PERCHÈ GENESIS SI SCHIANTÒ?

 

I ricercatori della NASA avrebbero collegato l’incidente della navicella Genesis dell’8 settembre 2004 a un semplice errore di progettazione che non era stato individuato nonostante molti controlli. Quando la nave è penetrata nello strato superiore dell’atmosfera, una qualsiasi di due coppie ridondanti di interruttori avrebbe dovuto innescare il rilascio di un paracadute. Ma poiché tutti i quattro gli interruttori erano stati montati al contrario, come incredibilmente specificato dal progetto della Lockheed Martin, il paracadute non si è aperto e la sonda si è schiantata nel deserto dello Utah a più di 300 chilometri l’ora. L'impatto ha distrutto la navicella, ma gli scienziati potrebbero alla fine riuscire ad estrarre la maggior parte dei dati che si attendevano da questa missione costata un quarto di miliardo di dollari.
Per quasi due anni e mezzo, Genesis aveva raccolto particelle cariche che formano il vento solare da un punto al di là del campo magnetico terrestre. Alla fine circa 1020 particelle, per un totale di quasi mezzo milligrammo, erano state racchiuse in wafer di silicio, lamine d’oro e altri materiali estremamente puri, per permettere alla navicella di riportarle sulla Terra. Sarebbe ancora così possibile recuperare questi dati ed analizzare la composizione e l’abbondanza isotopica di queste minuscole quantità di materiale, nel tentativo di apprendere di più sul Sole e sulle origini del nostro sistema solare.