HALE BOPP: LA FINE DEL MONDO NELLA CODA DI UNA COMETA
Il passaggio della Hale Bopp ha messo in fibrillazione ufologi ed astronomi, ma anche esoteristi e gruppi fanatici convinti che il passaggio della cometa significasse la fine del mondo. E per questi ultimi una fine c'è stata, la loro.
C'era un UFO, un "compagno oscuro", nella coda della Hale-Bopp? A vederlo sono stati in tanti. Da Brugherio, in provincia di Milano, nei giorni in cui la cometa rimase visibile per diverse sere, arrivò al CUN lombardo la segnalazione di un astrofilo che, per due volte consecutive, disse di aver avvistato "un punto luminoso nella coda della cometa". E a Roveredo di Pordenone, il 5 aprile 1997, un appassionato di fotografia astronomica immortalava una strana fonte luminosa sospesa sopra la cometa.
UNA STORIA NATA IN INTERNET
Non sono state queste le uniche segnalazioni. Del "compagno oscuro" che seguiva discretamente la Hale Bopp si era cominciato a parlare in Internet dopo che il 14 novembre 1996 l'astrofilo texano Chuck Shramek aveva fotografato accanto alla cometa un oggetto a forma di Saturno. La notizia venne ripresa dalla seguitissima trasmissione radiofonica "Art Bell show"; in seguito si scoprì che l'UFO altro non era che una stella, la SAO 141894, deformata per un effetto di diffrazione. Quest'ultima smentita ebbe poco seguito. Sempre all'"Art Bell show" Courtney Brown, un professore che sostiene di essere anche chiaroveggente, ebbe in seguito a dichiarare che lui ed alcuni suoi colleghi sensitivi erano riusciti, nel corso di una seduta di trance ipnotica, a mettersi in contatto telepatico con i piloti dell'"astronave". Brown aveva così "scoperto" trattarsi di un'astronave grande 3-4 volte la Terra, manovrata da alieni rettiloidi. Sempre Brown, in una successiva intervista, dichiarò di avere ricevuto da un astrofisico molto noto, del quale si rifiutava di fare il nome, alcune foto che provavano in maniera indiscutibile l'esistenza del "compagno oscuro" della Hale Bopp.
Una di queste foto, realmente esistente, venne infine consegnata, dopo un mese di tira e molla, al conduttore della trasmissione radio, Art Bell; una copia venne data anche al più celebre dei contattisti-rapiti americani, Whitley Strieber. É stato quest'ultimo, con grande enfasi, che vi ha dato enorme risalto via Internet, a partire dal 15 gennaio 1997. La foto era però un falso. Il "compagno oscuro" era stato inserito con un ritocco al computer. Nel frattempo altre foto sono emerse. Recentemente la rivista italiana di astronomia "Il cielo" ha pubblicato, in un CD Rom, più di 500 immagini, amatoriali o professionali, della Hale Bopp; in tutte queste il compagno non c'è (e questo fa pensare che non esista proprio); vi è però almeno una foto, diffusa in Internet e pubblicata in Italia dalla rivista "Dossier Alieni" (settembre 1997) presumibilmente scattata dal telescopio spaziale Hubble; vi si vede una strana luce (o è forse un riflesso della cometa stessa?) inseguire la Hale Bopp. Sebbene anche questa immagine sollevi non poche perplessità, è utile ricordare che diversi studiosi hanno sposato la tesi del "compagno oscuro"; fra i molti ufologi, vi è anche un accedemico che ha lavorato per la NASA, il professor Lee Shargel, che sostiene di essere in possesso di 17 fotogrammi top secret, che l'ente spaziale non ha divulgato.
ENTRA IN BALLO IL VATICANO
In questo scenario, non sappiamo quanto forzato, da cover up entra persino...il Vaticano. É noto che la Santa Sede segue attentamente, tramite la Specola Vaticana ed i suoi radiotelescopi in America, gli eventi celesti. Ebbene, si è scoperto che, sin dalla fine del 1996, il Vaticano sarebbe già stato al corrente, e da tempo, dell'esistenza del "compagno oscuro". I radioastronomi vaticani avrebbero intercettato la notizia grazie ad un computer collegato attraverso un file chiamato wormwood (tarlo) al telescopio spaziale Hubble (quasi a dire che la Santa Sede spia la NASA). Vera o falsa che sia questa notizia, essa è stata rivelata durante una puntata dell'"Art Bell show" da un sedicente sacerdote che ha voluto mantenere l'anonimato. Questi, con un fax inviato al conduttore, ha dichiarato che il Papa avrebbe ricevuto notizie poco rassicuranti dalla NASA e dalle Nazioni Unite, circa la natura reale dell'oggetto orbitante non identificato. Art Bell sostiene di avere verificato la storia tramite "un amico molto in alto" a Roma, ottenendo la seguente risposta: "É tutto vero, stanne alla larga".
LA COMETA DELLA FINE DEI TEMPI
Sia come sia, queste vicende dimostrano l'enorme interesse suscitato dalla Hale Bopp, ed il clima quasi messianico di attese e paure dell'umanità sulla soglia del millennio. Diversi contattisti, anche italiani, hanno subito sposato la tesi dell'astronave aliena giunta a fare giustizia. Chi, pur rifiutando l'autenticità delle foto pubblicate in Internet, ma ha giurato sull'esistenza di un "compagno" giunto a portare via i più meritevoli, è stata la setta di S.Diego, salita prepotentemente nelle pagine di cronaca nera di tutto il mondo.
Questi fanatici si sono suicidati con il sorriso sulle labbra, in una lussuosissima villa di S.Diego in California, a cominciare dal 26 di marzo. In tutto 39 persone della setta "Higher Source" (Fonte Suprema), guidata dal contattista Marshall Applewhite, si sono tolte la vita in piccoli gruppi, prima quindici, poi altri quindici, poi sei e poi tre. Il sacrificio rituale è avvenuto assumendo una micidiale mistura di sonniferi e veleni. Per maggior sicurezza, i sopravvissuti soffocavano i moribondi con un sacchetto di plastica. Poi disponevano i corpi secondo una posizione rituale e maniacale. Le braccia lungo i fianchi, un fazzoletto a coprire il viso, la borsa per l'estremo viaggio ai piedi del letto, banconote e passaporto nel taschino. Insomma, l'occorrente per il viaggio intergalattico che gli Highers Source credevano di compiere, convinti di rinascere in un mondo migliore, lassù nello spazio infinito.
LA COMETA ERA IL SEGNO
Il "compagno oscuro" avrebbe finito con l'acquistare un significato particolare per una setta di fanatici adoratori del computer.
Il gruppo Higher Source viveva dal 1993 a S.Diego in una villa faraonica a due piani, sette camere, sette bagni, un ascensore e quaranta computer sparsi per tutta la casa. I computer erano considerati dei tramiti con la divinità e gli adepti, tutti programmatori informatici specializzati nella realizzazione di pagine per Internet - ove gestivano un sito chiamato Heaven's Gate, la porta del paradiso - dovevano lavorarvi notte e giorno, estraniandosi dal resto del mondo.
Questo lavaggio del cervello andava avanti da alcuni anni, sino a che la scoperta delle foto di Strieber in Internet era stata interpretata come il "segno" dell'inizio dell'apocalisse (sebbene in un'occasione la setta lo negò, via Internet).
"Si è trattato del segno da noi atteso", ha dichiarato uno degli adepti scampati al massacro, Nick Cooke, "e noi dovevamo ritornare al Regno di Dio, passare ad uno Stadio Superiore".
IL TEMPIO ASTRONAVE
Il momento del distacco terreno era atteso con religioso fervore dagli Higher Source, che si erano allenati a vivere come in un'astronave. La loro villa-tempio era addobbata come una nave spaziale, e per potervi accedere era necessario portare delle calzature sterili, per evitare di contaminarla. Nella stanza principale, il santuario, i settari avevano disposto quaranta sedie colorate ed un maxischermo per osservare in riverente
silenzio gli episodi di X-files e di Star Trek. In un angolo della stanza spiccava un ritratto alto un metro e venti. Era Tai, l'extraterrestre Grigio che si era incarnato nel loro guru, Marshall Applewhite.
Quest'ultimo, un contattista pazzoide molto noto agli ufologi con gli pseudonimi di "Bo", "Do" e "Fratello John", aveva imposto ai propri fedeli di rasarsi i capelli cortissimi e di castrarsi, poiché nello spazio non vi era sesso (ma i maligni affermano che questa frustrazione gli venisse dalla sua palese omosessualità). Inoltre aveva imposto ai membri di parlare pochissimo tra di loro e di abolire i nomi, chiamandosi "fratello" e "sorella". La personalità individuale era annullata. Ognuno riceveva un nuovo nome
(Tddody, Drrody, Lvvody, Nrrody, Stomoddy) ed un nuovo inquadramento nel grande Piano Cosmico.
IL PIANO COSMICO
Il grande piano di Applewhite, annunciato persino in Internet, consisteva nella decifrazione del segno della fine dei tempi e nell'imminente partenza del gruppo. "Do", come amava farsi chiamare il guru, aveva predisposto da dicembre una rete di sorveglianza del cielo: gli Higher dovevano scrutare la volta stellata tutte le notti e in tutte le direzioni, alle 4 del mattino, per individuare l'astronave che avrebbe dovuto passare a prenderli.
Era questa un'antica fissazione di Applewhite, in previsione della quale il guru aveva imposto a tutti i suoi adepti di assicurarsi con la compagnia inglese Rebecca (la stessa che avrebbe recentemente risarcito un preteso rapito britannico) contro il sequestro a bordo di un UFO.
BO E PEEP
Tutto era cominciato negli anni Settanta.
Figlio di un pastore presbiteriano, Applewhite aveva invano cercato di sfondare come cantante lirico. Non riuscendovi, si era ritirato a vivere in provincia e, verso i quarant'anni, aveva avuto l'"illuminazione". Finito in coma per un attacco cardiaco, l'uomo ne era miracolosamente uscito. Al suo risveglio, aveva cominciato a sostenere di essere un alieno mandato sulla Terra per liberare l'umanità dal peccato. Neanche a farlo apposta, l'infermiera che lo assisteva, Bonnie Nettles, era un'accanita occultista, a propria volta convinta di essere l'aliena "Peep". Unitisi, i due fondano, nel 1975, il gruppo contattistico Human Individual Metamorphosis, reclutando seguaci tra gli hippies che credono agli UFO. Poco tempo dopo Peep e "Bo" (questo il primo nome "alieno" di Applewhite), scompaiono con la cassa dell'organizzazione. In quello stesso anno i due reclutano a Waldport, nell'Oregon, una ventina di seguaci, per l'incontro finale con gli extraterrestri. Fra gli adepti, Leslie Light, che ha recentemente ricordato: "Avevo solo vent'anni. Ho abbandonato tutto. Do aveva una presenza magnetica. Aveva la conoscenza, il potere". Il gruppo si espande, e attira l'attenzione dell'FBI, che si limita a sorvegliare senza intervenire. Bo e Peep si trasferiscono nelle montagne del Wyoming con gli adepti più fedeli. Viene creato un nuovo tempio, in uno chalet. Le regole di vita sono quasi monacali: i fedeli debbono raparsi a zero ed indossare abiti asessuati che diano loro l'aspetto di marziani androgini. Applewhite confisca ogni cosa: soldi, documenti. É vietato parlare, o comunicare per iscritto, ma ogni dodici minuti bisogna elevare un canto agli E.T. E Peep predica la morte e resurrezione di Bo. Poi, nel 1976, Applewhite annuncia lo sbarco degli alieni. É ora di partire e il gruppo si raduna nel deserto, valige in mano. Non succede niente e Bo scoglie la setta. Ma per lui non è la fine, anzi. Qualche anno dopo eredita una grossissima somma e torna a predicare. Ma quando nel 1985 Peep muore, il guru impazzisce e comincia a vaneggiare di morte, di apocalisse, di suicidio. Non trova molti aderenti. Nel 1993 sono meno di una cinquantina, e solo trentotto sono disposti a seguirlo nell'aldilà. Qualcun altro scappa. E due giorni dopo l'ultimo suicidio, avvisa gli sceriffi di S.Diego. Questi ultimi, irrompendo nella villa, scoprono con orrore quanto rimane del culto di un folle.