GLI UFO NELLA MENTE - PARTE SECONDA


Proseguiamo con gli appunti selezionati dal CUN Genova dal libro di McKenna 'Vere allucinazioni':
"Pag. 207: Parla delle teorie di Einstein secondo le quali il tempo non e' piu' considerato "come un'astrazione necessaria", "ma come una cosa con un punto di torsione, condizionata dalla materia e dai campi gravitazionali". McKenna aggiunge che d'altra parte "la materia ha anche alcune qualita' molto vicine ai pensieri". Da qui alla teoria dei frattali applicata soprattutto nella meteorologia il passo non e' poi lungo. Nei crops non si fa altro che parlare di frattali e omini di Mandelbrot. (Fisica e patafisica).
Pag. 208: Aggiunge che la "memoria sembra essere presente in ogni zona del cervello cosicche' se si hanno distruzioni anche del 95% di materia cerebrale cio' non implicherebbe cambiamenti alle funzioni mnemoniche". E' come un ologramma che e' formato da "un'infinita' di piccole immagini ognuna delle quali, in combinazione con le sue compagne, forma un'immagine sola". (Memoria).
Pag. 209: Qui McKenna si esprime in termini che potrei definire inconsapevolmente astrologici. Infatti asserisce che in base al formalismo di Alfred North Whitehead molti processi possono essere analizzati e considerati in quanto appartenenti alla stessa classe. Dice cosi': "il rovesciamento di un dittatore, l'esplosione di una stella, la fecondazione di un uovo, tutto cio' dovrebbe essere ascrivibile attraverso un medesimo gruppo di termini". (Fisica patafisica e astrologia).
Pag. 211: Osservazioni inconsapevolmente para-astrologiche sulla costante accelerazione del tempo.
Pag. 212: Osservazioni sul fatto che "quando analizziamo la struttura del nostro inconscio profondo facciamo una scoperta inaspettata, cioe' che siamo ordinati con gli stessi principi dell'universo in cui siamo stati creati." Ecco spiegata la presunta sincronicita' degli eventi di Jung e le coincidenze di allucinazioni per chi assume lo stesso tipo di funghi psichedelici.
"Qualsiasi tecnica che permetta di scrutare le relazioni di energia dentro ad un organismo vivente, come lo yoga o l'uso di piante psichedeliche, darebbe anche la possibilita' di scrutare in profondita' la natura variabile del tempo". (Telepatia e facolta' paranormali).
Pag. 219: Nella primavera-estate del 1975 McKenna assume regolarmente i funghi psichedelici e racconta: "presenze aliene ed elfi translinguistici si rivolsero verso di me e il fungo mi mostro' la sua eta'. La sua vasta conoscenza del flusso e dello scorrere delle forze della storia in molte civilta', attraverso i millenni." (Alieni).
Pag. 224: Sostiene che, eoni fa, 'qualcuno' ci spedi' i funghi psichedelici.
Pag. 225: Interessante digressione dotta sulle 'voci'. "E', ragionevole ritenere che una voce nella testa, interpretata da un uomo antico come un dio, possa essere interpretata da una persona moderna, come un colloquio telepatico con extraterrestri. Qualsiasi "fatto" possa essere scoperto in futuro, la psilocibina offre uno strumento che permette di sperimentare direttamente questa voce che spiega tutte le cose, questo logos dell'altra dimensione". (Mah, non so ..).
Pag. 230: Nell'autunno del 1975 McKenna si reca alle Hawaii con una nuova compagna e verifica che a volte in stato alterato da psilocibina si possono a volte vedere le allucinazioni dell'altro. (Telepatia).
Pag. 232: Il 23 dicembre 1975 sotto l'influenza del fungo McKenna ha la visione di pianeti incontaminati. Anche la sua compagna ha assunto il fungo e dice che qualcuno la sta bruciando. Dopo una pericolosa crisi sventata dall'intervento di McKenna che la immerge nell'acqua odono una risata ululante che li fa fuggire. La sua compagna dice di riuscire ad allontanare da se' l'energia rovente concentrandosi e trasformandola in visione profonda (?). Successivamente gli racconta di aver visto su di se', uscendo di casa, "un disco di luce e di colore, un gigantesco assemblaggio composto di barre di luce dal debole splendore, con connettori simili a gioielli che emanavano tutte le gradazioni. 'Capii', mi disse 'che le relazioni delle posizioni, le loro lunghezze, le angolazioni tra di loro, erano infinitamente complesse e costituivano un'incarnazione della verita' perfetta. Vedendole capivo tutto, ma c'erano delle creature dentro il veicolo, come mantidi composte di luce (N.d.R.: Abyss?) che non volevano che io sapessi. Piegate sui pannelli degli strumenti, piu' capivo e piu' mi bruciavano con il loro raggio. Non riuscivo a smettere di guardare, ma mi stavano vaporizzando. Ho sentito che mi sollevavi, e mentre mi portavi, pensai: 'Spero che si sbrighi. Sto diventando una nuvola.'. Per un attimo ho galleggiato in aria, guardando in basso verso di noi, gente piu' grande delle loro vere dimensioni, fuori dal tempo. Allora sentii l'acqua sulla pelle ridefinire i limiti del mio corpo e condensarmi di nuovo'".
E ancora: "Avevamo notato anche dei lievi fruscii e cigolii alla periferia del senso e della visione durante i trip, non dissimili dall'attivazione di un classico fenomeno di poltergeist" (UFO)". Fine.

...E LE PRIME REAZIONI

Ed un lettore - di cui tacciamo il nome in quanto cita esperienze legate alla propria privacy - ci scrive: "Ho appena dato un'occhiata al pezzo "Gli Ufo nella mente". Vorrei dire che l'argomento mi tocca molto da vicino. L'immaginazione puo' essere alterata da malattie mentali o anche solo da stress. Uno comincia a credere che una cosa sia vera perche' e' vera solo nella sua testa in quel momento, per motivi patologici. Cosi' uno puo' essere convinto di udire voci o vedere immagini trascendentali o ufologiche. Nulla di male, puo' accadere. Ma un tipo cosi' certo non se ne sta tranquillo e sereno: urla e sbraita, immagino. Io mi sono interessato all'argomento perche' sono in cura dallo psicoterapeuta da quasi tre anni, a causa di uno stress che mi portava a vedere le cose a modo mio, senza colpa. Oggi con lucidita' posso ben giudicare patologici molti o solo alcuni dei racconti di rapimenti UFO, perche' frutto di una convinzione viziata da devianza mentale (anche momentanea). Oggi pero' so che, malgrado tutto cio' sia vero, almeno in parte, come possiamo negare l'evidenza di un contatto ufologico quando abbiamo filmati, fotografie, cadaveri alieni, rottami di origine aliena nei nostri hangar? Come tacciare di pazzia fior di piloti civili e militari che, assumendosene l'onere, dicono di aver visto? Ed altre persone attendibili parlano di Incontri Ravvicinati e rapimenti. Oggi, con la serenita' mentale ritrovata, posso ben sperimentare la Metafonia (captazione di voci e suoni dall'Aldila' e loro registrazione) con i miei strumenti tecnici, sapendo bene che le voci sul nastro vengono dall'Aldila': ho i nastri, ci sono le prove, mi chiamano anche per nome e mi mettono a conoscenza della loro realta' di morti. Essendoci quindi i riscontri, come negare questo fenomeno. E come negare i contatti con le entita' aliene? Addirittura, a volte, dopo aver registrato una cassetta ed averla risentita, dopo qualche tempo, riascoltando il nastro, le voci, dapprima registrate, non le ho trovate piu', ma ce n'erano delle altre, fatta salva qualcuna! Accade anche questo! E come spiegarlo senza un'adeguata apertura mentale? Caro Alfredo, sono tempi eccezionali questi che ci e' dato vivere. Il contatto e' stato stabilito con le altre dimensioni della realta'. Quanto dovremo attendere ora affinche' gli Stati diano ai cittadini un servizio di verita' e competenza scientifica su questi fenomeni? Quando apriranno le loro porte alla sperimentazione seria, come la nostra? Cordialmente..."

IL PARERE DI ALFREDO LISSONI


Dichiara Alfredo Lissoni: "Un piu' accurato studio delle allucinazioni indotte (da droghe, da alieni...) puo' risultare senza alcun dubbio molto utile per la ricerca sui dischi volanti. Magari non ci portera' alla soluzione dell'enigma, ma di sicuro male non fara'. Puo' certo apparire contraddittorio basarsi, come ha fatto McKenna, sulle narrazioni derivanti dall'uso di certe droghe, che come sappiamo fanno vedere quello che non c'e' - per un parallelo con altre discipline, le visioni mistiche del gruppo satanico Family Manson durante certi riti comuni con uno di allucinogeni; durante queste 'funzioni' spesso Charles Manson appariva agli altri come uno scheletro parlante o come Gesu' Cristo); questo tipo di documentazione non ci interessa; vanno prese invece in considerazione quelle sostanze, presenti nei cosiddetti 'funghi sacri' e ora ben note alla chimica moderna, riscontrate anche nel sangue dei rapiti, come nel caso della serotonina. Alcune di queste sostanze vengono usate dagli sciamani, e provocano visioni di UFO, cosi' come in passato certe sostanze velenose estratte dai rospi provocavano nelle streghe cinquecentesche l'allucinazione di passare attraverso la cappa del camino (oggi i rapiti dicono 'attraverso i muri'), di volare su una scopa e di raggiungere il sabba. Occorre dunque focalizzarsi, in questa ricerca che e' solo UNA FRA LE TANTE nel campo ufologico, su quelle esperienze collaudate riguardanti visioni mistiche sciamaniche (chi ha letto Castaneda sa che ad un certo momento del suo 'praticantato' comincio' a visualizzarsi attaccato dai Grigi) che debbono avere pero' un riscontro oggettivo. E' per questo che sarebbe folle provare, come ha fatto McKenna, determinate sostanze, che chiaramente distruggono corpo e mente, solo per sperimentare; la documentazione c'e' gia' ed aspetta solo di essere letta; non mi riferisco dunque soltanto agli scritti di McKenna, ma anche ai molti 'diari' sciamanici pellerossa, africani o siberiani; in essi troviamo delle costanti tipiche delle religioni dette animiste (ove e' il fedele che cerca il contatto con Dio e la natura; a differenza di quelle 'rivelate', dove e' Dio che si manifesta all'uomo; e di quelle orientali, ove la conoscenza si acquisisce con pratiche di meditazione e di preghiera). La' vi sono narrazioni 'sacre' che riferiscono inequivocabilmente di visioni ufologiche. Tali 'visioni' sono autentiche o frutto della nostra mente? La gia' esistente e nutrita letteratura in merito, che evita la sperimentazione diretta alla McKenna, collegata alla considerazione che di tali 'visioni' esistono pero' anche foto e filmati ci costringe ad ammetterne l'esistenza reale, percepita forse in qualche altro strato dimensionale (allora ecco che tecniche come la metafonia e la sperimentazione dell'ufologia parafisica potrebbero acquisire valore probatorio, una volta compresi i complicati meccanismi che le regolano). A livello 'animista', religioso o 'mitologico' (ricordiamo che secondo i nostri canoni le altre religioni sono 'miti') la presenza di esseri extraterrestri che tessono in maniera occulta le trame della storia del mondo e che possono rivelarsi solo a pochi eletti e' un tema presente a livello planetario in tutte le culture e civilta', sia del passato che del presente, quando gli alieni venivano chiamati angeli - protettori delle citta' secondo i sumeri - dei o semidei. Le leggende dei pellerossa Chotaw, basate spesso su visioni sciamaniche, parlano del Nalusa Falaya, un essere "che assomiglia in qualche modo ad un uomo, ma ha il volto raggrinzito, gli occhi piccoli piccoli e le orecchie alquanto lunghe e appuntite; anche il naso e' lungo. Il Nalusa Falaya ha molti figli che, quando sono piccoli, possiedono un potere singolare. Hanno il potere, di notte, di togliersi i visceri e, cosi' alleggeriti, i loro corpi diventano piccoli e luminosi e, a volte, li si puo' vedere lungo i margini delle paludi". Il Nalusa Falaya appartiene alla schiera delle creature che dimorano nelle foreste, che gli indiani Catawba chiamano "gli Uomini Piccoli". Costoro, secondo le tradizioni orali raccolte da George Lankford, si comportano ne' piu' ne' meno come i Grigi: "Qualche volta portano via i bambini. Una volta mi hanno portato via il mio fratellino", racconta una leggenda indiana narrata in prima persona, "e lo hanno fatto sedere sul ceppo di un grande albero in uno stagno. Gli hanno succhiato tutto il sangue dal braccio. Un suo parente ha guadato le acque per andarlo a prendere e quando lo ha preso, il piccolo era mezzo morto". La tradizione degli Uomini Piccoli e' molto sentita anche presso i Cherokee. Presso gli sciamani siberiani troviamo invece il racconto di una creazione ad opera di due dei, Tapal-ojka e Kul. Il primo modello' i primi uomini, in numero di sette, dal legno; il secondo dall'argilla. Con un espediente che ritroviamo anche nella creazione dei Veglianti raccontata nei vangeli gnostici ebraici, Kul riusci' a sottrarre al dio Tapal-ojka le anime da infondere nei corpi d'argilla. Se questa tradizione potrebbe accendere la fantasia degli ufologi, vale la pena sottolineare dunque che nei racconti religiosi siberiani (Ciukci, Korjaki, Samoiedi) le apparizioni di esseri "anomali" e divini sono piuttosto frequenti: dalla misteriosa dea volante An Alachsyn, la 'Signora dell'Universo' che si muove a bordo di una 'nube', all'uomo uccello del folklore degli Itelmeni della Kamciatka alla non meglio identificata strolaga di ferro che, quando venne creato l'uomo, apparve nel cielo producendo "dei suoni misteriosi". Interessante infine la credenza dei Ciukci secondo cui al di fuori della Terra esisterebbero "diversi mondi superiori, collegati fra loro per mezzo di aperture che si trovano all'interno della stella polare, aperture che vengono usate anche dagli sciamani quando si trasferiscono da un mondo all'altro". Uno di questi ingressi si troverebbe in corrispondenza della stella polare. Questi passaggi altro non sarebbero, dunque, che linee ortoteniche degli extraterrestri! C'e' molto da studiare, dunque...".