cui ho parlato, mi ha detto di essersi avvicinato talmente all'oggetto al punto di toccarlo, quasi. Nelle notti precedenti, poi, la signora De Rosa notò un'insolita agitazione nei cani e, due giorni dopo l'avvistamento, uno di questi è scomparso. L'oggetto avvistato, dalle testimonianze concordanti, ha dimostrato un comportamento intelligente, indietreggiando quando gallo cercava di avvicinarsi e schizzando via quando l'uomo ha cercato di afferrarlo; non mi sembra che si possa dunque parlare di un sacchetto mosso dal vento o di una sonda meteorologica. Gli elementi di stranezza sono diversi e se può sembrare azzardato parlare di un autentico incontro ravvicinato UFO, francamente non trovo altra spiegazione".

La descrizione ed il comportamento dell’ordigno induce a pensare ad una sorta di sonda non terrestre, neanche poi troppo dissimile da quelle che noi terrestri mandiamo nello spazio.

I ROBOTICS

La serie di creature anomale viste in tutto il mondo si spreca; dai diffusissimi Grigi ai Nordici, da mostri repellenti tutti occhi e tentacoli (che qualcuno ha definito "blobs" in ricordo di un celebre film di fantascienza) a tutta una fitta schiera di umanoidi in tuta e casco. Non mancano creature simili ad animali o a robot. Di questi ultimi non si parla spesso, eppure creature robotiche sono state segnalate in molti episodi ed in tutto il mondo: nel 1973 a Pascagoula nel Mississippi, tre robot coperti di scaglie - la descrizione ricorda a tratti un caso verificatosi molti anni dopo a Lirio nel pavese - rapirono a bordo di un disco due pescatori che si trovavano in barca; nel 1989 a Voronezh, a proposito di una serie di discussi atterraggi in un parco cittadino, vennero segnalati tre alieni giganteschi "accompagnati da un piccolo robot".

Non sempre i "robotics" - per usare un termine del giornalista scientifico americano Patrick Huyghe, autore di una "guida" sui vari tipi di extraterrestri - hanno fattezze umane. A Burgos in Spagna, una famiglia notò nel 1985 una sorta di cane robot uscire da un disco volante; a Livingston in Scozia furono delle strane sfere metalliche munite di peduncoli che si resero responsabili di un rapimento UFO; in altri due casi di abduction (nel 1951 in America e nel 1977 a Paciencia in Brasile) gli alieni vennero descritti rispettivamente come dei robot a forma di fuso e simili ad un’armatura montata su un trespolo! Altrettanto bizzarri i robot notati rispettivamente a Old Saybrook (USA, 1957), simile ad un cono con un lungo naso, Long Praire (USA, 1965), un cilindro con due alettoni; Prospect del Kentucky (USA, 1977), una sagoma simile ad un’asse per tagliare la verdura (!); Claut di Pordenone (Italia, 1998), ancora un fuso con - questa volta - due minuscoli alettoni. Nel caso francese di Quarouble, del 1954, venne avvistato un umanoide simile ad un grosso cilindro con due gambe. L’essere non aveva né testa né braccia ne tratti somatici. Era sceso da un disco volante che lasciò delle orme profondissime. Accurate misurazioni dimostrarono che il disco doveva pesare 14 tonnellate e mezza. La stessa stima venne avanzata per il sopra citato IR-3 con tracce di Voronezh, Russia.

Sebbene esistano testimonianze credibili e spesso tracce inconfutabili del passaggio dei "robotics" - la cui funzione sembra essere né più né meno che quella di "raccoglitori di campioni" come il robottino Sojourner mandato su Marte dagli americani, di queste "forme" anomale si parla a denti stretti nella letteratura ufologica, per paura di cadere nel ridicolo. Per dirla con Aimé Michel, apparizioni di questo tipo fanno sì che l’ufologia degli incontri ravvicinati del terzo tipo assomigli ad un grande festival dell’assurdo. Ma proprio per questo in molti casi queste storie, che non appaiono affatto inventate ma anzi validamente supportate, soddisfano tutti i criteri della credibilità.

UN ROBOT IN MEZZO AI VIGNETI

Episodi credibili, pur se apparentemente fantastici, di questo tipo sono stati registrati anche in Italia.

Il caso italiano che, in piena ondata estiva di avvistamenti UFO, fece maggiormente discutere nel 1993, capitò a Lirio (Pavia), l’8 luglio alle ore 10 (in comune con il caso di Rho soltanto il giorno e l’ora). Domenico Casarini, un agricoltore sessantenne dell'Oltrepò pavese, stava tranquillamente arando la terra del suo minuscolo vigneto quando, improvvisamente, vide comparire tra i filari uno strano robot umanoide. "Era alto due metri", ci raccontò in seguito, "ed era coperto da una tuta a scaglie color cenere. Aveva delle luci sul petto e sulle gambe e due occhi rossi simili a dei fari, da cui partiva un fascio di luce diretto contro la mia faccia. Sono rimasto bloccato dallo stupore per alcuni secondi e poi, ripresomi, ho cominciato ad armeggiare nel cassetto della motozappatrice, cercando un arnese con cui difendermi. In quel momento, intuendo le mie intenzioni, quel robot mi ha detto, con una voce che sembrava un nastro registrato: 'Con il fucile non mi fai niente. Siamo in quattordici. Stai calmo o ti lancio una pinna velenosa' o qualcosa del genere. E poi si è alzato in volo, scomparendo dietro una fila di alberi". A questo punto Casarini correva nell'unico bar del paese (Lirio conta sì e no duecento anime) a raccontare l'accaduto ad un amico. Immediatamente la notizia faceva il giro dei paesi vicini (anche perché in quei giorni l'Oltrepò, a detta dei testimoni, sembrava essere meta preferita dei dischi volanti) e, il giorno dopo, una volante con a bordo due carabinieri e due non meglio identificati agenti in borghese prelevava Casarini e lo portava nella caserma della vicina città di Stradella. Sottoposto ad un pressante interrogatorio durato due ore da parte di un carabiniere palesemente scettico, Casarini aveva infine sbottato: "Se mi credete bene, sennò lasciatemi in pace e riportatemi a casa". Ma di pace l'agricoltore pavese ne avrebbe avuta poca, dopo la pubblicazione dell'evento su buona parte dei giornali italiani. Continue telefonate notturne minacciose ("Veniamo a bruciarti la casa") avrebbero costretto l'agricoltore a scomparire per un po' dalla circolazione. Nonostante la stranezza dell’episodio e soprattutto della frase che il robot avrebbe detto al testimone, il caso di Lirio, investigato da decine di gruppi ufologici, da scienziati scettici e da membri delle Forze Armate, rimase classificato come "non spiegato". Alcuni anni dopo abbiamo cercato di rintracciare il testimone, ma la figlia ci disse che era stato trovato morto in un campo, deceduto per infarto. A tanti anni di distanza il caso non ha ancora trovato una spiegazione convenzionale, e la sincerità del testimone non è mai stata messa in discussione.

L’UMANOIDE DELLA VALTELLINA

Un altro "x-files" che vide protagonista un presunto robot umanoide si verificò qualche anno dopo, sempre in Lombardia, a Livigno in Valtellina. Era il 17 agosto del 1996, alle 19.30.

"Stavamo tranquillamente giocando tutti e tre quando, tutt'a un tratto, abbiamo sentito i vitelli, che si stavano abbeverando ad un ruscello, agitarsi e muggire di paura. Ci siamo girati ed abbiamo notato, tra i pini mughi, una strana sagoma biancastra, simile ad un uomo un po' ricurvo, che procedeva controvento, restando sollevata circa mezzo metro da terra. Quello strano essere, tozzo ma agile, si muoveva senza fare alcun rumore. Si è agitato per alcuni minuti davanti a noi e poi è sparito". A parlare sono tre bambini di Plan dell'Isoletta in Valtellina, Silvana, Fabio e Michele, due fratelli ed il cuginetto, tutti in età compresa fra i 12 ed i 13 anni.

"Sulle prime abbiamo pensato ad un'apparizione celeste", continuano i ragazzi. "Quando i bovini si sono accorti dell'insolita presenza sono scappati terrorizzati. A quel punto Silvana si è messa a piangere e, nello stesso istante, la sagoma bianca è sparita e noi ci siamo affrettati a tornare a casa".

Soltanto dopo una settimana i tre ragazzi avrebbero trovato il coraggio di parlarne in pubblico, davanti alle telecamere del TG3, ancora visibilmente emozionati.

Del misterioso umanoide volante nessuna traccia, nonostante le indagini dei carabinieri del posto, che hanno raccolto la testimonianza dettagliata di tre turisti milanesi, che sostengono di aver visto, nella stessa giornata, una sorta di disco scuro muoversi silenzioso nel cielo in zona San Rocco. Uno dei tre testimoni ha anche scattato, a più riprese, una serie di foto non molto convincenti ad un oggetto rotante a bassissima quota, foto immediatamente passate all'esame delle forze dell'ordine (che sulla vicenda hanno come al solito mantenuto il riserbo).

Quando abbiamo chiesto di poter visionare le foto - che abbiamo visto in televisione e che ci sono apparse chiaramente contraffatte - il testimone ha rifiutato. Ma al di là delle foto, che in ufologia non sono mai considerate delle prove vista la facilità con cui è possibile contraffarle, cosa hanno visto effettivamente i ragazzi di Livigno?

Con buona probabilità, un umanoide volante, ovvero una misteriosa entità non meglio identificata, ma sicuramente non terrestre, capace di librarsi in volo, apparentemente senza alcun dispositivo meccanico.

I NANI VOLANTI

Gli umanoidi volanti rappresentano un caso atipico, nella letteratura ufologica. Difficilmente classificabili in quanto non è stato ancora chiarito se siano creature viventi o macchine robot, hanno in genere in comune la bassa statura, la testa enorme, gli occhi lucenti ed i piedi a volte sproporzionatamente larghi. Non si sa bene cosa vogliano. Forse sono di passaggio sulla Terra per raccogliere campioni da esaminare. Fatto sta che colpiscono e fuggono rapidamente e silenziosamente, non senza aver seminato il panico con le loro repentine apparizioni. Raramente sono ostili, solitamente si mostrano indifferenti verso le reazioni degli esseri umani. Dei nani volanti si è cominciato a scrivere con insistenza a partire dal 1993, periodo in cui le loro apparizioni sono diventate più frequenti. Nell'estate di quell'anno decine di persone hanno assicurato di averli visti in diverse località del Meridione ed in bassa Italia.

Testimoni nella riviera anconetana del Conero furono alcuni pescatori, che giurarono di aver notato su uno scoglio a forma di trono un umanoide di taglia minuscola ma dai piedi enormi levarsi improvvisamente in volo, come spinto da una molla, e sparire oltre il mare. A Pettorano sul Gizio la famiglia del maresciallo Giuseppe Zitella, durante un pic nic, scorgeva uno di questi esseri mentre saltava oltre le cime degli alberi. "In un primo momento lo scambiai per un pallone", disse Zitella, "e mi feci avanti per prenderlo. In quel momento mi accorsi che era uno strano coso composto da una testa tonda con due occhietti ed un'antenna, e due gambette esili".

Lo stesso essere evitava per un pelo una collisione in volo con un elicottero dei vigili del fuoco di Pescara. "Il nastro sul quale è registrata la concitata conversazione tra l'operatore della torre di controllo di Pescara ed il comandante dei vigili del fuoco Vincenzo Nusca sarà acquisito dalla NATO, che lo consegnerà ad una speciale commissione della NASA incaricata di studiare i casi di avvistamento UFO raccontati da testimoni attendibili", scrissero i giornali. Inutile dire che i risultati dell'inchiesta non sono mai stati resi noti, sebbene il caso sia finito dei dossier SIOS della nostra Aeronautica.