FRANCIA: MUTILAZIONI ANIMALI DEL 500

di Alfredo Lissoni

Nel maggio del '94 la rivista esoterica "Mystères" (organo dell'omonima trasmisione, il cui format venne venduto in Italia con il titolo "Misteri", per RaiDue) riceveva una lettera da un animalista di Chambéry, tale J.C.Courbis, che scriveva: "Generalmente i massacri di pecore sono dovuti a dei cani erranti. Ma talvolta, puo' trattarsi di lupi o di misfatti commessi da malintenzionati. Detto questo, comprendo benissimo la collera e l'esasperazione degli allevatori". La lettera proseguiva, attraverso una terminologia molto tecnica, escludendo l'intervento di diversi animali selvaggi per le mutilazioni di animali, dal lupo di Mercantour, strettamente controllato dalle guardie forestali del parco nazionale omonimo, alla lince, che "e' un animale discreto, che cattura soprattutto camosci". Dopo aver escluso qualsiasi intervento animale, la lettera terminava concludendo: "... Avete ragione ad interessarvi delle mutilazioni di bestiame, cosi' come ad altri fenomeni strani e misteriosi. Dopo tutto, noi conosciamo molto male il mondo in cui viviamo...". Proprio in Francia esiste una documentazione antica, composta da un disegno custodito alla Biblioteca Nazionale di Parigi e dal numero della 'Gazette de France' del 23 novembre 1764', circa una mostruosa bestia mannara che aveva "gia' divorato una ventina di persone, soprattutto fanciulli e specialmente bambine...". Il mito del drago mangia-fanciulle rivisitato? O un caso di mutilazioni ante-litteram, attribuito al consueto mostro di turno? Gevaudan e' una regione montuosa della Francia, situata tra l'alta Loira e il Cantel. Nel XVIIIš secolo un lupo o comunque un mostro di dimensioni spaventose, coperto di pelame rosso scuro o rossastro, avrebbe messo in allarme l'intera regione. All'epoca si parlo' (con la consueta esagerazione) di ben ventimila cacciatori scesi in pista, e persino di una squadrone di dragoni del re, comandati dal capitano Du Hamel. Come spesso succede in questi casi, della bestia non fu trovata alcuna traccia. E come accade anche tuttora, venne trovata una spiegazione di comodo. Si disse che un abate, fratello del Signore De la Chomette, avrebbe ucciso la bestia sparandole da 52 passi di distanza. Ma puntualmente, l'anno dopo, il mostro rifece la sua comparsa, seminando morte e terrore. La 'Gazette Royale' del 23 aprile 1765 riportava dell'uccisione del mostro a Chazes, presso Bechet, per mano di un cacciatore a nome Antoine de Beauterne. Che le aveva sparato "con una spingarda caricata con 5 colpi di polvere, 35 pallettoni e un proiettile di grosso calibro" (!). Il giorno dopo si scopriva pero' che la bestia era stata soltanto ferita ad u occhio. Altre repentine comparse sarebbero state riportate nell'autunno del 1766 e nella primavera del 1767. E vennero trovate molte vittime dilaniate. Poi, come sempre succede in questi casi, la storia sfumo' nella leggenda (urbana). Il 19 giugno di quell'anno sarebbe stata organizzata una spettacolare battuta con oltre 500 persone e battitori, e in quell'occasione si disse che la bestia era stata abbattuta. E, cosa stranissima, si procedette ad una "sepoltura senza processo". In ogni caso, da quel momento della bestia non si sarebbe piu' sentito parlare. Almeno, della bestia mannara.