GLI UFO NELLA MENTE

Quanto c'e' di soggettivo e quanto di oggettivo negli avvistamenti UFO e negli incontri ravvicinati? Gia' anni fa lo svizzero Claude Riffat ipotizzo' (scetticamente) che gli UFO influissero sul locus ceruleus del cervello (la zona deputata ai sogni), producendo visioni ed allucinazioni (ricordate le dimensioni continuamente mutevoli dei dischi e degli alieni, sia in casi di IR-4 come Zanfretta che in episodi di contattismo come Dibitonto?); considerazioni di questo tipo, che avvicinano l'ufologia extraterrestrialista a quella parafisica e al mondo virtuale stile 'Matrix' di Johannes Fiebag, se qualche anno fa potevano scandalizzare i puristi dell'ufologia 'viti e bulloni', nell'era del cyberspazio offrono invece spunti di comprensione oltremodo interessanti; parte della nostra percezione del fenomeno UFO potrebbe essere alterata: spesso il nostro occhio non percepisce l'UFO invisibile o che sfreccia ad altissima velocita' o che utilizza un moto quantizzato; altrettante volte gli UFOtestimoni hanno provato l'incredibile sensazione di essere 'soli', e con il tempo sospeso e bloccato, dinnanzi all'UFO; una maggior comprensione dunque della percezione umana, piu' o meno manipolata da un fattore 'esterno' (il disco o l'alieno), durante gli incontri ravvicinati e' d'obbligo. Qualche anno fa il nostro Giorgio Pattera scoprì un aumento abnorme di serotonina nel corpo dei rapiti (poi la scoperta gli venne scippata da chi ha interesse a gestire in maniera impropria il problema). Quell'intuizione fu geniale. In seguito, nuovi studi del nostro Giorgio Pattera e di Maria Elena Parodi del CUN Genova hanno tracciato ulteriori collegamenti fra sostanze chimiche allucinogene e visioni UFO. Il che non significa ne' che gli UFO siano solo nella mente, ne', come negli studi dell'americano McKenna sia necessario ricorrere a funghi allucinogeni per prodursi visioni ufologiche (pratica che sconsigliamo nella maniera piu' assoluta, perche' inutile e dannosa). Ma ci chiediamo: come mai sciamani e stregoni di tutto il globo riportano, nei loro racconti, di ben specifiche visioni UFO? Questa letteratura parallela, e spesso dimenticata, va invece analizzata. Non togliera' argomenti a favore dell'ipotesi extraterrestre, ma ci permettera' invece di penetrare piu' a fondo nei segreti del mistero del ventesimo secolo, l'enigma degli UFO.
Andiamo ad incominciare con

TEONANACATL, LA CARNE DEGLI DEI

di Giorgio Pattera - E' stato accertato che alcune sostanze endogene a spiccata azione psicomimetica, quali le encefaline e le endorfine, gia' sperimentate con successo sui ratti nel 1976, sono molto simili ai derivati dell'indolo, precursore di un importante mediatore chimico cerebrale, la serotonina. Questo amminoacido assume particolare importanza nel discorso delle "abductions", in quanto recenti studi ne hanno rilevato un abnorme incremento nel sangue degli individui sottoposti a presunti episodi di "rapimento" ad opera di entita' aliene.
Tutte queste sostanze, che come s'e' detto vengono prodotte autonomamente dal metabolismo umano, sono in grado di suscitare nell'organismo effetti particolari, a carico del sistema nervoso centrale, equiparabili a quelli prodotti da alcuni principi attivi isolati dai ricercatori, a partire dagli anni '50, in alcuni funghi (Psilocybe, Stropharia, Conocybe, Panaeolus) che crescono spontanei nel Messico meridionale. I principi attivi presenti in questi funghi, chiamati in lingua locale 'Teonanacatl', "carne divina", sono stati chiamati per l'appunto psilocibina e psilocina ed erano utilizzati dalle popolazioni indigene, insieme ad altre sostanze allucinatorie, nei riti magici e divinatori. Descrizioni degli effetti provocati dall'assunzione di quei tipi di funghi si possono rintracciare nelle cronache degli storiografi che seguirono Cortez e Pizarro nelle loro conquiste in America centrale.
Gli studi combinati da parte di etnografi, botanici e farmacologi hanno appurato che l'introduzione 'per os' (per bocca) di 10-15 mg. di psilocibina e' sufficiente a provocare in un individuo adulto distorsioni della percezione spaziotemporale e disturbi neurovegetativi (quali nausea, cefalea, midriasi, bradicardia, ipotensione). Gli effetti durano circa 2-4 ore.
Piu' recentemente alcuni neurofisiologi hanno dimostrato che una sostanza molto simile alle precedenti, sia chimicamente che farmacologicamente, denominata DMT (dimetiltriptamina), viene prodotta spontaneamente dal cervello umano. Anche se lo scopo per cui viene sintetizzata rimane per il momento oscuro, si e' potuto accertare che la DMT e' una delle sostanze piu' "fugaci" che siano mai state osservate nel corpo umano. Rimane in circolo, infatti, per soli 5 minuti: se ne puo' rilevare la presenza nel fluido cerebrospinale, ma dopo questo breve lasso di tempo quantita' anche considerevoli di essa vengono rapidamente riportate nell'organismo ai livelli di base. Raggiunge la massima concentrazione fra le 3 e le 4 del mattino (l'ora dei rapimenti UFO, secondo Hopkins, nota di Lissoni), periodo che corrisponde di solito alla fase REM (Rapid Eye Movements) del sonno.
Nel maggio del 1997 l'etnobotanico Terence McKenna ha formulato una propria teoria circa la DMT e i suoi effetti sul comportamento umano. Egli sostiene che lo studio di questa sostanza, contenuta anche in alcune essenze vegetali che crescono nelle foreste amazzoniche (Psycotrio viridis, Desmenthacellanoianthus) e gia' note da tempo ad alcune tribu' indigene della Colombia e dell'Ecuador, potrebbe dare un contributo non indifferente alle indagini sulle problematiche legate ai cosiddetti "rapimenti alieni", senza pretendere tuttavia che in questo risieda la spiegazione del fenomeno UFO.
Il Dr.McKenna afferma in buona sostanza che, una volta assunta la DMT, dopo circa 15 secondi si avverte la netta sensazione di "essere andati" d'improvviso in un luogo particolare, completamente diverso da quello in cui si era prima di entrare nello stato alterato di coscienza. Molte tra le persone che si sono volontariamente sottoposte alla sperimentazione della DMT hanno riferito di essersi ritrovate all'interno dei "dischi volanti"' e di aver trascorso "tre minuti circa dei nostro tempo" in mezzo a stranissime "macchine elfiche", manovrate da "piccole creature" dalla pelle grigia, dagli occhi grandi e dal cranio enorme, per poi essere ridepositate nel proprio appartamento quasi senza recare i segni dell'avventura. Immagini identiche, se ci facciamo caso, a quelle che da sempre riferiscono le popolazioni dedite, per tradizione culturale o necessita' ambientali, al consumo di sostanze psicotrope: dagli aborigeni australiani agli aztechi, dagli indios amazzonici ai maya, ecc.
In altre parole, attraverso gli effetti della DMT l'Uomo ogni notte, durante gli stati profondi del sonno, accede probabilmente ad altre dimensioni, che appartengono ad una realta' effettiva ma diversa da quella in cui si trova allo stato di veglia e di cui conserva, faticosamente, un vago ed ancestrale ricordo.
Insomma, gli Alieni esistono, ma ESSI ci possono raggiungere soltanto attraverso le nostre menti.
Giorgio Pattera. (Bibliografia: McKenna T. - APOCALISSE GIOIOSA: funghi sacri, UFO, realta' virtuale e tribale - Stampa Alternativa, Roma - 1998. Evans Schultes R. / Hofmann A. - LES PLANTES DES DIEUX - Editions du Lezard, Paris - 1993. U. S.E. S. -ENCICLOPEDIA MEDICA ITALIANA -Firenze, 1973. L. Ferrio - TERMINOLOGIA MEDICA - UTET Torino 1967. Arietti N. / Tomasi R. - I FUNGHI VELENOSI - Edagricole, Bologna 1975).

...E LA RICERCA DEL CUN GENOVA

Appunti tratti da: Terence McKenna, Vere allucinazioni, illustrato da Matteo Guarnaccia, Shake Edizioni Underground, Seconda Edizione 1998. In generale McKenna considera gli stati alterati di coscienza ottenuti attraverso l'uso di certe droghe (contenenti in particolare psilocibina, DMT o DMDT) come un modo per mettersi in contatto con un mondo o piu' mondi paralleli abitati o visitati da altri esseri diversi da noi. Esaminando la tradizione sciamanica degli indiani Witoto del Nord delle Amazzoni Mckenna scopre che fanno uso dell'oo-koo-he', droga ricavata "dalla resina di certi alberi della specie virola mescolata con ceneri di altre piante", per entrare in contatto con "piccoli uomini" da cui ricevono la conoscenza.
In realta' il libro non descrive l'esperienza con l'oo-koo-he', che i protagonisti non riescono e consumare adeguatamente non conoscendo le modalita' di uso, ma dell'esperienza con i funghi psichedelici (della specie stropharia cubensis) raccolti a La Chorrera, vicino ad una missione dove McKenna, suo fratello Dennis e altri vivono per un po' nel lontano 1971.
Pag. 14: le piante contenente dimetil-triptammina (o DMT) vengono associate a abilita' telepatiche e a fatti paranormali. (Telepatia).

Pag. 16/17: Cosi' il fratello di McKenna, Dennis, interpreta il fenomeno ufologico: "Un UFO e' sostanzialmente un vortice psichico che si muove nell'iperspazio e un trip puo' implicare un contatto con una razza di navigatori stellari. Probabilmente sara' un incontro simile a una lezione di volo: delle istruzioni per l'uso della pietra tridimensionale, come navigare nell'iperspazio e, forse, un corso introduttivo di ecologia cosmica". Anche per Terence McKenna il fenomeno ufologico diventera' parte di una realta' parallela la cui conoscenza e frequentazione dovrebbe condurre l'umanita' verso un cambiamento radicale e la salvezza del pianeta. (V. anche pag. 214: "Riecco l'immagine ossessionante del disco volante. Ci si puo' entrare dentro, vestendosi della propria mente come di un vestito bagnato. Il disco volante e' un'immagine della mente umana perfezionata: aspetta, col motore, caldo, alla fine della storia umana, su questo pianeta". (Cos'e' l'UFO per i Mc Kenna).

Pag. 18: L'oo-koo-he' e' ricavato dalla resina di certi alberi della specie virola mescolata con le ceneri di altre piante ridotta in forma di palline e inghiottita. Quello che ci colpiva nella descrizione della preparazione della pianta allucinogena era che la tribu' dei Witoto del Nord delle Amazzoni, che era l'unica a conoscere il segreto della sua preparazione , la usava per parlare a piccoli uomini da cui ricevevano la conoscenza.
Questo piccolo popolo era una specie di ponte tra un contatto alieno e piu' tradizionali elfi e fate dei boschi. La tradizione diffusa in tutto il mondo riguardante l'esistenza del piccolo popolo e' ben descritta nel libro The Fairy Faith in Celtic Countries di W.E. Evans-Entz, uno studio di cultura celtica che ha influenzato tanto l'opera del ricercatore di UFO Jacques Vallee quanto la mia. Il riferimento a dei piccoli uomini fece suonare dentro di me una campana, perche' durante le mie esperienze fumando DMT a Berkeley, ebbi l'impressione di trovarmi in uno spazio abitato da degli allegri elfi che cambiavano forma, o da delle creature meccaniche che si trasformavano in continuazione". (Tradizioni di contatti con entita' di altri mondi fra gli sciamani e i celti).
Pag. 19: Per McKenna lo stato alterato da DMT crea un linguaggio che sembra poter essere toccato, non soltanto udito. La sintassi diviene visibile. Gli viene in mente il bruco disneyano di "Alice nel paese delle meraviglie". Molti avrebbero pensato ad un parallelo tra l'esperienza psichedelica e Lewis Carrol. Tra l'altro fra i disegnatori di Disney pare ci fossero alcuni cecoslovacchi che probabilmente avevano provato peyote e mescalina. (Linguaggio multidimensionale dello stato alterato. Come nei crops?).
Pag. 25: Narrando dei viaggi precedenti a quello di La Chorrera Mc Kenna parla dell'India e di una setta religiosa denominata la "Nuova Gerusalemme" (v. Jacques Vallee, Messaggeri di illusioni) i cui devoti, quasi tutti americani, componevano un gruppo dalle meccaniche contorte che dal '62 o '63 andava in giro per l'America Latina e comunicava con tavole ouija con "esseri di luce".
Pag. 32: "Quest'idea secondo cui alcuni allucinogeni lavorano inserendosi nel DNA e' grandiosa".
Pag. 47: Giungendo a La Chorrera passa per un cortile i cui muri riportano "disegni a tempera di elfi da cartone animato con orecchie a punta".
Pag. 50: Qui Mc Kenna menziona alcune "strane luci viste nei pascoli". Durante una delle prime assunzioni di funghi lui e i compagni vedono una luce diffusa nel pascolo e McKenna riscontra che effettivamente anche lui vede una fioca luce sul terreno a pochi metri da lui che sembra riturarsi al suo avanzare. Fa pensare un po' a certe visioni di Castaneda quando Don Juan gli chiede di trovare 'il suo posto' e alla fine lui sarebbe riuscito a distinguere il punto con la luminosita' adatta per lui.
Pag. 52: La psilocibina produrrebbe delle visioni uguali e simili nelle persone che la assumono insieme. In realta' i Mc Kenna credono che il fungo sia in se' una entita' aliena che comunica le stesse cose a chi lo assume in un certo luogo e momento (!). (Telepatia).
Pag. 52: Citazione di Vallee e di The Invisible College del 1975 dove dive che l'assurdita' fa parte delle esperienze ufologiche.
Pag. 58: Si dice che gli ayahuasqueros (coloro che assumono l'ayauasca) producano sull'epidermide liquidi di color viola di ossidiana usati per guardare nel futuro e per guarire.(V. anche pag. 69 e V. anche pag. 213: "Le leggende amazzoniche di fluidi magici che legano il tempo e che sono generati dai corpi degli sciamani, non sono altro che segnali delle metamorfosi del corpo-mente dell'uomo, in uno stato di dimensione superiore").
Pag. 62: Dennis, fratello di Terence, dopo l'assunzione dei funghi produce un suono che sembra provocare mutamenti nel tessuto spazio-temporale. (mah.!?).
Pag. 63: Cantare farebbe metabolizzare piu' velocemente le droghe.
Pag. 69: Mc Kenna racconta di una precedente esperienza in India in cui ha l'impressione di volare insieme dischi argentati. Durante un incontro intimo con una donna gli sembra di vedere quel liquido di ossidiana di cui a pag, 58.
Pag. 85: La compagna di McKenna, Ev, dice che durante l'esperienza ha avuto l'allucinazione di una creatura elfica con un poliedro che rotolava aprendo ad ogni faccia porte su altri mondi. (UFO).
Pag. 98: Citazione dello psichiatra Claudio Naranjo da The Healing Journey dove si dice che il 50% dei soggetti che hanno assunto armina (un tipo di beta-carbolina presente nell'ayauasca), sentono un ronzio nella testa. Anche Zanfretta sentiva un ronzio ogni volta prima di essere rapito, forse era provocato da un meccanismo di controllo sulla mente che poteva indurre anche falsi ricordi di copertura? Mc Kenna dice che anche gli sciamani jivaro dell'Ecuador provano un ronzio nella testa e che parrebbe un segnale di interazione tra la droga e il fisico che, una volta conosciuto, puo' essere imitato. Viene senz'altro in mente l'ohm tibetano e la tradizione di recitare mantra e suoni particolari per creare (o entrare in?) stati particolari.
Pag. 153: Si parla di "presenza superiore di alcune entita' invisibili e intelligenti che sembrava ci osservassero e a volte esercitavano una forza che ci spingeva delicatamente verso una svolta. A causa della bizzarra natura dei flash del DMT con la loro apparenta abitudine a enfatizzare su alieni, insetti e situazioni interstellari, fummo spinti a credere che questo insegnante fosse una specie di antropologo diplomatico, venuto a consegnarci le chiavi della cittadinanza galattica. Discutemmo di questa entita' come di un insetto gigante e, attraverso il ronzio della giungla amazzonica, a mezzogiorno, fummo in grado di sentire un suono profondamente armonico, era il segnale che ci collegava con l'entita' dell'iperspazio".
Pare che le corazze degli insetti contengano triptamminici.
Pag. 154: La percezione della presenza di entita' aliene dura dal 5 marzo al 10 marzo poi finisce.
Pag. 166: Da tempo Terence Mc Kenna attende di vedere un U.F.O. (lo intende come sopra alla pag. 16/17).
Finalmente dalla base di una nuvola vede qualcosa che sembra una colonna di luce. "La colonna era come sospesa, non era un semplice rotolo di fulmini. Poi di colpo scomparve". (UFO).
Pag. 169: Poi dopo un'ultima notte densa di imagerie ufologiche prima di partire definitivamente da La Chorrera all'alba del 14.03.1971 (verificare anno) vede che "la linea tremolante di foschia scura si divideva in due parti e come ciascuna di queste nuvole piu' piccole si divideva ulteriormente." . ".le nuvole si riunirono allo stesso modo in cui si erano divise le nuvole si ingrossarono divennero piu' scure e opache" e si riunirono in una che sembra avvitarsi su se' stessa come una tromba marina.. Qui sente "un ululato giungere da sopra gli alberi della giungla, dalla stessa direzione della cosa che stavo guardando". Non e' forse simile all'ululato che W. Strieber narra di aver udito in Communion (pag. 149) e in Contatto con l'infinito (pag. 222) quando chiese mentalmente agli alieni che facessero qualcosa per aiutarlo a superare la sua paura di loro e i suoi timori atavici dell'ignoto? E non abbiamo mai sentito parlare di ululati terribili quando sono stati segnalati avvistamenti di nanerottoli pelosi e/o di Chupacabras e analoghi? Va bene che Mc Kenna si trova nella giungla con tanti animali che emettono tanti suoni strani, pero'. (Ululati).
"Il suono della sirena stava lentamente guadagnando altezza e, infatti, ogni cosa sembrava aumentare di velocita'. La nuvola in movimento stava rapidamente ingrossando, muovendosi diritta verso il posto dove mi trovavo. Mentre si avvicinava i suoi dettagli parvero coagularsi. Quindi mi passo' direttamente sopra, all'altezza di circa cinquanta metri, cabro' in verticale verso l'alto e scomparve in cima alla collina, alle mie spalle.
Nell'ultimo istante prima che scomparisse, vi rivolsi completamente tutti i miei sensi e lo vidi molto chiaramente. Era una macchina a forma di disco, che ruotava lentamente con delle luci leggerissime, blu e arancioni. Non appena mi passo' sopra potei vedere delle incisioni simmetriche nella parte inferiore. Emetteva il caratteristico sibilo dei dischi volanti dei film di fantascienza.".
"Cio' che vidi quella mattina non rientrava in nessuna categoria di allucinazioni cui ero familiare".
A questo punto Mc Kenna, fin da bambino fanatico dei dischi volanti, non sa se l'U.F.O. visto sia un'allucinazione. Per giunta ha la forma di quelli di Adamski in cui lui non crede per nulla. (UFO).
Pag. 177: Mc Kenna scrive che l'F.B.I. lo cerca (e' ricercato dall'Interpol a causa di uso e spaccio di stupefacenti e probabilmente delle idee che fa circolare).
Pag. 191-204: Nel febbraio 1970 Mc Kenna si trova a Kupang (Timor, Indonesia Orientale) dove incontra un vicino di camera tedesco con la moglie, Rami, alloggiati nella stanza a fianco. Il tedesco ha una 'schmiss' (cicatrice di duello d'onore diffuso nelle universita' tedesche sino alla Seconda guerra mondiale)e lo avvicina chiamandolo per cognome (il direttore dell'albergo gli avrebbe riferito delle sue attivita' di biologo). Si presenta come Karl Heintz della FEMMI (Far Eastern Mining and Minerals, Inc.). Dice di trovarsi li' per verificare l'opportunita' di iniziare le estrazioni da un giacimento di nichel sito lungo il confine tra la zona portoghese e la zona indonesiana di Timor. Esalta la FEMMI e parlando fa intendere che la sua famiglia doveva essere probabilmente nazista. Lui sarebbe un ex-pilota nella Messerschmidt nella Luftwaffe ed ex-scolaro del Max Planck Institute. (Max Planck era stato l'unico scienziato che durante il nazismo aveva impedito al regime di impicciarsi della scienza pura dell'Institute). Pero' racconta anche che coi compagni volevano costruire un nuovo mondo basato sui poteri del capitale e della scienza e iniziano con brevetti supersegreti per ingrandirsi e stabilirsi a Singapore sotto la guida di tale Max Bockermann. Con la FEMMI controllerebbero i progetti in undici paesi diversi per olio, nichel, stagno, bauxite, uranio, tutto. Mc Kenna accenna al desiderio del viaggio in Amazzonia. Heintz riesce a tirarlo dentro ad una spedizione della FEMMI che pare abbia fatto laggiu' non importanti scoperte da verificare. Pero' passano i giorni e Mc Kenna non riceve piu' l'anticipo promesso per partecipare alla spedizione. Poi si scorda della strana proposta. Nella primavera del 1972, due anni dopo la visita a Timor, Mc Kenna e' a Boulder in Colorado e partecipa all'edizione del congresso mondiale di neuroscienza sponsorizzato dalla University of Colorado e dal Max Planck Institute di neurofisiologia. Qui rivede Karl Heintz che pero', vedendolo a sua volta, si toglie il cartellino col nome e lo nasconde fingendo di non averlo notato. Quando la conferenza termina lo rivede e si accorge che Heintz si allontana dagli altri per andargli incontro come se non volesse far sentire la sua conversazione. Quando Mc Kenna cerca di salutarlo e di stringergli la mano questi la rifiuta e nega di chiamarsi Heintz e di essere mai stato a Kupang. Non so cosa c'entri con gli UFO, mah? (UFO e NAZI?).