Il lettore Roberto De Sotis, in una mail a Giulia D'Ambrosio, domanda se sia possibile interrompere un rapimento UFO utilizzando una vibrazione. Probabilmente ha sentito tale teoria in una delle mie conferenze, a Milano o a Locarno.
L'idea, personalissima, che ho difatti elaborato, mi viene da un confronto tra la casistica italiana (un episodio precedente il 1947 ed uno invece studiato assieme alla dott.ssa D'Ambrosio) incrociata con quella americana (un'abduction studiata da Derrel Sims) ed islamica (il caso dell'indiana musulmana Gamida in Africa, il cui sequestro venne interrotto, ci spiega l'ufologa locale Cinthya Hind, nella maniera più insolita: grazie ai parenti che pregavano per "esorcizzare" quelli che credevano essere demoni.
Ho ritrovato più volte questa strana somiglianza; i Grigi sembrano la tecnologicizzazione di un antico mito, quello del "diavolo" alla ricerca dell'anima umana; chiaramente i Grigi non cercano il nostro corpo, altrimenti, dopo migliaia (milioni, secondo gli ufologi più oltranzisti) di sequestri, saprebbero benissimo come siamo fatti anatomicamente o geneticamente. Dunque, cercano altro. Ma cosa? L'anima, secondo i vangeli apocrifi che parlano della caduta dei misteriosi quanto tecnologici "angeli Veglianti" (e curiosamente i moderni rapiti dicono che gli E.B.E. si presentano con il nome di "Watchers", Veglianti)? La "sofia" o la conoscenza (di cui parlano altri testi religiosi apocrifi antichi), che rende l'uomo così diverso dagli animali, capace di innalzarsi sopra tutto tutti, di costruire, evolversi, filosofare e soprattutto di esteriorizzare quelle emozioni che i Grigi (robot biologici, secondo Philip Corso) non hanno? Il "soma", come dicono i testi sanscriti che parlano della discesa dei kimpurusha per rapire ed ingravidare le donne dell'antica India? Ovvero quella capacità mentale che, se dominata, permetterebbe di controllare miliardi di menti, umane e non?
E' chiaro che questa "lotta" non si combatte solo su un piano fisico e tridimensionale. Ho investigato il caso di un (quasi) rapito milanese (persona perfettamente sana di mente e razionale; si pensi che è un fisico nucleare) che, una notte del 1996, si sveglio' "captando" in qualche modo la presenza, in camera, di "tre-1uattro omini che camminavano attorno al letto. Avevano gli occhi come gli alieni di Communion ma erano belli, con delle manine, un vestito bianco aderente e chiuso attorno al collo"; l'aspetto curioso è che il testimone vedeva questi esseri solo se li fissava con la "coda dell'occhio". Se guardava direttamente non vedeva nulla. Allo stesso modo riusciva a percepire l'emissione al fosforo del televisore spento da poco, visibile solo di lato. Essendo fisico, il testimone pensò che quegli esseri, come il fosforo dello schermo televisivo, fossero percepibili nella frequenza dell'infrarosso, cioè al di sotto delle frequenze comunemente visibili. Se ciò è vero, allora è chiaro che ci stiamo confrontando con qualcosa che va al di là delle convenzionali condizioni nelle quali opera l'homo sapiens.
Ed allora, in tal caso, per interrompere le azioni di chi - si dice - ipnotizzi con un tocco il rapito in modo da manipolarlo al meglio, e sia in grado addirittura di passare attraverso i muri, dobbiamo anche indagare nel "non convenzionale". Ecco forse che l concentrazione (sia essa esplicata attraverso la preghiera, la meditazione o altro) forse impedisce a questi esseri di poter arrivare alla nostra mente. Spostando la nostra attenzione vigile da questi "serpenti ipnotizzatori", forse riusciamo a non essere più preda dei loro poteri mentali.
In passato, quando incontrai il prof. Jacobs, autore del best seller "The threat", chiesi come fosse impossibile interrompere un'abduction. La risposta fu deludente: mettere una videocamera accesa, per filmare il tutto. Non credo proprio che i Grigi si facciano scoraggiare da così poco. Premesso che la durata di una videocassetta per telecamera è di un'ora e mezzo (e dunque dovremmo avere la fortuna di indovinare la sera e l'ora giusta di un possibile rapimento), dubito che sia in grado di causare black out elettrici di intere città, o la paralisi dei testimoni, si faccia scoraggiare da una candid camera...
Credo invece, sperando di non peccare di presunzione, che uno dei sistemi per interrompere i rapimenti dei Grigi (che gli antichi indiani chiamavano "Pitri" ed i nordeuropei "Pitti") sia quello da me descritto nel mio recente "Gli X-files vaticani" (si sa, la Chiesa l'ha sempre saputa lunga...), che di seguito inserisco. Non so se ho ragione, ma lo spero e me lo auguro.
LA GUERRA SEGRETA DEI BENANDANTI
Un altro elemento ricorrente nei casi di abductions è, che, per quanto possa sembrare incredibile, esse parrebbero interrompersi se il rapito riesce a spostare la propria attenzione vigile. In un'altra mia opera, sulla casistica nel mondo islamico, ho scritto: "Ogni qual volta i Grigi hanno cercato di rapire un terrestre e questi, fortunosamente, è riuscito a concentrarsi mentalmente (con preghiere, meditazione o mentalizzando una precisa vibrazione sonora o una luce), il rapimento si è interrotto, come se questi esseri interagissero più con la nostra mente che non con il nostro corpo". In merito ho raccolto documentazione proveniente sia dal mondo islamico che da quello occidentale, in Italia e negli Stati Uniti. In tutti i casi i rapiti erano stati come ipnotizzati e nel momento in cui, fortunosamente, avevano sottratto la propria mente al controllo dei rapitori, questi, resisi conto di essere impotenti, avevano rilasciato la cavia umana. Curiosamente tale elemento ricorre nelle cronache ecclesiastiche, mascheratosi nel mito del "nome di Dio" la cui pronunzia mette in fuga il diavolo. Secondo l'inquisitore basco Miguel de Goiboru durante un sabba celebrato in Spagna a Logrono nel 1610 un'ossessa a nome Stéphanie avrebbe gridato: "Gesù, quanta gente!". In quel momento tutto lo scenario stregonesco si sarebbe dissolto, il che lascia supporre che in molte di queste "rappresentazioni" vi fosse una componente allucinatoria o ipnotica notevole. Come nel caso dei rapimenti UFO!
Altro elemento ricorrente, la credenza che vi sia una sorta di lotta in corso tra specie aliene, la prima impegnata a rapire gli umani, la seconda ad interrompere i rapimenti (un addotto di Bergamo sotto ipnosi confermò a me alla psichiatra dottoressa Giulia D'Ambrosio questo dato reale). Tale elemento ricorre anche nei verbali delle streghe; molte, sia in Gran Bretagna che in Italia (in Friuli) parlarono dei benandanti, una sorta di stregoni in grado di uscire dal corpo per combattere in astrale le adepte del demonio, ed ai quali alcuni tributavano un dotto culto. "Riferivano", scrive lo storico texano Brian Levack, "di lotte notturne fra i membri di un culto della fertilità, i benandanti, e le streghe. La persecuzione contro i benandanti esplose tra la fine del '500 e l'inizio del '600. Essi credevano di poter uscire in spirito durante il periodo delle Ceneri, per combattere le streghe. I magistrati dell'Inquisizione, incapaci di comprendere quel corpo di credenze contadine e sospettosi che i benandanti fossero di fatto streghe che si recavano al sabba, a poco a poco convinsero i membri di questo antico culto della fertilità di essere streghe malefiche". Va anche detto che, come testimoniarono Sprenger e Institoris nel loro manuale di stregoneria, le streghe erano divise in due categorie: le mulieres pythonicae, donnicciuole superstiziose dedite ad arti divinatorie, e le maleficae, vere streghe sataniche che essi ritenevano appartenere ad una setta segreta, per accedere alla quale bisognava giurare fede al demonio. I benandanti rappresentavano una sorta di terzo polo, in guerra con le seconde. I benandanti, secondo quanto appurò nel 1570 la Chiesa rigenerata dalle riforme del Concilio di Trento, erano personaggi particolari che durante le notti delle Quattro Tempora "partivano al seguito di un giovane capitano, che portava lo stendardo di Cristo. Armati di canne di sorgo, andavano a combattere le streghe nella Piana di Giosafat". Dall'esito di quelle battaglie notturne dipendeva la prosperità dei futuri raccolti del Friuli. Se vincevano i benandanti, le messi sarebbero state abbondanti, viceversa scarse. Che non si trattasse di una pantomima a metà strada tra il religioso ed il pagano, di una processione simbolica e rituale sembra essere dimostrato dal fatto che i benandanti possedessero poteri particolari, paranormali, per i quali oggi sarebbero definiti sensitivi. "Alcuni, uomini e donne, volavano (in astrale?; N.d.A.) di notte per la campagna e al ritorno dalla battaglia si introducevano nelle case dei contadini per mangiare le provviste e bere il vino delle cantine. Non tutti possono diventare benandanti", riferiscono le cronache francesi. "Bisogna essere eletti, nati cioè con la camicia, ovvero avvolti nella membrana amniotica". Quest'ultimo dettaglio è importantissimo. Come spiega la giornalista parapsicologa americana Jay Anson, il velo amniotico, una sorta di seconda pelle che rende sensitivi, è caratteristica peculiare delle persone dotate di facoltà extrasensoriali. E proprio le persone più sensitivamente e "mentalmente" dotate sono risultate essere, nel corso degli studi da me condotti sui moderni rapiti UFO, quelle in grado di interrompere le abductions condotte dai Grigi! Voli notturni, sabba e lotte con i benandanti sembrano dunque raccontarci in chiave mitologica e superstiziosa moderne cronache di rapimenti antichi...
Nell'esame di questi carteggi, infine è coincidente la testimonianza dei rapiti sugli alieni Grigi che custodirebbero bocce di vetro contenenti feti di ibridi umano-extratererrestri con la credenza rinascimentale secondo cui gli stregoni più potenti ottenevano dal diavolo di poter imprigionare demoni e spiriti umanoidi entro bocce di vetro, da usare come "geni della lampada" per compiere sortilegi. La "leggenda", molto diffusa nel folklore islamico e ripresa persino da Louis Stevenson nel romanzo La bottiglia del diavolo, attribuiva all'ecclesiastico Pietro D'Abano il possesso di "una creatura custodita in una bottiglia", grazie alla quale aveva potuto imparare immediatamente le materie del "trivio e del quadrivio"; e persino del pontefice Gerbert d'Aurillac (Silvestro II°) si diceva imprigionasse un demone nella sfera del bastone papale. Oggi gli ufologi americani asseriscono che le misteriose "bocce" viste nelle astronavi dei Grigi sono in realtà incubatrici spaziali ove allevare gli ibridi umano-alieni realizzati con l'ingegneria genetica. Tale credenza, con le vesti dell'epoca, ricorreva anche nella demonologia del XVIII° secolo, allorché si attribuiva al demonio, riferisce l'abate de Villars, "la paternità di tutti gli uomini che nascono senza che si sappia chi li mette al mondo...".