Un contattista dice: "C'è un pianeta in rotta di collisione con la Terra!"
ALLARME ROSSO: TRAIETTORIA DI IMPATTO CON UN MONDO ALIENO
La recente pubblicazione di un volumetto contattistico in Italia allerta gli ambienti esoterici. Un mondo alieno starebbe puntando contro il nostro pianeta. Sarebbe il Grande Re d'orrore delle profezie apocalittiche...
Giulio Setti
Starebbe succedendo come nel film "Armagheddon". Un gigantesco corpo celeste sta puntando verso la Terra. Ma questa volta non è un meteorite, come nel film, ma nientemeno che un gigantesco pianeta, ribattezzato Hercolubus o Pianeta Rosso, cinque o sei volte più grande di Giove. La notizia non viene, per fortuna, dalla NASA, ma da un contattista colombiano a nome Joaquin Enrique Amortegui Valbuena (nome d'arte V.M. Rabolù) e dunque la possiamo prendere con il beneficio del dubbio, non essendo stata verificata dalle sofisticate strumentazioni dell'ente spaziale americano o da altri centri analoghi. Ed in cuor nostro ci auguriamo che la notizia sia senza fondamento, sebbene la scoperta di un corpo celeste affine ad Hercolubus sia stata peraltro confermata dalla stampa scientifica mondiale, una volta avvistato dal telescopio spaziale Hubble sotto la sigla TMR-C1. Resta da vedere se effettivamente impatterà con la Terra, come sostiene mestamente Rabolù che afferma che "non si illudano i signori scienziati di andare ad attaccare questo pianeta, abitato, per disintegrarlo, perché anche gli abitanti di questo mondo dispongono di armi con le quali possono rispondere ed annientarci in un istante. Se venissero attaccati saprebbero difendersi e la fine sarebbe ancora più rapida" (dunque preferirebbero schiantarsi contro di noi?). Il pessimismo di fondo di questa frase permea tutto il libro, profetico, di Rabolù, recentemente edito dalla Coradi (c.p. 10, 21100 Varese, tel. 0332-232113, fax 0332-286408, hercolubus@coradi.it, sito Internet www.coradi.it). Il testo si intitola "Hercolubus o pianeta rosso e costa solo 5.800 lire, ma spaventa a sufficienza, forse sin troppo per non considerare che sin troppe volte profezie di questo tipo, prive di fondamenti scientifici, si sono fortunatamente sgonfiate come bolle di sapone.
MONITO DI CAMBIAMENTO
L'interesse del libro è dunque altrove, nei moniti a cambiare il modo di agire e di operare delle persone. Rabolù è chiaramente pessimista ed immagina scenari di autodistruzione; si spinge ad affermare che il timor di Dio non esista attualmente in alcun abitante della Terra e giunge persino a dire che oramai è troppo tardi per salvare il pianeta (allora a che pro lanciare un messaggio?); la punizione in arrivo sarebbe opera della Giustizia Divina. Rabolù dichiara anche di avere avuto diversi contatti con gli alieni, che non sarebbero i mostruosi Grigi, ma splendidi marziani e venusiani. Passa poi a descrivere la vita su Venere e Marte ed Hercolubus, che è tutto rosso. Infine insegna dei mantra per uscire in astrale e per "risvegliare le coscienze dei mondi superiori". E proprio buona parte delle visioni del contattista si sarebbero verificate in astrale. La validità, lo ribadiamo, è tutta da provare. Alla NASA difatti sono categorici: TMR-C1 non si muove, è e resta là dov'è.
Ovviamente la data dello schianto è passata, e non s'è verificato nulla.
Anzi, su Sky& Telescope di Aprile 2000 e' apparsa una secca smentita della NASA sull'origine planetaria di TMR-1C (e non TMR-C1), il "pianeta gioviano" di cui parla il colombiano Joaquin Enrique Amortegui Valbuena. E' stato sufficiente un rapido controllo con GOOGLE e chiave di ricerca TMR-1C per trovare il link
http://www.mclink.it/mclink/astro/news/fnews/15apr00.htm.
In pratica Sky&Telescope, la nota rivista di astronomia, fa presente che quello che nell'agosto del 1998, appariva come un pianeta gioviano (grande 2-3 masse gioviane, non 5-6) in realta' abbia piu' le fattezze di una giovane stella sulla medesima linea d'orizzonte ottico del sistema binario TMR-1A e TMR-1B.
Da notare che il sistema in questione dista 450 anni luce dal nostro Sole, quindi vedrei una rotta di collisione con la terra come un'occasione assolutamente improbabile nei prossimi cinque o seimila anni...