IL KGB VUOTA IL SACCO
Il KGB, il servizio segreto sovietico della Russia pregorbacioviana, aveva custodito segretamente una voluminosa documentazione relativa agli avvistamenti degli UFO, ma ora che gli archivi dei servizi segreti sovietici sono stati in parte resi pubblici, il giornale tedesco Bild ha scovato alcuni racconti impressionanti.
Uno di questi riguarda il cosmonauta Pavel Popovich, 75 anni, che comandò la missione spaziale Vostok 4 nel 1962 e la navicella Sojuz 14 nel 1975, il quale disse agli 007 di Mosca di avere visto sfrecciare un UFO a forma di triangolo d'argento che si muoveva alla velocità di 1000 Km/h. "Ho visto un UFO durante un volo da Washington a Mosca, ci è sfrecciato davanti ed è sparito senza lasciare traccia", raccontò. L'ex cosmonauta è ancora oggi convinto di essersi trovato davanti a un oggetto volante alieno, in quanto "in quell'epoca non esistevano aerei di forma triangolare". La sua confessione, in realtà, non è nuova agli investigatori; per anni Popovich, assieme alla moglie Marina, anch’essa cosmonautica, ha gestito un piccolo club UFO privato, che ha avuto il suo massimo splendore all’epoca della perestrojka quando, caduto il Muro di Berlino e permesso finalmente ai russi di espatriare liberamente, proprio Marina fu invitata come rappresentante moscovita al simposio mondiale sugli UFO di Tucson, Stati Uniti. Nel faldone blu di 124 pagine del KGB, che porta come intestazione la dicitura "Informazioni sull'osservazione di apparizioni anormali", è comunque contenuta una vasta documentazione che adesso i ricercatori dell'università di Mosca stanno esaminando accuratamente. Tre degli avvistamenti segnalati avvennero nel 1987, il 14 agosto nella penisola di Tiksi, quando un oggetto misterioso comparve sullo schermo radar di una base militare ed un elicottero MI-8 tentò inutilmente di avvicinarsi prima che sparisse. Il 14 dicembre dello stesso anno un UFO di 14 metri di lunghezza avrebbe sorvolato per mezz'ora la città di Mineralnye Vody, nel Caucaso, con la popolazione che cadde in preda al panico. Due settimane dopo, il 30 dicembre, due aerei militari avvistarono nei pressi della città di Vinnomysowak un UFO che "lasciò dietro di sé una scia verde smeraldo con lampi color porpora e sparì dopo un'esplosione". Il 1° ottobre 1988 gli abitanti di Magadan, un villaggio siberiano, osservarono per circa 30 minuti un oggetto misterioso di forma rotonda, mentre l'ultima segnalazione contenuta nella documentazione del KGB risale al 21 marzo 1990, quando un centinaio di persone segnalò alla polizia di Wladimirskier due avvistamenti di oggetti circondati da una forte luce bianca.
Parte del materiale secretato era comunque stato recuperato, in virtù di amicizie altolocate, dal ricercatore moscovita Boris Shurinov nel 1993. Il russo aveva poi girato al resto del pianeta la documentazione, lamentandosi però del fatto che alcuni dossier, contenenti i casi più eclatanti, erano stati fatti sparire, una parte dei quali per essere venduti sottobanco ai servizi segreti americani.
Le rivelazioni giungono a puntino per smentire una dichiarazione, rilasciata un mese prima, di Vladimir Kriuchkov, ultimo capo del KGB, che ha ammesso di "avere indagato a fondo sul paranormale e di non essersi mai imbattuto in dischi volanti o alieni" (ma che c’entra il paranormale con gli UFO?). L’ottantunenne
Direttore ricevette addirittura dal Comitato centrale del PCUS, il Partito comunista sovietico, l’incarico di "verificare le voci sui fenomeni misteriosi". "Ma non abbiamo mai trovato alcuna traccia di UFO. Si trattava sempre o di un trucco o del frutto di una sbrigliata fantasia". Vennero persino mobilitati i migliori agenti all’estero, racconta Kriuchkov.
(Agi 6-1-06; Metro e Leggo 7-12-05)