UFO, TUTTI I SEGRETI DEL KGB

Alfredo Lissoni

In febbraio, complici alcune dichiarazioni del presidente americano George Bush che affermava di avere stanziato 3 miliardi di dollari per lo spazio e la ricerca di vita aliena, per non essere da meno la stampa russa rispondeva sventolando gli alieni; e lo faceva rilanciando, sia su carta che in Internet, una notizia in realtà assai vecchia: l'esistenza di dossier sugli UFO raccolti dal KGB (il vecchio servizio segreto moscovita, sostituito nel 1993 dai Servizi di Sicurezza Federali). L'articolo era apparso sul quotidiano dei giovani comunisti Komsomolskaja Pravda ed aveva innescato prevedili reazioni nel resto del mondo. Particolarmente interessante, in Italia, il commento del "collega di partito" L'Unità, che ha commentato: "Forse è più una nota di costume che una notizia. Comunque, il fatto è questo: alcuni documenti del servizio segreto sovietico (il famigerato KGB), pubblicati dalla stampa di Mosca, spiega che ci sono stati avvistamenti ufficiali di astronavi aliene in Russia. Il quotidiano Komsomolskaya Pravda ha iniziato la pubblicazione di una parte degli archivi del KGB, consegnati nel 1991 al cosmonauta Pavel Popovich presidente della Associazione Ufologica Panrussa che da tempo li aveva richiesti, e da questi consegnati al giornale. Bene, da quelle carte risulta che benché i servizi segreti non fossero preposti direttamente all'accertamento dell'esistenza degli extraterrestri, gli agenti avevano continuato per anni a raccogliere materiale e testimonianze. Secondo il primo rapporto pubblicato, nel giugno dell'89, tre astronavi aliene sorvolarono il poligono atomico di Kapustin Yar nella regione di Astrakhan, nella Russia meridionale. Le astronavi, a forma di disco - e quale altra forma avrebbero potuto avere? - del diametro di 4-5 metri con una cupola luminosa - furono avvistate dai militari, tra cui ufficiali e sottufficiali. I soldati e i graduati riferirono ad un agente del KGB sul posto che le astronavi aliene arrivano a sfiorare terra: fermandosi ad un'altezza tra i 20 e i 60 metri. E ad un certo punto, sempre secondo le testimonianze dei militari, gli abitanti dell'UFO scattarono delle foto del poligono. O almeno così a loro è sembrato visto che dall'astronave fu emesso un forte raggio di luce. Il comando del poligono fece decollare un caccia per intercettare gli UFO, ma senza riuscirci perché le astronavi si allontanarono a velocità spaventose. Fin qui il racconto. Anche la Komsomolskaya Pravda, comunque, lascia ai propri lettori la libertà di crederci o meno".

La vicenda della derubricazione di una parte (assai irrisoria) del materiale sovietico è, prevedibilmente, assai più complessa. Alla fine del 1991, cedendo alle pressioni del cosmonauta Pavel Popovich (sposato con la nota Marina, anch'essa cosmonauta ed ufologa accanita), il neoinsediato gen. Sham autorizzava il rilascio di parte della documentazione UFO con una lettera datata 24 settembre 1991. In essa si diceva: "Egr. Pavel Romanovich, Il KGB non si occupa in modo sistematico della raccolta e analisi delle informazioni sui fenomeni anomali (quali i cosiddetti oggetti volanti non identificati). D'altronde, anche il KGB dell'URSS si muove nei confronti di organizzazioni diverse e di enti civili di informazioni circa le informazioni di tali fenomeni. Vi inviamo in copia del materiale di interesse. Questo materiale è stato precedentemente inviato al ZNII (Istituto Nazionale Centrale Informazioni) per la costruzione di macchine della città di Kaliningrad. Nota bene: Su tali testi, in 124 pagine, non c'è vincolo di segretezza se non limitatamente all'Ente Originatore mittente".

In allegato vi era un "indice" su "Episodi di osservazioni anomale sul territorio dell'URSS fra il 1982 e il 1990", comprendente i seguenti casi: " Città di Pietropavlosk 20 ottobre 1982; Kupska, Voronezh 17 ottobre 1983; Yelzi, Comunità locale di Ghiuze 13 febbraio 1985; Zona di Khabarovsk 23 maggio 1985; Zona di Primorsk 12 novembre 1985; Città di Magadan 25 novembre 1985; Penisola di Tiksi 14 agosto 1987; Città di Mineralnie Vodi 14 dicembre 1987; Nievinnomsk 30 dicembre 1987; Regione della Kamciakta 1987-88; Khabarovsk 6 maggio 1988; Magadan 1 ottobre 1988; Soci 26 luglio 1989; Kapustin Yar 28 luglio 1989; Astrakan 28 settembre 1989; Magadan 21 ottobre 1989; Vladimir 21 marzo 1990".

Con indubbio senso pratico Popovich avrebbe venduto agli ufologi occidentali, il tedesco Michael Hesemann in testa, la documentazione ricevuta; "ma non si tratta di documenti di particolare rilevanza", mi ha raccontato il serio ufologo russo Boris Shurinov. "Sappiamo che esiste materiale assai più scottante, antecedente quel periodo, riguardante piloti militari deceduti a seguito dell'esposizione a radiazioni emesse da dischi volanti. Inoltre in questi dossier non si accenna a casi

importanti come la volta in cui un UFO sorvolò la cittadina di Petrozavodsk, il 20 settembre del 1977, emanando un calore tale da fondere i vetri delle case". Gli agenti segreti intervennero per fare tacere i testimoni e confiscare tutte le foto scattate ed i vetri forati, e la versione che fu fatta circolare fu che l'UFO era un missile esploso nel corso di un test militare segreto.

Shurinov lascia intendere che agli ufologi Sham abbia regalato solo le briciole. E deve esserci del vero visto che tre anni dopo, agli inizi di febbraio del 1994 ed in piena disgregazione dell'apparato sovietico, i servizi di Intelligence aprivano nuovi archivi e, con molto senso pratico, li vendevano ai colleghi e nemici della CIA, il servizio segreto americano (ma anche al regista italiano Mario Gariazzo, ufologo del Nicap, che su tale materiale sperava di realizzare un film e che sosteneva di avere acquistato anche un piccolo frammento di disco volante). Quei rapporti erano stati custoditi per anni negli archivi dell'Apparato, termine con il quale si indicano in gergo tutti i servizi segreti dell'ex URSS, che aveva sede al quarto piano di un enorme edificio di via Lubjanka a Mosca. Là vi erano gli uffici del KGB e dello Zapisky (Informazioni), il repertorio centrale dell'Intelligence, un servizio di archivi unico al mondo, che custodiva anche gli incartamenti sugli UFO, inviati dalla direzione del GRU (Glavnoie Razvedyvatelnoie Upravlenye), una sezione speciale del KGB il cui compito era quello di assicurare la protezione dei segreti militari. Ottenere informazioni da questi, specie per un occidentale, era pressoché impossibile. Quando nel 1993 vi provai chiedendo aiuto all'ambasciata russa a Roma, questi ultimi mi risero in faccia.

Che i servizi russi abbiano venduto o regalato in giro per il mondo materiale importante è difficile da credere. Ritengo invece, avendo conosciuto molti "colleghi" dell'Est assai pronti a rifilare ai colleghi occidentali creduloni "bufale a pagamento", che quanto sinora pubblicato sia materiale di scarsa rilevanza. Diverso il discorso per la documentazione acquistata dalla CIA che, secondo Shurinov, conteneva "importanti informazioni tecniche". Qualcosa di vero, in ciò, deve esserci, visto che, dopo averne parlato alla rivista americana di settore Mufon UFO Journal ed alla stampa di diversi Paesi, Shurinov ha cominciato a ricevere lettere minatorie ed ha subito persino un attentato: gli è stata gettata della benzina contro la porta di casa! Le sue rivelazioni avevano forse infastidito i servizi segreti russi? O quelli americani? Del resto, che l'URSS fosse preoccupata per i dischi volanti è stato dimostrato dal noto giornalista radiofonico americano George Knapp (lo scopritore nonché intervistatore del fisico Bob Lazar), che ha recuperato documentazione che attesta che già

Stalin, avendo saputo del caso di Roswell nel 1947 grazie alle numerose spie dislocate nel Nuovo Messico, aveva cominciato ad interessarsi all'argomento, commissionando un rapporto al responsabile dei primi programmi spaziali Serghiei Koroliev, al matematico Mytislav Keldish, al chimico Alexandr Topciep e a Igor Kurciatov, uno dei padri dell'atomica sovietica. Chiuso per diversi giorni in un'aula-bunker piena di rapporti segreti, ed impossibilitato ad uscire, Koroliev aveva sentenziato: "Gli UFO non sono un'arma misteriosa degli avversari occidentali dell'URSS e dunque non rappresentano un pericolo per la sicurezza della patria".

Dello stesso tenore sono i files del generale Sham.