TESTIMONIANZE DEL PASSATO

(Nella foto, una misteriosa cometa metallica nel contesto della nascita - bizantina - di Gesł). Il primo gennaio 1254 la popolazione e le monache dell'Abbazia di Soun Alban furono terrorizzate da un diluvio di stelle accompagnato dalle strane evoluzioni di una gigantesca sfera fumante, come e' dato vedere in una miniatura di Mathieu de Paris nell'Historia Anglorum. Il 4 novembre 1697 due globi analoghi, che scaricavano elettricita', passarono sopra Amburgo e altre citta' del nord-est tedesco.
Sigari, "cappelli da prete" e globi alati sarebbero comparsi nei secoli a venire. In un arazzo in lana e seta del 1303, presso la basilica di Notre-Dame de Beaume si nota un UFO a cappello da prete, nero, in volo sulla citta', alle spalle di tre nobildonne. L'oggetto in questione simboleggia indubbiamente la corruzione del potere temporale della Chiesa. Cio' nonostante e' lecito chiedersi, al di la' della spiegazione allegorica, cosa abbia ispirato l'artista.
Un altro episodio insolito in un contesto non solo sacro ma quotidiano compare nella Bibbia Urbinate del XV secolo (Museo Vaticano, Roma). Una parte deld isegno, che da' il titolo all'opera, riguarda la contemplazione di S. Geremia. Sulla destra, un nobile con guardia armata nota in cielo un oggetto infuocato con una sorta di bastone sovrastante. Benvenuto Cellini, nel LXXXIV capitolo della sua autobiografia, scrive: "Arrivati che fumo in un certo punto di rialto, era gia' di fatto notte, guardammo in verso Firenze, tutti e due d'accordo movemmo gran voce di meraviglia, dicendo: 'O Dio del cielo, che gran cosa e' quella che si vede sopra Firenze?' Questo si era com'un gran trave di fuoco, il quale scintillava e rendeva un grandissimo splendore". Una analoga trave di fuoco fu scorta durante il regno di Enrico IV, il 19, 20 e 21 febbraio 1465, come e' documentato e illustrato nel Notabilia Temporum di Angelo de Tummulillis.
Un secolo dopo un razzo viene immortalato in un medaglione facente parte della tintura di Charles Le Brun, primo pittore di re Luigi XIV, secolo XVI. L oggetto fa parte della collezione 'gallerie des Gobelins' nel Palazzo dei Conti di Fiandra e mostra un oggetto simile a un proiettile che vola in cielo lasciando una scia luminosa. Una scritta in latino sopra l'oggetto dice "Splendet et ascendit", splende e sale. Forse un UFO o forse, come ha ipotizzato il ricercatore rumeno Ion Hobana, un primitivo razzo (ma forse sarebbe meglio parlare di petardo) testato da qualche inventore dilettante (non sarebbe stato il primo caso). (Nella foto, Gesł calato nella grotta da un fascio di luce) Molte di queste testimonianze pittoriche si prestano difatti a molteplici interpretazioni; e' comunque innegabile che, viste con gli occhi di oggi, ricordino straordinariamente certe descrizioni contemporaneee di "oggetti volanti non identificati". Molte di queste sono venute alla luce grazie all opera infaticabile di Umberto Telarico, un ricercatore napoletano interessantissimo alla clipeologia, che ha saccheggiato le riviste di ufologia come pure i testi sull'arte sacra medievale e rinascimentale, arte che non conserva per noi memorie soltanto iconografiche dell'incontro con le macchine celesti. Leggendo il VII capitolo della Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum del venerabile Beda (672-735 d.C.) scopriamo che, una notte del 664, alcune monache stavano pregando nel cimitero del convento di Barkong, vicino al Tamigi, quando una gran luce scese dal cielo e le investi', puntando sul monastero. Indi si allontano' nello spazio profondo. Le suore raccontarono che la luce era talmente forte che avrebbe persino offuscato il sole di mezzogiorno. Il mattino seguente, alcuni giovani della chiesa dichiararono che raggi di luce erano penetrati abbaglianti attraverso le fessure di porte e finestre. Questi bagliori eccezionali rappresentano tuttora una costante nella casistica ufologica. San Gregorio di Tours nella Historia Francorum, racconta di un globo luminoso sul territorio francese nel 583, mentre nelle Cronache Anglosassoni si dice che "potenti apparvero nell'anno 795 sulla Northumbria, spaventando gli abitanti, bagliori eccezionali simili a lampi, e si videro dragoni rossi volare nell'aria". "Nell'anno 796 piccoli globi volteggianti attorno al Sole furono visti in varie parti dell'Inghilterra", riporta il benedettino Roger di Wendover nel Flores Historiarum.. Eginardo, biografo di Carlo Magno, al XXXII capitolo della Vita Karoli ricorda un globo discendente sulla via d'Aquisgrana (Aachen), luminosissimo, con un bagliore tale da far imbizzarrire il cavallo del monarca, che cadde ferendosi gravemente. "In verita', questa strage fu preceduta da terribili visioni di cose nell'aria: durante la notte esse ardevano come pallidi fuochi o brillavano come il rosso sangue", e' scritto nel Ludovici Pii Vita, circa un cruento scontro verificatosi nell'827 durante la spedizione in Spagna di re Pipino. Indubbiamente questi dischi seguono con interesse le battaglie, domandandosi probabilmente il motivo dei grandi assembramenti di uomini nelle piazze e nei campi. Questo e' almeno cio' che la logica suggerisce. Ma veniamo ad una cronaca veramente insolita. A raccontarla e' il celebre matematico Gerolamo Cardano, occultista e fisico, che sosteneva di aver piu volte sentito narrare dal padre Fazio questa strana storia: "13 agosto 1491. Quando ebbi terminato i riti abituali, all'incirca alla ventesima ora del giorno, esattamente sette uomini mi apparvero, vestiti di abiti serici, che somigliavano alle toghe dei Greci, e che portavano anche dei calzari splendenti. Le vesti che indossano sotto il pettorale brillante e rosso sembravano tessute di scarlatto ed erano di straordinaria bellezza. "Tuttavia non erano vestiti tutti in tal guisa, ma solo due, che sembravano appartenere a un rango piu nobile degli altri. Il piu' alto, dal colorito rubicondo, era accompagnato da due compagni, e il secondo, dal colorito piu' chiaro e piu' piccolo di statura, da tre compagni. Cosi' in tutto erano sette." Fazio Cardano precisava che i sette potevano avere tra i 30 e i 40 anni, portati bene. Quando chiese loro chi fossero, questi dissero d'essere uomini fatti d'aria e soggetti alla nascita e alla morte. "Comunque, la loro vita era piu' lunga della nostra e potevano campare sino a trecento anni. Interrogati sull'immortalita' della nostra anima, affermarono che nulla soprawive dell'individuo, che sia personale. Quando mio padre domando' perche' non avessero rivelato agli uomini i luoghi ove si trovavano i tesori, risposero che cio' era loro vietato in virtu' di una legge speciale che condannava alle piu' pesanti ammende colui che avesse comunicato quelle informazioni agli uomini. Essi restarono con mio padre per piu' di tre ore. Ma quando egli pose la questione della causa dell'universo, non si trovarono d'accordo. Il piu alto rifiutava di ammettere che Dio avesse creato il mondo eterno. Al contrario, l'altro soggiunse che Dio avesse creato a poco a poco, di modo che, se avesse smesso di farlo, non fosse che per un attimo, il mondo sarebbe perito . Che sia realta' o favola, questo e quanto." Questo curioso racconto e' davvero insolito, se lo si mette a confronto con alcune moderne narrazioni, anche contattistiche, con cui vi e' un parallelismo pressocche' totale. Molte persone nel mondo sostengono di avere incontrato degli spaziali perfettamente umani, con i quali si sarebbero intrattenuti a dialogare. Questi esseri, in tutto simili a noi, sarebbero stati inizialmente scambiati per dei terrestri e solo in seguito, grazie ad una loro ammissione ed alle conoscenze che avrebbero rivelato, sarebbe stato possibile identificarli come alieni. Duecento anni dopo l'episodio di Cardano, il 15 agosto 1666, una gigantesca palla infuocata avrebbe terrorizzato gli abitanti di Roboziero, un villaggio russo. All'epoca molte persone si trovavano in chiesa, essendo sabato, allorche' si udi' un gran fracasso in cielo. Numerosi fedeli corsero in piazza giusto in tempo per vedere una gran palla di fuoco, giunta dal piu' limpido dei cieli senza nubi. Essa misurava 45 metri da un'estremita' all'altra e sul davanti presentava due raggi ardenti, come due antenne. Scomparve nel lago, forse inabissandosi. Ma ecco che, non piu di un'ora dopo, la sfera ricompariva, effettuando strane manovre sul lago e ustionando alcuni pescatori, troppo vicini all'insolito oggetto. Un fulmine globulare? No, secondo il documento da cui ho estratto questa vicenda, la sfera era sin troppo solida.
Le acque del lago," riferiva il testo, "sono state rischiarate fino alla loro massima profondita' di nove metri e i pesci si sono riparati verso le rive. L'acqua sembrava coperta di ruggine sotto la luce rossastra..." E c'era di piu. La sfera di Roboziero, non dimentichiamolo, era munita di due raggi simili ad antenne. Forse era una sonda venuta dallo spazio?
Alfredo Lissoni




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(la pioggia di stelle di Soun Alban, il medaglione di Lebrun, il razzo sulla tomba Katsuhara a Matsubase, la ricostruzione di una vimana)