QUELL’ALIENO DI DAVID LYNCH

Definito dalla critica un "horror metafisico", il telefilm "Twin Peaks" ha riscosso, agli inizi degli anni Novanta, un successo insperato e ha dato al suo regista ed ideatore, l’americano David Lynch, una fama ed una notorietà sino a quel momento non tributategli nè dal pubblico nè dalla critica, scarsamente entusiasta delle produzioni precedenti ("The elephant man", "Velluto blu", "Dune"...).

Molti dei suoi fans sono convinti che vi sia una sorta di magia sovrannaturale nelle opere visionarie di Lynch, un un filo invisibile che lega luoghi e personaggi nella fiction come nella realtà. Nel 1992 veniva presentato a Cannes "Twin Peaks: fuoco cammina con me"; si trattava della trasposizione filmica del celebre serial, che indubbiamente anticipò i temi ed il successo "X-files"; pure, l’argomento era un flashback, un viaggio a ritroso nel tempo, per mostrarci i sette giorni precedenti la morte della protagonista Laura Palmer. Già nella scelta dei personaggi vi era un che di occulto, di arcano e magico: tornava Kyle MacLachlan, l’attore che interpretava l’agente Cooper; prima del Fox Mulder di "X-files", Cooper si imbatteva in enigmi al di là del reale; era forse una scelta ben precisa da parte del regista quella di assegnare al personaggio il nome di uno dei più celebri "rivelatori" UFO americani? William Milton Cooper è difatti, negli States, un sedicente ex agente segreto che tutto saprebbe dell’occulta presenza degli alieni sul nostro pianeta. Altre curiosità sincroniche: l’attore Kyle MacLachlan è nativo di Yakima, la città ove nel 1947 si stava dirigendo in volo Kenneth Arnold, prima di imbattersi in quei maledetti nove "piattini volanti" che fecero conoscere al mondo il mistero degli UFO; qualche anno dopo proprio MacLachlan ricoprirà il ruolo di un personaggio centrale nella pellicola ufologica "Roswell - The movie", che ricostruisce lo schianto di un UFO nel Nuovo Messico, pochi giorni dopo l’avvistamento di Arnold nei pressi di Yakima.

Nel cast di "Twin Peaks: fuoco cammina con me" compare anche David Bowie, già noto per "L’uomo che cadde sulla Terra", un alieno dalle sembianze umane che porta con sè avveniristici brevetti passati sotto banco alle più importanti imprese americane (finzione cinematografica che richiama alla mente le recenti dichiarazioni del colonnello del Pentagono Philip Corso, sulla tecnologia aliena recuperata dopo il crash di Roswell e passata di nascosto a diverse ditte della Terra).