UFO A L’AQUILA
Di Alfredo Lissoni – Era l’agosto del 1966 e il dott. Mario Imperatori, noto professionista con alti incarichi presso la Prefettura, avvistava nei cieli de L’Aquila un oggetto dalla forma di un "bozzolo di baco da seta", di enormi dimensioni; data la distanza che egli calcolò in quindici o ventimila metri. L’ordigno aveva un colore arancio intenso con bordi rosso-scarlatto, ma nel procedere da est a ovest, cambiò il suo colore in un verde fosforescente. Successivamente si fermò "sulla verticale del castello de L’Aquila" ed il testimone poté notare intorno all’oggetto un alone di colore variabile, ma tendente sempre al rosso scarlatto, ed una scia fosforescente. Benché la serata fosse calda, Imperatori provò una sensazione di gelo in tutto il corpo e nello stesso momento si accorse che l’illuminazione della fontana luminosa si affievoliva lentamente sino a scomparire del tuto.
Fonte: UFO in Italia vol. 3.