IL MITO DEL CHUPACABRAS

Visto l'interesse suscitato dalla vicenda del chupacabras bosniaco (peraltro rivelatosi una bufala terrificante, in barba al fatto che la storia stia continuando a girare nelle mailing list) segnaliamo un'alta discutibile news d'archivio, su un preteso caso nostrano.

Da "La Gazzetta del Sud - Calabria" del 25-08-1999

La rivista specializzata Dossier Alieni riprende l'ipotesi avanzata già nei mesi scorsi da Emanuele Labruzzo
Gli ufologi: a Capo Colonna forse il chupacabras

Che tipo di bestia si aggira indisturbata sul promontorio di Capo Colonna? Da più di cinque mesi Emanuele Labruzzo, 23 anni studioso di Ufo, non si dà pace. Ricerche, perlustrazioni in lungo e in largo, interviste a chi ha visto qualcosa, lo impegnano da tempo. Emanuele cerca una conferma alle sue ipotesi. Ma lui e le centinaia di appassionati di fenomeni extraterrestri sparsi per tutta la Penisola una spiegazione se la sono già dati. Nel numero di agosto della rivista "Dossier Alieni",a cui Emanuele Labruzzo collabora periodicamente, si legge: "Le tracce di Capo Colonna sono troppo simili a quelle del presunto Chupacabras ritrovate dagli inquirenti romani presso Maccarese". La vicenda, come si ricorderà, si era aperta scorso venti marzo, con il presunto avvistamento in località Prestica, nei pressi di Capo Colonna, da parte di alcuni operai in servizio presso la centrale di gas dello Snam di un grosso felino che aveva compiuto una vera e propria strage di polli nelle fattorie che popolano la zona. In un primo momento si era pensato a una tigre e questa ipotesi aveva fatto scattare una vera e propria caccia. Per giorni l'intera area è stata battuta dalle Forze dell'ordine alla ricerca dell'animale, ma senza approdare a nulla. L'unica traccia rinvenuta, all'epoca dei fatti, è stata un'orma, segno tangibile del passaggio della bestia sul promontorio di Capo Colonna. Ad identificarla il veterinario responsabile del servizio Asl n. 5 Dionigi Torchia: "Quelle non sono come di felino ma potrebbero essere state lasciate da un grosso tasso. Di sicuro non si tratta delle impronte di una tigre". La spiegazione, però, non ha convinto del tutto Emanuele Labruzzo, il quale ha confrontato la foto dell'orma in questione pubblicata a marzo in esclusiva da "Gazzetta del Sud" con altre appartenenti al misterioso. Chupacabras presenti su internet. L'esito delle sue ricerche è stato poi inviato alla rivista "Dossier Alieni", dove lavorano esperti in materia, che hanno confermato l'ipotesi di Labruzzo: a fare strage di polli a Capo Colonna è stato il Chupacabras. Ai più questo nome può non dire nulla ma in America latina è ben conosciuto. "Letteralmente significa "succhiacapra" spiega Labruzzo e si tratta di un animale, un bipede, con un altezza che varia dai 60 cm al metro e mezzo, avvistato a partire dal 1995 in alcuni paesi dell'America latina e responsabile dell'uccisioni di centinaia di polli, capre e suini. Secondo gli esperti la sua presenza sarebbe da mettere in relazione con l'apparizione di oggetti volanti. Si tratterebbe, in realtà di un robot biologico creato con l'obiettivo di raccogliere sangue di animali terrestri". La descrizione dell'aspetto di questa bestia ricavata dai giornali americani che si sono occupati del caso ha del terrificante. "Le testimonianze conferma il giovane esperto di Ufo crotonese parlano di una creatura molto somigliante a un alieno grigio, dalla testa a pera con enormi occhi rossi, arti superiori e inferiori con tre dita terminanti con unghie ad artiglio e una bocca con canini prominenti. Il chupacabras ha una lingua appuntita con cui succhia il sangue delle sue vittime". Ma è il suo incedere che presenta analogie con la bestia avvistata a Capo Colonna. "Procede a balzi osserva Labruzzo e lascia impronte tra i 7 e 10 centimetri simili a quelle di un grosso canide. Il fatto che non si tratti di un cane rinselvatichito è che la successione dell'impronte è quella di un essere bipede e non di un quadrupede. Lo stesso tipo di orma è stato rinvenuto a Capo Colonna". A non lasciare spazio ad altri dubbi, secondo Labruzzo, sarebbe al tecnica adoperata da questo animale sul promontorio nello sgozzare le sue vittime. "Le galline precisa il giovane sono state sgozzate e abbandonate sul posto con il collo, le ali e zampe intatte. Proprio come fa di solito il chupacabras".