FIRENZE, UCCISO IL GENERALE CHE STUDIAVA GLI UFO

FIRENZE - Quando era ancora nelle Forze Armate aveva catalogato i dossier UFO del SIOS. Adesso è stato ucciso.
Un rancore per ora inspiegabile lo avrebbe spinto a uccidere un generale dell'Esercito in pensione, Michelangelo Privitera, 70 anni, originario di Rieti. In carcere, accusato dell'omicidio, un ex capitano dell'Esercito, Giuseppe Costa, 49 anni, nato a Terranova da Sibari (Cosenza), al momento disoccupato, che viveva da solo a Verona dopo un matrimonio fallito. Alle 9.45 di ieri in via Maragliano, a poche decine di metri dalla casa di via Doni dove viveva con la famiglia, Privitera cade in strada raggiunto da 4 colpi di arma da fuoco. I testimoni danno subito l'allarme al 113 e indicano il presunto omicida: un uomo col volto parzialmente coperto da una bandana e la pistola nella cintura dei pantaloni, che sale a bordo di una Golf scura, di cui viene fornita parte della targa. Un contributo fondamentale: poco dopo l'auto viene fermata. A bordo c'è Costa, finito per sbaglio in mezzo alla manifestazione dei camionisti in viale 11 Agosto, vicino all'autostrada. La Polstrada blocca l'auto. L'ex capitano non fa resistenza e si fa ammanettare da un agente della Digos. Sulla Golf c'è una 44 Magnum Smith&Wesson, l'arma con cui l'ex capitano avrebbe sparato 6 volte contro Privitera, dopo averlo affiancato a piedi in via Maragliano. Quattro colpi hanno raggiunto la vittima, contro cui Costa avrebbe continuato a sparare quando era a terra.
Ma se la dinamica del delitto pare chiara, non lo è altrettanto il movente, inizialmente individuato dagli investigatori in questioni legate alla carriera militare dell'ex capitano, finita nel '92 dopo un procedimento per disobbedienza. Va chiarito se le vite militari dei due si siano incrociate. Se il generale abbia avuto un ruolo nella vicenda che ha costretto Costa a lasciare la divisa dopo 15 anni di servizio, parte dei quali trascorsi pare anche a Firenze (l'Esercito non conferma).
Il pm Alessandro Crini ha disposto che sia acquisita tutta la documentazione relativa alle vite militari di vittima e arrestato. Nessuna informazione utile sembra per ora essere arrivata dell'ex ufficiale, apparso assente e turbato durante le due ore d'interrogatorio nell'ufficio del capo della Mobile Michele Giuttari. Costa avrebbe detto solo che la vittima non era stata mai un suo comandante. E ha aggiunto: "Sarò felice di rendere dichiarazioni non appena avrò chiaro e nitido il ricordo" su quanto accaduto in via Maragliano. L'uomo avrebbe invece spiegato il suo viaggio venerdì da Verona, durante il quale avrebbe comprato la pistola (aveva il porto d'armi perché appassionato di tiro), l'arrivo a Firenze verso le 2.30, la notte passata in auto e in giro per la città. Poi il buio. Gli inquirenti parlano di un uomo dalla personalità contorta, forse in preda a un'ossessione (in passato è stato in cura presso specialisti). Secondo i familiari della vittima, l'ex capitano in passato avrebbe minacciato il generale. A polizia e carabinieri, però, non risultano denunce: ci sarebbe solo una segnalazione, del '93, per problemi celati dall'ex capitano quando doveva lasciare l'alloggio di servizio.