BRESCIA, L’ONDATA INVERNALE DEGLI UFO

Dal gennaio 1997 anche la provincia di Brescia è stata invasa dagli UFO. Mentre i mass media davano enorme risalto agli avvistamenti nei cieli laziali, nel bresciano diverse persone erano testimoni di incontri più o meno ravvicinati. Il clamore suscitato dagli avvistamenti romani spingeva diverse persone a rompere ogni indugio e ad uscire allo scoperto, senza tema del ridicolo. La mole di casi spingeva il Centro Ufologico Nazionale ad attivare ufficialmente una propria sezione e riusciva in breve tempo a ricostruire la cronologia di una mini ondata di avvistamenti ("flap", in gergo) che aveva coinvolto la provincia a cominciare dal periodo natalizio.

La prima testimonianza di rilievo arrivava da una donna di 31 anni, che il 7 gennaio stava transitando in macchina in via Dalmazia, all’estrema periferia bresciana. "Erano circa 19.15 quando ho notato un oggetto veramente strano. Era grande come la luna ed era composto da una fila di luci rosse e bianche disposte a semicerchio. Procedeva in linea retta dal lago di Garda in direzione Milano e non produceva alcun rumore, né aveva alcuna scia. Me lo sono trovato dinnanzi alla macchina, sopra di me, più basso di un aereo; l’ho seguito per alcuni minuti e poi non l’ho visto più".

L’UFO SULLA MONTAGNA

In quella stessa giornata un artigiano di Marone (BS), segnalava un doppio avvistamento. Per ben due volte, il 26 ed il 28 dicembre (o forse il 27 ed il 29, il teste non ricordava la data esatta) strani fenomeni luminosi avevano interessato lo spazio aereo fra la città di Sala e la montagna di Marone, vicino al lago d’Iseo. "Mi trovavo in località Forcella", ha raccontato il testimone, "ed ero appena uscito dalla mia cascina, verso le 23, 23.30, per attingere l’acqua ad un rubinetto esterno. Improvvisamente ho notato un forte bagliore durato circa 40 secondi, che ha illuminato a giorno tutta la zona. Ho chiamato un’amica che era con me e tutti e due abbiamo potuto assistere al fenomeno. Due sere dopo ero da solo e ho visto una luce alzarsi e sorvolare la montagna di Marone, che ha una forma a sella di cavallo; la luce ha proseguito in linea retta, nella nebbia, verso Lovere, e poi si è spenta. Tutto è durato una quarantina di secondi. Quella luce era come una fiaccola, giallognolo pallida".

Sempre il 26 dicembre due astrofili di Montichiari scorgevano uno strano fenomeno. "Io e mio fratello Emilio", ha raccontato agli inquirenti del C.U.N. il signor Angelo Puntarello, "eravamo usciti per osservare il cielo. Erano circa le 18.08 quando abbiamo notato in cielo una luce notturna di magnitudine -4, bianca, che tendeva a confondersi con le stelle ma che risultava più luminosa. L’abbiamo osservata anche con un binocolo 7x50. Procedeva alla velocità di un aereo di linea, da Brescia a Castiglione delle Stiviere, e si muoveva a sbalzi, a sinistra e a destra, e poi in linea retta. Premetto che nella zona c’è la base militare di Ghedi".

L’UFO DI GHEDI

E proprio a Ghedi, sulla provinciale Montirone accanto all’aeroporto militare, due persone sono state testimoni, il 4 marzo 1997, della comparsa di una mezza luna giallo arancio. "Dapprima ha sorvolato un caseggiato a qualche chilometro da noi", hanno raccontato i testimoni, "e poi ci si è avvicinata. In quel momento è diventata tonda e in un secondo si è spostata di 500 metri, perpendicolare alla nostra macchina. Si è arrestata prima di incrociare la nostra traiettoria ed è sparita dietro una casa. Io e il mio amico siamo rimasti in zona per cercare di rivedere l’oggetto e, 45 minuti dopo, lo abbiamo avvistato in mezzo a un campo. Aveva nuovamente la forma a mezzaluna ed era sulla verticale di un capannone, a 100 metri da noi. Siamo rimasti una decina di minuti ad osservare quello strano oggetto e poi, visto che era passata la mezzanotte, ce ne siamo tornati a casa".

Ma il caso più interessante si ricollega all’avvistamento di un UFO sopra l’aeroporto di Fiumicino, il 6 gennaio 1997 alle 18.24; esso riguarda la testimonianza di un architetto di Anfo che, sei minuti dopo l’avvistamento romano, ha notato alle 18.30 lo stesso oggetto sorvolare a bassa quota il lago d’Idro. L’oggetto, verde, procedeva lentamente e a bassa quota, nella nebbia lacustre, e poi è scomparso alla vista. "I suoi movimenti e la quota oltremodo bassa escludono nella maniera più categorica la spiegazione convenzionale meteorica", ha commentato il responsabile bresciano Massimo Frera, che ha stimato la velocità media dell’oggetto, da Roma a Brescia in un arco di tempo di 6 minuti, in 30.000 km/h. Questo dato è molto interessante perché da un altra fonte, un radarista di Pratica di Mare che sostiene di essere stato testimone del rilevamento radar dell’UFO di Fiumicino, si è scoperto che i tracciati dei radar che avevano captato l’UFO di Roma ne avevano misurato la velocità in 28.000 km/h. I calcoli degli ufologi dunque coincidevano.

Altri avvistamenti curiosi vennero segnalati il 16 gennaio 1997, allorché alle ore 20 una signora di Ome avvistò degli oggetti campanulari, seguiti da una ‘luna capovolta’ (una forma, questa, rilevata in diverse occasioni). Le strane evoluzioni degli oggetti si protrassero per una quarantina di minuti. Altri strani fenomeni si produssero tra le 23.30 e le 00.10, presente anche la madre della testimone.

Il 4 marzo sulla tangenziale ovest di Brescia era la volta di un automobilista, testimone della comparsa di un ‘pallone da football in alluminio’, lucido, lungo 20 metri, per 15 secondi in manovra a ferro di cavallo sopra i paesi di Flero e Torbole. L’oggetto si dissolve in direzione ovest.

Col sopraggiungere della primavera le apparizioni UFO si sarebbero ridotte improvvisamente, ed inspiegabilmente.