UFO IN ISRAELE E PAESI ARABI

di Alfredo Lissoni - Nello stato di Israele e nei Paesi arabi agli UFO si è guardato sempre con molto sospetto; le religioni tradizionali erano più orientate verso una lettura satanica del fenomeno, che non come una manifestazione di visitatori extraterrestri. Con il tempo molti atteggiamenti sono mutati, ma fino agli anni Ottanta, ad esempio, in uno stato laico come la Turchia le associazioni ufologiche erano mal tollerate, e la rivista del settore Ruh Ve Madde non poteva essere spedita all'estero. Pubblicazioni sugli UFO nei Paesi islamici non ve ne erano, eccezion fatta per la traduzione, assai epurata, di un libro dell'ufologo spagnolo Antonio Ribera in Siria. Dal 1989 giornali in lingua persiana e il quotidiano egiziano Al-Ahram hanno cominciato a riportare diverse notizie, ma ancora nel 1990 all'ufologo iraniano Darush Bagheri venne negato il visto d'uscita per recarsi in Italia a discutere di UFO.

Con molta fatica si è saputo che nell'ottobre del 1969 molti UFO sono stati segnalati in Turchia, creando una forte eccitazione nella popolazione locale. Sebbene la spiegazione fornita fu quella del volo di palloni sonda, dalla base militare di Murtad vennero ripetutamente inviati dei caccia. Il comandante della base aerea, Ercuement Gokaydin, ha in seguito ammesso che gli UFO erano stati rilevati anche dai radar. Il caso più sensazionale si verificò il 14 gennaio 1983, allorché un UFO campanulare comparve nel cielo di Adana, alle 19.53. Immediatamente dalla base NATO di Incirlik vennero mandati due caccia intercettatori. Secondo i molti testimoni che assistettero all'evento, quando i caccia si avvicinarono all'UFO, uno dei due scomparve nel nulla. Come il disco volante si allontanò, verso il Mediterraneo, di uno dei due aerei non vi era più traccia alcuna. Sebbene non vi sia stata alcuna conferma ufficiale dell'episodio, l'ufologo inglese Eric Saunders, che ha inchiestato a fondo il caso, ha dichiarato: "Posso confermare che le Forze turche furono coinvolte nella caccia ad un UFO sopra il mediterraneo in quella data, su richiesta dell'Aeronautica americana".

Dal 1990 in poi molte cose sono cambiate, almeno per quanto riguarda lo stato di Israele, per anni inaccessibile roccaforte per gli ufologi. Le notizie divulgate erano, sino a qualche anno prima, pochissime. Poi, pur esistendo molti ricercatori più o meno seri o attivi come l'ingegnere David Kurnitz, del fenomeno si sono impadroniti molti contattisti e millantatori, che hanno contribuito a screditare notevolmente il fenomeno. Nel 1996 due vicende tragicomiche hanno messo in ridicolo l'ufologia, spingendo diversi accademici a prenderne le distanze: in un caso, la profezia mancata dello sbarco degli alieni, ad opera di una contattista e sensitiva molto conosciuta in televisione (che tra l'altro aveva architettato una falsa apparizione UFO utilizzando un grosso pallone colorato); in un altro, il ritrovamento del cadavere di un preteso extraterrestre (vicenda in cui si inserì il noto e discusso sensitivo israeliano Uri Geller). Le foto del cadavere, che poi risultò essere nulla di più che la placenta di un rettile, vennero vendute alla stampa mondiale a prezzi esorbitanti. Ravvicinate al punto giusto e debitamente sfuocate, esse davano effettivamente l'impressione di ritrarre qualcosa di alieno.

Bufale a parte, sappiamo che, tra la fine del '78 e l'inizio dell'anno nuovo, più israeliani segnalarono, in differenti occasioni, presenze misteriose in cielo, in piena ondata di avvistamenti in tutto il mondo. L'aviazione militare venne allertata, ma gli addetti radar non riuscirono ad avere conferme strumentali del passaggio dei dischi volanti. Un analogo allarme aereo scattò nel novembre del '91, dopo che alcuni testimoni ed una pattuglia della polizia avevano scorto nel cielo di Bet She delle strane luci ed avevano allertato immediatamente i militari, probabilmente temendo un attacco arabo.

Il 20 marzo 1993 la signora Zipora (Tsiporet), una casalinga di Kadima, insediamento agricolo a nord di Tel Aviv, avvistava addirittura un umanoide. "Mi sono destata all'improvviso", raccontò la donna, "quando la mia stanza da letto si è illuminata di una luce irreale. Mi sono affacciata alla finestra: a 120 metri di distanza, tra gli aranceti, ho scorto una navicella spaziale appoggiata su un treppiede. Accanto c'era un essere che indossava una tuta rigonfia ed un casco ed era immerso in una luce argentata metallica". Il giorno seguente nell'aranceto vennero ritrovati tre larghi cerchi di terra chimicamente alterata. "Da allora", secondo la stampa, "le visite aliene si sono ripetute a Kadima, in media ogni dieci giorni, per tre volte. Il 31 marzo la navicella spaziale aveva lasciato cadere a terra un pezzo di silicone lungo sei centimetri". "Mentre il nostro silicone fonde a 1420 gradi", dichiarava David Kurnitz, "questo comincia a fondere solo a 2800-3000 gradi". Ancora, nel luogo del primo atterraggio il suolo era stato alterato da un forte campo elettromagnetico. "Quando siamo entrati nei cerchi", aggiungeva la signora Zipora, "ci siamo sentiti come in un forno a microonde. Dopo pochi minuti eravamo storditi. Siamo stati costretti ad uscirne".

Altrettanto stupore ha causato, questa volta in un Paese islamico, il caso UFO che segue, protagonisti i cittadini dell'Iran di Rezha Palhevi.

Erano le 13.40 del 19 settembre 1976 e decine di iraniani vennero messi in allarme dalla comparsa di un misterioso oggetto volante sopra la capitale. Immediatamente furono allertate le Forze Armate. Il maggiore Hussan Jafari, del comando dell'aviazione iraniana, lanciava il proprio caccia Phantom F 4 contro l'oggetto volante non identificato. L'aereo intercettava l'UFO, ma quest'ultimo accelerava improvvisamente, emettendo bagliori blu, verdi, rossi e arancioni. Jafari si lanciava nuovamente all'inseguimento quando, improvvisamente, l'UFO attaccava. Il disco volante sparava un "oggetto brillante" che esplodeva accanto all'F 4. I comandi del caccia iraniano si bloccavano, gli strumenti non rispondevano, si interrompeva il contatto con la torre di controllo di Hamadan. Jafari riusciva a manovrare in picchiata, riprendendo quota. Poi, temerariamente, inseguiva ancora l'oggetto. L'UFO sparava un secondo colpo e l'aereo di Jafari perdeva nuovamente il controllo, precipitando verso terra con uno scoppio di luci. Nuovamente il pilota iraniano riprendeva il controllo del mezzo, ma dell'UFO nessuna traccia.

Nonostante il riserbo imposto dalle autorità iraniane, il caso trapelò: troppi i testimoni presenti alla scena. Sebbene l'Aeronautica iraniana abbia cercato di occultare il caso fornendo una versione di comodo al compiacente quotidiano "Kayhan International", pubblicato a Teheran in lingua inglese, dell'evento si interessarono immediatamente i servizi segreti americani. In particolare, siamo oggi in possesso di un rapporto stilato dalla DIA (Defense Intelligence Agency) e di uno dell'USAF, tratti dagli archivi del Pentagono. Il rapporto DIA è uno scritto di tre pagine che conferma l'intera vicenda - considerata dagli ufologi statunitensi come uno dei migliori casi UFO del mondo - e che è stato divulgato in America, a furia di battaglie legali, solo nel 1979. Sappiamo anche che il caso coinvolse eminenti uomini politici americani, dopo che la notizia, pur se minimizzata, era stata pubblicata il primo ottobre del 1976 dal quotidiano Iran Times, molto seguito all'estero. Il clamore di quegli eventi aveva spinto nientemeno che il segretario di stato Henry Kissinger a richiedere il rapporto dell'Aeronautica iraniana. Il dossier era stato negato; venne infine rilasciato solo dopo pesanti pressioni di Kissinger ed un intervento diplomatico dell'ambasciata americana a Rabat, in Marocco. Tale riserbo verso un Paese amico - tale era all'epoca l'Iran della famiglia Palhevi - è forse comprensibile leggendo la conclusione del rapporto stesso, noto come "Messaggio 052041-Z": "É difficile offrire una spiegazione definitiva".

L'UFO venne visto anche in Marocco e, l'8 ottobre 1978, un oggetto volante campanulare venne fotografato sopra Teheran da Abrahim Youri. Un altro disco, perfettamente identico, era stato immortalato a Shiraz. In un rapporto steso dalla DIA per il Pentagono si legge di "resoconti circa un globo di luce visto dagli addetti della torre di controllo di Mehrabad e da un aereo della Lufthansa. I residenti a nord di Teheran hanno visto lo strano oggetto diretto verso Saveh. In molti sono corsi in terrazza, ed hanno poi avvisato l'aeroporto di Mehrabad e la Radio nazionale. Un oggetto simile è stato visto in aprile dal pilota di un aereo di linea, che lo ha fotografato. Non è possibile rilasciare queste foto. L'Aviazione Civile ha condotto un'inchiesta ma i risultati non sono stati resi pubblici..."

Con l'instaurazione della repubblica islamica di Khomeini, convinto che gli UFO fossero in realtà armi spia degli americani, sui dischi volanti è calato un velo.