SCIENZIATI RUSSI: GLI URALI SCOLPITI NELLA PIETRA
120
MILIONI DI ANNI FA
"Abbiamo rintracciato la mappa del Creatore"
Mosca - Una mappa tridimensionale, dove una mano ignota ha inciso i
rilievi della terra 120 milioni di anni fa. "Cambia tutte
le vostre idee riguardo alla vita su questo pianeta? Noi
ormai abbiamo fatto abitudine al nostro miracolo". Il
professore Alexandr Chuvyrov sembra convinto che il suo
misterioso ritrovamento sia una scoperta sensazionale,
anche se ammette che gli interrogativi sono ancora più
numerosi delle certezze. Ma di una cosa è convinto: la
lastra minerale che ha trovato tre anni fa in un villaggio
della Bashkiria, ai piedi degli Urali, è una mappa
geografica tracciata da una civiltà ignota. La lastra del
mistero, esposta oggi al museo archeologico di Ufa, misura
148 centimetri di altezza, 106 di larghezza e 16 di
spessore. Pesa una tonnellata e mezzo. A prima vista sembra
una pietra di superficie irregolare. Ma Chuvyrov dice di
aver capito subito che era una mappa, appena lŽha
dissotterrata nel villaggio bashkiro di Chandar. Ripulita,
ha svelato i suoi strani rilievi, e i disegni: venature che
sembrano strade o fiumi, rombi, iscrizioni verticali in
geroglifici indecifrabili. Secondo il professore, si tratta
del disegno di un sistema di irrigazione ramificato: canali
larghi 500 metri per una lunghezza totale di 12 mila
chilometri, con 12 gigantesche dighe. Chuvyrov, professore
di chimica allŽuniversità di Ufa, appassionato di
archeologia, era alla ricerca di cimeli di ipotetiche
migrazioni di antichi cinesi, e ha pensato a unŽincisione
di 2 mila anni fa, con scritte in cinese. Ma il linguaggio
geroglifico sillabico della lastra è ancora da decifrare.
Come la sua provenienza. Non si tratta infatti di roccia
naturale, ma di un manufatto composto da tre strati. Il
primo, spesso 14 centimetri, è dolomite, il secondo - sul
quale sono incisi i disegni - è fatto di diopside con
tecnologia sconosciuta, il terzo, due millimetri, è di
porcellana e funge da schermo protettivo. Un prodotto
artificiale, dunque, fatto per giunta con tecniche
sconosciute: Chuvyrov sostiene che i disegni non sono stati
prodotti dalla mano di un artigiano, ma da uno strumento.
Quando? Esami al carbonio e allŽuranio datavano la lastra
come antica di millenni, ma poi nei suoi strati sono state
trovate due conchiglie: lŽEcculiomphalus princeps, estinta
120 milioni di anni fa, e la Navicopsina munitus, vecchia
di 500 milioni di anni. Un manufatto risalente allŽepoca
dei dinosauri sembra impossibile. Certo, ammette il
professore, gli ignoti geografi avrebbero potuto usare un
pezzo di roccia con una conchiglia incapsulata millenni
prima, ma è pronto a dare altre prove della sua ipotesi di
datazione. Da un esame è emerso che i rilievi della lastra
corrispondono alla moderna regione tra Ufa e Sterlitamak,
salvo alcune variazioni, come il canyon che la percorre.
Ricerche geologiche hanno stabilito che in effetti nella
zona cŽera una spaccatura, scomparsa milioni di anni
fa. "La mappa - dice il ricercatore - è stata tracciata
quando il polo magnetico della Terra si trovava presso
lŽattuale Terra di Francesco Giuseppe, appunto circa 120
milioni di anni fa". Chi potrebbe aver tracciato una mappa
così antica? Gli specialisti del centro di cartografia
storica del Wisconsin sono rimasti sconvolti: secondo loro,
una proiezione tridimensionale di questo genere può essere
realizzata solo grazie a prospezioni aeree. LŽinevitabile
ipotesi dei marziani viene però respinta dallŽautore della
scoperta con fastidio: "Non mi piace parlare di Ufo ed
extraterrestri". E poi aggiunge: "Chiamiamo lŽautore della
mappa semplicemente il creatore". Il doppio senso è
evidente, come anche lo scetticismo dei
ricercatori "ufficiali" degli istituti accademici verso
quella che i giornali hanno già battezzato "la mappa del
creatore" e verso il suo scopritore, un dottore in fisica
che ha sconfinato nellŽarcheologia. Ma Chuvyrov è pieno di
entusiasmo. Negli archivi del Ž700 ha trovato descrizioni
di decine di lastre che assomigliano alla sua mappa, e ha
intenzione di scovarle. Crede che la pietra che ha trovato
sia solo un frammento di un gigantesco mosaico di 348
tessere, sul quale il "creatore" ha riprodotto il mondo.
Con quale obiettivo? "Forse voleva colonizzarlo".
Anna Zafesova
Onestamente, l'immagine - da noi ingrandita - della pretesa mappa non ci sembra che possa permettere le affermazioni iperboliche del russo.