L'ASTRONAVE DI GUARICO
Il 13 febbraio 1966, alle ore 10 il pilota Inake Oses, specialista di fotografia aerea, stava sorvolando in aereo zona del bacino Reservorio Calaboso, a Guarico (Venezuela), quando improvvisamente avvistava un oggetto giallo chiaro, luminoso e a forma di sigaro, che gli era comparso sotto l'aereo. "Avanzava velocissimo a zig zag; mi sono messo ad inseguirlo immediatamente. Di tanto in tanto si arrestava, poi ripartiva sfrecciando in un'altra direzione. Infine accelerò di colpo e scomparve in lontananza", dichiarò il testimone all'associazione ufologica Apro di Tucson, Arizona. Oses riuscì a fotografarlo. Cio' che stupiva, a foto sviluppata, era vedere che sulla punta l'UFO presentava un cerchio totalmente nero. La foto è stata considerata autentica per anni; non solo; il 4 maggio 1991, durante una conferenza presso la Biblioteca Tibaldi di Milano, il chimico Corrado Malanga (erroneamente spesso citato come docente universitario; invece è un semplice ricercatore; clicca qui per il suo profilo all'Università di Pisa: http://virmap.unipi.it/cgi-bin/virmap/vmibo?docenti:8134558;main
) presentava la foto come autentica ed addirittura sviluppava una propria personalissima teoria secondo la quale quel nero sarebbe stato l'effetto dell'assorbimento della luce da parte di un congegno capace di produrre qualcosa di analogo ad un buco nero.
La bizzarra teoria fu poi così enunciata sulla rivista Notiziario UFO n.112: "Dall'osservazione di quasi tutte le foto scattate su UFO, dichiarate non false dagli esperiti turno, si evince un particolare. La ricostruzione fatta con il calcolatore rispetta fedelmente, la teoria delle luci e ombre; che però non vengono rispettate, a quanto pare, nelle immagini fotografiche in nostro possesso. In parole povere esistono sensibili differenze tra la ricostruzione al calcolatore e l'immagine fotografica: infatti mentre ci sono in questi oggetti parti molto luminose, dovute verosimilmente a emissioni di energia nello spettro visibile, esistono alcune zone scure non solo nella parte che dovrebbe essere in ombra ma anche nella parte illuminata dal sole o dalle luci circostanti.
Gli UFO di Crosia, Amay (entrambe risultate invece solo aberrazioni delle telecamere; N.d.A. Compliments!
), di Mount Rainer mostrano un 'buco nero' nel centro. Altri UFO presentano fasce scure attorno al centro dell'oggetto o veri e propri buchi neri al centro dell'asse di simmetria.
La presenza di queste zone non può essere messa in relazione ad alcuni effetti di natura elettromagnetica che questi stessi oggetti producono sulle radiazioni che li colpiscono. Infatti sono noti casi in cui questi oggetti emettono fasci di luce (definiti dagli addetti ai lavori 'luce solida') che non propagano in linea retta ma "curvano" nello spazio. Tale effetto è proprio non solo di fasci luminosi che escono da tali oggetti (luci di torce elettriche, fasci di luce di lampade di automobili eccetera). Non risulta tanto differente il risultato con un fascio di raggi X o radar inviati contro l'UFO; questi non tornano quasi mai indietro a segnalare la presenza dell'oggetto ma vengono o inghiottiti o evidentemente deviati dall'oggetto stesso.
Effetti dello stesso tipo sono riscontrabili sulle onde radio e sulla corrente elettrica (cioè su un campo elettromagnetico) in vicinanza di questi UFO (le radio si spengono, la luce si abbassa, le automobili si fermano). Ancora un tale effetto è riscontrabile sugli orologi dei testimoni che si sono avvicinati troppo a tali oggetti. Vicino a loro il tempo scorre più lentamente!
E' ben noto il caso dell'aereo di linea americano avvicinato in volo da un UFO e scomparso per cinque minuti dal controllo radar di terra. All'atterraggio tutti i passeggeri avevano l'orologio indietro di cinque minuti rispetto all'ora ufficiale di volo (altro caso risultato falso! E due! N.d.R.).
Sono noti molti racconti di persone 'rapite' da questi oggetti che tornano poi sulla 'Terra' e raccontano di aver trascorso solo poche ore in volo mentre sulla Terra sono passati giorni.
Un altro effetto molto particolare che questi oggetti producono in volo è rappresentato dall'accelerazione, che assume valori infiniti per archi di spazio brevi. Secondo le ultime fonti di informazioni ufficiali (Aeronautica belga e russa) pubblicate su tutti i principali giornali, quando questi oggetti accelerano , passano da una velocità a un'altra di scatto, senza passare attraverso valori intermedi: in parole povere in modo 'quantizzato', come direbbero i fisici atomici".
"Proprio quest'ultimo particolare ci aiuta a formulare una chiave di lettura che spiegherebbe tutti questi strani effetti elettromagnetici. Parliamo dell'assunzione che un UFO si muova come un elettrone.
Quando viene eccitato può passare in un secondo orbitale atomico". Come? "La risposta che le funziono matematiche danno è univoca. L'elettrone è scomparso da qui per passare là! Infatti non è possibile trovare l'elettrone in una zona intermedia; per la meccanica quantistica infatti tutto è quantizzato cioè espresso da quanti di energia indivisibili. Questi pacchetti di energia consentirebbero all'elettrone di trovarsi qui o là ma non nel mezzo di un certo spazio così come consentirebbero all'elettrone di avere una certa velocità o un'altra, ma nessuno dei valori intermedi.
L'accelerazione degli elettroni quindi sarebbe pressoché infinita...come quella degli UFO. Il moto degli UFO sarebbe quindi quantizzato ed esprimibile con leggi fisiche simili alle equazioni di Schoredinger. Il buco nero, gli elettroni e gli UFO hanno un punto in comune. Tutti e tre ruotano attorno a un asse. La teoria degli spazi curvi ci dice come un buco nero attrae tutte le radiazioni, proprio come un UFO che può, in linea di principio, aprire un varco, un buco, nello spazio-tempo permettendo l'accesso a un'altra lontana zona di spazio. Per passare da una parte all'atra dello spazio basterebbe entrare in un buco nero, opportunamente orientato, e passare dall'altra parte in un solo attimo, utilizzando questo artifizio come scorciatoia. Il risultato finale sarebbe che volando a una velocità di gran lunga inferiore a quella della luce avrei percorso spazi decisamente giganteschi. Invece di aumentare la velocità che non può andare oltre il limite fisico della luce, avrei contratto lo spazio. L'UFO deve perciò ruotare sul suo asse, come l'elettrone, e deve creare un campo gravitazionale o qualcosa di simile in grado di fare un buco fisico nello spazio-tempo..."
Sorvoliamo sul fatto che questa teoria sia stata presentata da un giornalista, il 21 dicembre 1998, durante un dibattito televisivo ad Antenna Tre Lombardia e, ahimè, essendo presente uno stimatissimo fisico nucleare che ne mastica parecchio, venne stroncata con la frase "Malanga straparla" (e tre!); Guarico era più semplicemente un fotomontaggio realizzato da Oses per fare uno scherzo (che poi confesso': http://skeptics.org.nz/download/flyufo.pdf). Niente buco nero, solo un buco nell'acqua dei creduloni.