L'HANGAR 18

E ALTRI MITI UFOLOGICI


LE PIU' FAMOSE LEGGENDE DEL FOLKLORE UFOLOGICO

di Alfredo Lissoni

Nel folklore ufologico americano esistino molte leggende riguardanti zone top secret più che mai inaccessibili dove il governo custodirebbe dischi volanti precipitati e perfino alieni. Abbiamo giù abbondantemente illustrato la ormai arcinota Area 51 che dovrebbe essere un vero e proprio santuario (o reliquiario) alieno. Ancora più celebre è la stanza 36 del Pentagono, un luogo dove si troverebbero fra le altre cose i resti dell'equipaggio di un UFO precipitato, forse ad Aztec. La stanza 36 è diventata un cliché, talmente rinomato che qualche anno fa durante una trasmissione televisiva il giornalista Pier Carpi, affermò: "In passato ho intervistato l'ex presidente americano Jimmy Carter e gli ho chiesto cosa ci fosse nella stanza 36. Ma lui mi ha risposto: 'Mi faccia un'altra domanda'".

Ma non finisce qui. Secondo altre voci in una base aerea degli Stati Uniti sarebbe avvenuto in passato uno storico quanto segretissimo incontro tra il presidente Eisenhower e una sparuta delegazione aliena. Alla fine di quel summit interplanetario il presidente se ne sarebbe andato sbottando: "Mio Dio, il mondo non è ancora pronto a tutto ciò") ...

Vi sono in realtà molte probabilità che queste dicerie siano state messe in circolazione dal contattista Frank Stranges, che oltre a raccontare la storia della stanza top secret, affermava che presso il Pentagono lavorava un alieno di nome Val Thor caduto in passato con il suo disco volante e perfettamente integratosi qui sulla Terra ...

Ma vi è anche un'altra voce che circola spesso in ambiente ufologico. Tale voce riguarda il cosiddetto Hangar 18. Secondo questa diceria il 15 aprile 1954 quattro uomini avrebbero potuto esaminare ben cinque dischi volanti recuperati in seguito ad altrettanti UFO-Crashes, presso la base di Wright Patterson. I quattro erano Franklin Allen, addetto stampa di Hearst, Edwin Nourse, della Brookings Institution (istituzione spesso coinvolta in dicerie circa gli UFO, l'ultima delle quali un crash filmato proprio davanti l'istituto), un certo Gerald Light ed il vescovo di Los Angeles McIntyre. Anche in questo caso il presidente Eisenhower in persona venne scomodato e fatto arrivare ad Andrews per esaminare i cadaveri extraterrestri. Il giorno dopo avrebbe dovuto esserci una dichiarazione ufficiale, cosa che naturalmente non avvenne. Ovviamente questo racconto non è supportato da alcuna verifica o prova. L'unico dato da evidenziare è che Light è un patito dei viaggi astrali, per mezzo dei quali sarebbe in grado di visualizzare cose vietate ad altri... Ed è stato proprio Light il primo, o uno dei primi, a mettere in circolazione la voce che il governo stava per rivelare qualcosa. Voce falsa, naturalmente. All'amo hanno abboccato anche Berlitz e Moore che, nel libro Accadde a Roswell riportano una breve nota su un certo hangar 18, descritto come una costruzione conosciuta come Edificio 18-A, zona B, nella base aerea di Wright-Patterson, vicino Dayton. "Questa costruzione" ha scritto Jacques Vallée "è diventata il famoso hangar 18, citato in numerosi libri sugli UFO come il tabernacolo di tutti i segreti, l'angolino ove il governo americano nasconde i dischi fracassatisi ed i loro piccoli occupanti".

Non c'è da stupirsi se anche il cinema ha glorificato l'hangar 18, dedicandogli nel 1980 un film diretto da James Conway e alimentando così il mito. Perfino il gruppo metal 'Megadeth' gli ha dedicato una canzone nonché un videoclip alquanto impressionante, con una scena particolarmente cruenta in cui si vede un militare estrarre il cuore dal corpo di uno sfortunato alieno.

In realtà, sino ad oggi non è stata fornita alcuna prova dell'esistenza di questi sacrari. Sappiamo solo che l'Area 51 esiste realmente, sebbene Vallée, all'epoca del suo Revelations non ne fosse molto sicuro; e lo sappiamo perché la seria rivista Popular science, ne ha recentemente mostrato le foto due delle quali prese dal satellite. Tuttavia non possiamo giurare sul fatto che contenga dischi volanti alieni.

Al momento esiste solo la testimonianza di Bob Lazar, tra le pił credibili. Bill Uhouse e Michael Wolf penso mentissero.

E ancora, se prestiamo fede ai ricercatori Randle, Schmitt, Friedman e a tutti coloro che si sono affannati attorno al noto caso Roswell, sappiamo che nella base di Dayton, Ohio, potrebbero essere stati ricoverati i frammenti espulsi dall'oggetto precitato nel 1947.

Ma l'hangar 18 è e rimane, almeno per ora, ancora solo un mito.