FANGO SULL’ONDATA
BELGA
Da alcuni anni si è diffusa la
tendenza, da parte di autoproclamatisi
falsari, di screditare in tv le più importanti prove UFO del passato, complice
la scarsa memoria della gente. Dopo il caso Roswell,
questa volta tocca all’ondata che interessò il Belgio tra il 1989 ed il 1991
Alfredo Lissoni
Prima è toccato al crash di Roswell,
“spiegato” dalla stampa statunitense con la caduta di un
aereo spia russo-nazista, adesso tocca al flap
(ondata) belga. Come al solito il “rivelatore” di
turno non si è rivolto agli ufologi, ma è corso in tv, presumibilmente pagato
profumatamente, per metterci a parte del suo segreto: sarebbe falsa una delle
più celebri foto ufologiche degli ultimi vent'anni, quella che mostra un triangolo volante nei cieli
del Belgio. A dichiararlo è tale Patrick, all’epoca
giovane ed anonimo autore dell’immagine (una diapositiva, in realtà, anzi, una
di due); venuto allo scoperto dopo 21 anni, neanche a farlo apposta quando i più nulla
ricordano di quegli eventi, dichiarando che avrebbe creato
il falso il 4 aprile 1990, mentre si
trovava nella località di Petit Rechain, vicino a Verviers, Belgio. All'epoca del caso Patrick
era un tornitore-riparatore ventenne. “Quella famosa diapositiva, emblema
dell'ondata UFO belga, fece immediatamente il giro del mondo. Venne analizzata da esperti scienziati e militari dell'Ecole Royale Militaire
Belge, che a quanto pare caddero nel tranello del
presunto falso. La testimonianza del falso, ripresa in
diretta dalla emittente televisiva belga RTL TVI, è uscita a galla dopo oltre
20 anni dagli avvistamenti. Patrick, con una calma
invidiabile, ha dichiarato che la famosa immagine dell'UFO belga con tre luci
ai vertici di lato e una fonte luminosa centrale è solo
un pannello di frigolite dipinto ed equipaggiato di
tre riflettori. Un bricolage, realizzato in poche ore e fotografato di sera,
uno scherzo ispirato alla ondata in Belgio di qualche
mese prima”, ha scritto il sito web dell'emittente televisiva; aggiungendo che “non finisce qui. Qualche giorno dopo la
diffusione della foto, si creò una psicosi UFO a Liegi, tanto che si organizzò
una fantomatica caccia all'UFO (naturalmente senza esito), culminata con il
sorvolo di caccia militari nella zona che ovviamente non trovarono
nulla... perché l'UFO triangolare del 4 aprile 1990 non esisteva”.
INCREDIBILI, QUEGLI ANNI
La notizia ha destato rabbia e sconcerto tra gli ufologi. Antonio De Comite, presidente del Centro Ufologico
Ionico, ha dichiarato: “Oltre vent'anni di certezze
buttate al vento da questo signore che dovrebbe essere denunciato, quanto meno,
per falso e procurato allarme. Una foto emblematica
(anche se non sminuisce l'imponente casistica dell'ondata UFO in Belgio del 1990)
che ha ingannato anche militari e scienziati di grosso nome. Gli ufologi seri
devono prendere dei grossi provvedimenti contro questi
falsi e questi falsari. Non si può restare muti e fermi”. Irritato
anche chi all'epoca c'era ed ha vissuto i fatti in prima linea, come l'attuale
segretario del Centro Ufologico Nazionale, Roberto Pinotti. Quest'ultimo ha
dichiarato: “Da un po' di tempo si è diffusa la tendenza di attribuirsi la prove UFO, sostenendo che si tratti di falsi. Questo
signore dice di aver manipolato la foto? Lo provi!”. Anche chi scrive all’epoca c’era, ed era operativo. Giovane
bibliotecario, mi allertai all’istante per
recuperare, tradurre e pubblicare il più alto numero di articoli
di stampa straniera (tedesca, per lo più), mantenendo nel contempo stretti
contatti con i colleghi del Belgio e delle nazioni circostanti. Per questo
motivo sostengo che oggi, in realtà, è troppo facile liquidare, come ha fatto
la tv belga, una delle più imponenti ondate di avvistamenti
insoliti, che all’epoca ha fatto scorrere fiumi di inchiostro e che ha prodotto
un rapporto investigativo di diverse centinaia di pagine, segnando tra l'altro
un importante primato, la collaborazione tra Aeronautica Militare ed ufologi
privati.
Oggi forse più nessuno, tra le nuove leve dell’ufologia, ricorda quei
fatti, e dunque è facile cadere nel tranello, ma all’epoca posso assicurare che
la mole di dati raccolti era al di là di ogni
ragionevole dubbio. Con tre sole eccezioni: un filmato girato ad Amay, in cui si vedeva una sorta di simbolo di Batman volare nel cielo, e ben presto
risultato essere un’aberrazione della telecamera; un secondo filmato, di un
ordigno triangolare luminoso ripreso da un certo signor Alfarano
(probabilmente un aereo in fase di atterraggio) e – udite udite
– proprio la foto del giovane Patrick. Foto della
quale, già nell’ottobre del 1991 il quotidiano La Wallonie esprimeva parecchi dubbi “in
assenza di dettagli di fondo, insieme con il fatto che il giovane fotografo
fece in tempo a effettuare un secondo scatto”.
Ma
ripercorriamo le tappe di quei frenetici giorni. Il 29 novembre 1989 centinaia
di persone nella città di Eupen
e nelle sue vicinanze avvistavano il passaggio di un enorme velivolo
triangolare equipaggiato con riflettori luminosi. Nessuno poteva immaginare che
quello sarebbe stato l'inizio di una delle più importanti ondate UFO europee.
Le segnalazioni sarebbero andate avanti per i seguenti due
anni, sino al giugno del 1991, ed in seguito i “triangoli volanti" (rari,
ma già noti nella casistica ufologica a partire da
una segnalazione norvegese, ad Oslo, datata 1962) sarebbero stati visti
addirittura in Giappone. “Nella prima fase del flap
molti dei rapporti vennero dalla parte orientale del Belgio. In seguito
giunsero segnalazioni da altre parti dello Stato, specialmente dall'area attorno Bruxelles e Liegi, che diventarono centri di
inusuali osservazioni”, ha dichiarato l'ufologo belga Win
Van Utrecht, peraltro scettico sulla spiegazione
extraterrestre .
Ciò che all'epoca catturò maggiormente l'attenzione dei media mondiali fu il tentativo dei caccia dell’Aeronautica Reale di
intercettare le fantomatiche luci, peraltro avvistate da poliziotti, personale
militare e scienziati; la stampa parlò di triangolari con luci brillanti
bianche agli angoli ed una luce rossa pulsante al centro, ma l'analisi
computerizzata dei filmati dimostrerà che gli oggetti erano in realtà dei
rombi; inoltre spesso furono visti o filmati ordigni d'altro genere, alcuni dei
quali spiegabili con misinterpretazioni
di fenomeni noti; nel complesso, furono raccolte diverse dozzine di fotografie
ed una trentina di filmati. Nella primavera del 1990 molti belgi si appostarono
nottetempo fuori casa nel tentativo di cogliere i bizzarri velivoli e ben presto – complice anche l’inevitabile psicosi di massa –
l’area delle segnalazioni si estese per duecento chilometri!
Nell'aprile del 1990 l'Aeronautica Reale metteva a disposizione due
radar, quelli di Glons e Semmerzake,
per la ricerca degli UFO, aprendosi alla collaborazione con la SOBEPS di
Bruxelles, un gruppo di investigazione UFO privato. Era
la prima volta che gli ufologi venivano ammessi nel
santuario dei militari. I team poterono lavorare gomito a gomito ed i nostri
colleghi si comportarono in maniera eccellente: prepararono venti stazioni di osservazione tra Bruxelles ed il confine tedesco,
sguinzagliando squadre mobili di studiosi con misuratori di distanza e
telecamere ad infrarossi. Alle indagini partecipavano anche la polizia e la
gendarmeria.
CON LA PASQUA ARRIVARONO GLI UFO
“A Pasqua i belgi cercano uova e trovano UFO”, scrivevano nel 1990 i
giornali tedeschi che avevo recuperato e tradotto, giocando su un’usanza
nordica, quella di nascondere le uova di cioccolato, affinché venissero scoperte dai bambini. Già, perché due UFO erano
apparsi la notte di Pasqua (il giorno dopo la notizia venne
data persino nella copertina del Tg1, annunciata dal giornalista Paolo Frajese) ed ogni tentativo di intercettazione era caduto
nel vuoto. Non appena i due caccia F-16 allertati
dall'Aviazione di Sua Maestà si alzavano in volo, uno dei triangoli volanti
accelerava in un secondo salendo da 300 metri di quota a
2000, stile teletrasporto; e come se non
bastasse, il fantomatico velivolo, testimoniarono i numerosi tracciati radar,
fuggiva con un'accelerazione “impossibile", non sopportabile da qualsiasi
organismo umano, passando in un secondo dai 200 km/h ai 3000! Alla fine di
quella battuta vennero raccolte cinquemila
segnalazioni in due settimane, due filmati di buona qualità che mostravano
oggetti che si muovevano a velocità incredibile e che sembravano scandagliare
il suolo grazie a tre potenti fari. Michel Bougard, investigatore della SOBEPS di Bruxelles, che ebbi modo di intervistare a S.Marino
(ove Pinotti aveva radunato a convegno alcuni dei principali
scienziati che avevano seguito l’ondata), mi disse che, ad analisi concluse, i
misteriosi triangoli volanti restavano un mistero, “un UFO nel vero senso del
termine”; Bougard non escludeva (sulla falsariga dei
colleghi giapponesi circa l’ondata di triangoli volanti nipponici) la tesi di
qualche velivolo segreto americano, ma non ne era troppo convinto; un altro
degli inquirenti presenti a S.Marino, il professore August Meessen, fisico teorico
dell'Università di Lovanio, che aveva studiato al
computer le traiettorie degli UFO, dichiarò: "Sono fenomeni che obbligano
a riflettere. Non si tratta comunque di eventi
meteorologici. L'unica ipotesi ragionevole è che si sia trattato di UFO; le loro manovre indicavano chiaramente una origine
non terrestre". Della stessa opinione si diranno l’astrofisico
francese Jean-Pierre Petit, direttore del Centro
Nazionale per gli Studi Spaziali, e Leon Brenig, fisico alla Libera Università di Bruxelles.
Le conclusioni dei militari, presentati in conferenza stampa, furono pressoché
identiche. Il generale Wilfried De Brouwer, all’epoca colonnello ed aviatore che aveva
coordinato le osservazioni del cielo, la pensava come i civili: l'ipotesi
migliore era quella extraterrestre. Ovviamente queste
conclusioni non potevano piacere ai soliti cattedratici scettici di turno che,
il 26 ottobre 1991, sul quotidiano La Wallonie, su istanza dell'astrofisico scettico André Lausberg, in dieci avevano firmato una dichiarazione in cui
criticavano il rapporto della SOBEPS. Anche Wim Van Utrecht si è detto scettico: “È mia opinione che gli
oggetti avvistati potessero essere certi tipi di piattaforme, palloni o
giganteschi alianti auto riforniti o trainati da elicotteri, ma anche aerei
sperimentali come l' F-117A Stealth
Fighter, il A-12 Avenger e il TR3-A Black Manta”.
IMPROBABILI ARMI SEGRETE
Un altro ricercatore, Eric Morris,
direttore del British UFO Studies
Center, è invece convinto che l'ondata belga sia un depistaggio dei servizi segreti. A rivelarglielo, durante
uno scalo all'International Air Show di Woodford vicino Manchester, un
pilota dell'aeronautica belga, che avrebbe ammesso che tutta la faccenda fu un
cover-up messo in atto per ingannare la stampa e l'opinione pubblica, per
nascondere i voli di un aereo a delta (in effetti, in alcune segnalazioni
riportate dalla stampa tedesca si parlò di un triangolo volante seguito a breve
distanza da un piccolo aereo, presumibilmente un ricognitore USA; il che
peraltro non significa che tutti gli avvistamenti fossero test statunitensi). Secondo
Morris, 'Aeronautica belga,
pur di allontanare il sospetto che l'oggetto osservato fosse di origine
militare, avrebbe preferito accreditare la tesi dell'UFO. Forse per questo il
colonnello De Brouwer, anzicchè
essere radioato dall’Aviazione per aver parlato
troppo in funzione pro-UFO, sarebbe stato promosso? Ma
chi, come Bougard, De Brouwer
l’ha conosciuto da vicino, ha sempre giurato sulla sua onestà intellettuale. Anche l'ufologa Lynda Mathwes ha sposato la tesi dell'arma segreta, suggerendo
esperimenti con un avanzatissimo veicolo fluttuante a
bassa velocità, chiamato Lighter-Than-Air (LTA);
questo velivolo avrebbe capacità di tipo Stealth e
sarebbe costruito con un materiale composito a base di kevlar.
L'assenza di rumore degli UFO avvistati si spiegherebbe con una “propulsione
ionica”, causa anche degli aloni blu osservati. Contro queste conclusioni, che
non tengono conto dell’insieme delle fenomenologie registrate in Belgio, si è
schierato l'ufologo olandese Henny van der Pluijm,
che ha fatto notare che, dopo anni di discussioni, "al momento, nessuna
spiegazione terrestre del flap ha avuto ragione di
tutti i fatti. Inoltre, l'ordigno sconosciuto del flap
belga non aveva né la velocità né le capacità degli Stealth".
Anzi, sebbene gli scettici dicano che le improvvise ascese segnalate dai radar
di Glons e Semmerzake si
possano spiegare (ma guarda!) con malfunzionamenti dei radar stessi, è proprio
lo Stealth e non disporre delle
incredibili accelerazioni degli UFO belgi. Se si è trattato di
armi segrete USA, dove sono mai finite? Come mai non sono
state utilizzate, ad esempio, nel conflitto serbo, ove proprio il tanto
mitizzato Stealth è stato tranquillamente abbattuto
con un banalissimo colpo di bazooka? Dove è dunque
sparita questa tecnologia, dopo quattro lustri, se di matrice terrestre? Per
tacer del fatto che gli UFO belgi, secondo i dati radar, sembravano apparire e
scomparire (la scienza chiama questo fenomeno “moto quantizzato”, ma al momento
conosciamo solo gli elettroni, in grado di farlo). Possibile dunque parlare
ancora di armi segrete? Un po’ troppo facile ridurre
il tutto in questo modo. Al punto che, col senno di poi,
persino uno scettico dichiarato come l’antropologo francese Bertrand Méheust, convinto che
gli UFO siano solo un mito, in merito all’ondata belga si è ricreduto ed ha
dichiarato: “Tutto ben soppesato, il caso belga resta inspiegato”.
E questo, al di là della validità o meno della singola
foto del signor Patrick, una goccia nel mare delle
testimonianze raccolte in quegli anni…