INCONTRI RAVVICINATI

Vediamo assieme tre tipi di incontri ravvicinati non spiegabili razionalmente con nessuna delle ipotesi precedentemente citate. Abbiamo volutamente tralasciato le spiegazioni di tipo psicologico vista l’integrità fisica e mentale dei testimoni.

Incontri di I tipo. 13 agosto 1956, tra le 21.20 e le 3.30 in Inghilterra , presso LakenHeath-Bentwaters. Testimoni alcuni piloti le cui generalità, comprensibilmente, non possono essere indicate. Ecco il resoconto del capo-operatore del Centro di controllo del traffico aereo , secondo gli studi della Commissione Condon:"Ricevetti una chiamata su una linea diretta. Era l’operatore radar di Sculthorpe, che mi chiedeva se sui nostri schermi fosse apparso un bersaglio che si muoveva a una velocità di 6.400 Km/h. Il loro radar l’aveva seguito. Il bersaglio era passato direttamente sopra la loro stazione, venendo avvistato dalla torre come una semplice luce indistinta. Anche l’equipaggio di un C47 in volo sulla base a una quota di 1500 m. aveva segnalato di aver visto la luce indistinta passare sotto l’aereo. Un nostro operatore notò un bersaglio stazionario su tutti gli schermi per parecchi minuti, quindi il bersaglio cominciò a muoversi a una velocità di 700-1000 Km /h. Non ci fu nessuna accelerazione o decelerazione; la velocità del bersaglio rimase costante dall’istante in cui si mosse a quello in cui si fermò"

Quest’ultimo dato è importantissimo , in quanto esclude qualsiasi veivolo terrestre conosciuto. L’osservazione della luce insolita, l’ordigno, è suffragata da parecchie testimonianze radar-visuali, oltre che ottiche. Non solo, l’improvvisa velocità dell’oggetto ancora una volta lascia pendere l’ago della bilancia sulla spiegazione non terrestre. Trattandosi di un caso riguardante piloti (qui presentato in estratto ), la credibilità dei testimoni è assai elevata.

Incontri del II tipo. Il 23 novembre del 1957 un tenete dell’UASF stava rincasando, tornando dall’aeroporto di Newcastle e si trovava a circa 50 Km da Tonopah, quando il motore della sua auto si bloccò inspiegabilmente. In quel momento si udì un suono sottile e acuto. Alzati gli occhi, l’uomo scorse quattro oggetti discoidali, larghi 15 metri, posati al suolo. Emettevano una luce propria che li faceva splendere vividamente. Avevano una cupola trasparente e tre cuscinetti d’atterraggio. Intorno al bordo esterno , un anello che sembrava ruotare. Come in trance, l’uomo si avvicinò agli oggetti . Giunto che fu a una cinquantina di metri dal più vicino , udì un ronzio talmente forte da riuscire quasi insopportabile. In quel momento gli oggetti si levarono dal suolo, sorvolarono l’autostrada e le alture vicine e scomparvero dietro di esse. Sulla sabbia erano rimaste parecchie impronte leggerissime, a forma di conca e di contorno triangolare...Spesso, in questi casi, la zona può restare contaminata da radiazioni . Nel luglio 1989 nelle campagne russe di Kharovsk alcuni poliziotti avevano trovato delle bruciature circolari radioattive. Quando un investigatore entrò in una di queste, l’orologio al quarzo gli si bloccò immediatamente.

Incontri del III tipo. sono difficilmente classificabili , questo perchè il comportamento degli ufonauti è talvolta imprevedibile. sono stati scorti alieni scappare all’apparire dell’uomo, mentre altri dimostravano un comportamento aggressivo. Alcuni continuavano indifferenti le proprie occupazioni, altri sembravano essere atterrati per contattare una precisa persona. Alcuni rapirebbero uomini e donne per visitarli, altri vorrebbero avere rapporti sessuali; certi regalerebbero brevetti e informazioni, cert’altri si limiterebbero ad apparire tenendo una sfera in mano e abbozzando cenni di saluto, atteggiandosi quasi a divinità. Insomma, un guazzabuglio.

Ho preferito riservare a questa sezione un caso particolare , in cui si hanno due entità animate armate, che provocano un effetto fisico sul testimone. Poichè i testi, quando incontrano un alieno, spesse volte sono da soli, è arduo stabilire la veridicità d’un racconto. Spesso si ricorre all’ipnosi regressiva o la siero della verità, per scoprire una eventuale frode, ma si tratta di sistemi non infallibili. Pertanto, le testimonianze sugli incontri del III tipo, se non sussistono evidenti tracce fisiche o più testimoni dello stesso fatto, vengono sempre catalogate con beneficio del dubbio. spesso fa testo la buona fede del testimone , anche se questa non è una prova scientifica (il testimone potrebbe ingannarsi inconsciamente) ma solo un indizio, a favore ma per nulla definitivo.

Il 14 agosto 1947 in Italia il professor R.L. Johannis, un noto pittore e scultore, incontrava dei nanerottoli spaziali macrocefali.

L’uomo si era recato in una zona montuosa dell’Italia settentrionale per cercare dei fossili, essendo un archeologo dilettante. Mentre saliva, munito di una bisaccia e di un piccone, scorse un oggetto rosso di grandi dimensioni su una sporgenza di una roccia. Dallo strano veivolo sporgevano due antenne. A qualche metro si trovavano due ragazzi - perlomeno così credette all’inizio il professore- che , osservati più da vicino si rivelarono due nani dall’aspetto non umano. erano alti un metro circa, avevano la testa sproporzionatamente grande. Indossavano tute blu scuro di un materiale traslucido. Collari e cinture rosse cingevano il collo e la vita, mentre sul capo avevano dei cappucci circolari marrone. Avevano gli occhi tondi e giganteschi e le mani come pinze, con tre dita. Le pelle era verdastra, la bocca una fessura.

Quando il professore cercò di avvicinarsi, con stupore scoprì di essere come paralizzato. Non riusciva a muovere un muscolo. Riuscì a malapena a muovere un braccio e a chiedere ai due se avessero bisogno di aiuto. I nani probabilmente interpretarono il gesto come una minaccia. Dalla cintura di uno dei due partì un raggio che colpì in pieno l’uomo scaraventandolo a terra. I nani gli si avvicinarono e afferrarono il piccone, mentre Johannis li osservava inorridito. Pochi secondi dopo le due creature risalirono sul disco, che si alzò rapidamente in volo.

Passarono alcuni minuti prima che Johannis riuscisse a recuperare l’energia sufficiente per rialzarsi. Quando si fu ripreso notò che il termos che aveva portato con sé si era rotto e che il contenitore di metallo era scomparso, assieme a una scatoletta d’alluminio, le posate e il piccone. Era stato derubato dagli extraterrestri.