ANTICHI UMANOIDI DEL MAROCCO
Quanto al Marocco, anche questo Stato, come altri Paesi arabi, sembra occupare una posizione di rilievo nelle cronache delle apparizioni extraterrestri sin dalla più remota antichità. Peter Kolosimo, accostando gli spaziali del Tassili algerino con certe raffigurazioni curiose scoperte in questo splendido Paese si domandava: "Astronauti extraterrestri approdarono dunque davvero in tempi remoti sul nostro pianeta? A tali ipotesi sembrano collegarsi anche le raffigurazioni di asce a becco, numerosissime nella Valle delle Meraviglie nelle Alpi marittime e con identiche corrispondenti in Marocco, nella zona di Oukaimeden, a 2650 metri di altitudine, nella catena dell'Alto Atlante, fotografate da Willy Fassio; e vi sono riferimenti palesi con l'America settentrionale e centrale, dove questi strumenti, spesso sacrificali, venivano associati ad un uccello di fuoco o uccello tonante, disceso dal cielo tra vortici di fiamme e rumori di tuono". Ipotizzando un ricordo mitizzato di visite extrasolari in un determinato momento della storia dell'umanità, in aree ben precise dell'Europa, dell'Asia e del Centroamerica, Kolosimo faceva altresì notare che "fuori dall'area europea, nell'Atlante di Marrakech in Marocco, era stata scoperta un'incisione rupestre chiamata Uomo di Imi n' Tourouni, accanto a figure di pugnali, dischi solari, animali, che richiamava alla mente un astronauta". Questa tesi veniva condivisa anche dall'archeologo Enzo Bernardini, che aggiungeva: "L'unico confronto è con i cosiddetti astronauti del Tassili; l'analogia con le grosse teste tonde, circondate da una linea circolare (uno scafandro?) è significativa".
Ma davvero gli extraterrestri sono scesi in Algeria e Marocco nell'antichità? Non possiamo escluderlo. Per certo, sappiamo comunque che la casistica marocchina degli anni dell'era atomica è oltremodo ricca. Il 3 novembre 1954 il quotidiano "Maroc-Presse" riferiva che uno dei propri dipendenti, un autista di uno degli autocarri addetti alle consegne, "uomo dotato di molto buon senso e di una vista acutissima", aveva scorto un insolito oggetto volante a Oued Beth, nei pressi di Meknes, alle sette del mattino, in piena ondata di avvistamenti UFO per tutta l'Europa. "L'ho visto sorvolare la valle del fiume Oued", dichiarò il testimone. "Sono assolutamente sicuro che non fosse un aeroplano né un'altra macchina conosciuta: era un apparecchio circolare e piatto, che sembrava fatto di rame. Per qualche tempo ha volato normalmente, poi all'improvviso si è girato: In questo modo ho potuto vedere tutto il disco, e sono rimasto sbalordito quando è sceso in un campo, dove è atterrato di taglio, molto dolcemente. Quasi subito si è risollevato nel cielo a grande velocità, ha ripreso una posizione orizzontale e in pochissimo tempo è scomparso". Sempre il 3 novembre un altro UFO, descritto come "un piccolo disco grigio seguito da correnti di aria fredda" sorvolava una macchina a Casablanca, procedendo ad altissima velocità.
Il 21 marzo di tre anni prima tre tirocinanti della stazione di sperimentazione della Regia dei Tabacchi, a El-Moudzine, avvistavano un ordigno altrettanto strano. I tre uomini, M.P.Spirtal, J. Le Provost e G.Darmon, siglarono poi la seguente dichiarazione: "Erano le 18.45 ed eravamo sull'uscio della porta della nostra cantina, quando in cielo, proveniente da est e diretto velocissimo a ovest, ci è apparso ciò che noi abbiamo pensato essere, di primo acchito, un disco volante. Lo abbiamo potuto osservare per una quindicina di secondi prima che scomparisse totalmente, dopo aver descritto una curva molto accentuata. Impossibile valutare la distanza alla quale si trovava il misterioso oggetto, che lasciava dietro di sé, per qualche secondo, una scia luminosa. Il colore dell'oggetto era quello del cemento secco, con dei vaghi riflessi metallici; le sue dimensioni erano simili a quelle del sole quando scompare all'orizzonte".
"Io ho già avuto modo di osservare delle meteore", precisò Spirtal, "ma ciò che abbiamo visto non corrispondeva a nulla di tutto ciò...".