MORTO JOHN MACK
di Alfredo Lissoni - Il 27 settembre scorso è morto in Inghilterra, all’età di 75 anni, il noto psichiatra americano John Mack. E non è deceduto per l’età, ma perché investito da un camionista ubriaco. Sebbene sia plausibile che lo studioso americano non abbia ricordato che la circolazione, in Gran Bretagna, è a senso inverso rispetto al resto del mondo, ed abbia perso la vita per questa sua disattenzione, in molte mailing list si è ipotizzato un vero e proprio omicidio per mettere a tacere una delle più scomode voci nel campo delle abductions. Mack, premio Pulitzer per una biografica su T. E. Lawrence, aveva un background di tutto rispetto: era difatti professore di psichiatria al Medical School del Cambridge Hospital nonché docente ad Harvard (oltreché responsabile di una John Mack Foundation). La sua conversione, in senso extraterrestrialista, alla tematica dei rapimenti UFO dopo un folgorante incontro con l’artista ufologo Budd Hopkins (l’intera vicenda è stata romanzata nel tv movie Intruders), aveva provocato violente proteste in seno ad Harvard (facoltà ove aveva lavorato uno dei più noti screditatori del fenomeno UFO, l’astronomo Donald Menzel). Mack era finito addirittura sotto processo disciplinare (con l’accusa di aver gettato il discredito sull’Università, per le sue idee), ma ne era uscito assolto. Intervistato ripetutamente per le colonne dei più noti quotidiani internazionali, aveva pubblicato diversi libri sulla tematica (in Italia, il suo Rapiti! è stato pubblicato nientemeno che da Mondadori) ed aveva nobilitato la ricerca sulle abductions, conferendole dignità scientifica. La sua morte, omicidio o incidente che sia, annienta di fatto la seria ricerca in America e lascia un vuoto che, dopo la morte della ricercatrice Karla Turner (la studiosa che ha ispirato a Spielberg il serial Taken), appare decisamente incolmabile, negli Stati Uniti e fors’anche nell’intero pianeta.