L'EPOPEA DI GILGAMESH E GLI UFO...
Nell'epopea di Gilgamesh, opera mitologico religiosa del popolo sumero, molti autorevoli scrittori come l'orientalista Zecharia Sitchin hanno ritrovato diversi accenni a visite extraterrestri sulla Terra. Quest'idea era già stata divulgata dallo scrittore svizzero Erich Von Daeniken nel documentario 'Gli extraterrestri torneranno', ove mostra una tavoletta sumera che descrive del viaggio nello spazio di un uomo protostorico, Enkidu, portato in cielo dagli dei. "Vedevo la Terra come una farinata, e le acque in movimento", dichiara stupito Enkidu. "La stessa descrizione fatta dagli astronauti quando, raggiunta la Luna, hanno osservato la Terra da fuori", commenta Von Daeniken. C'è poi un passo ove si accenna alla nascita, dall'unione di un certo Enki con una dea, di esseri abnormi, sullo stile degli incroci operati dai Grigi o dagli 'angeli Veglianti della Bibbia. E si parla di un paradiso terrestre, "l'isola degli dei", e di un diluvio universale, mandato dal dio Enlil, in seguito al quale l'uomo perde la longevità e viene "rifatto" dagli dei.
Ci sono poi strani parallelismi con la mitologia egizia. L'epopea cita una dea serpente, simbolo della fecondità (o, secondo i moderni studiosi, degli spermatozoi) e la testa di una serpe compare in molti copricapi egizi. Si parla poi di una tomba appartenente ad uno dei primi uomini, Dumuzi (corrispondente al Caino biblico), con un foro rivolto alle stelle; ma anche le tombe egizie, come sostiene Robert Bauval nel libro 'Il mistero di Orione', sono orientate verso le stelle, e le camere del re e della regina nella Grande Piramide sono rivolte verso Orione e verso Sirio. Quest'ultima stella era particolarmente cara alla popolazione Dogon del Mali, un gruppo africano fermo all'età della pietra ma a conoscenza di incredibili segreti astronomici, a loro dire rivelati dagli dei "Nommo" arrivati da Sirio. Curiosamente nell'epopea di Gilgamesh si esalta "Nammu", come "dea creatrice dei sumeri".