DISCHI VOLANTI PRECIPITATI

In gergo si chiama UFO-crash, ovvero caduta di un disco volante. Giornali e riviste ne riportano a centinaia, a cominciare dalla fine dell'Ottocento. Dischi, sigari e sfere volanti si sarebbero schiantati lungo tutto il pianeta. In molte occasioni questi velivoli non terrestri, costruiti con materiale sconosciuto, leggero ma resistentissimo, sono abitati da un numero imprecisato di piloti, regolarmente morti o quasi. E in ognuno di questi episodi, puntuali come la morte, arrivano i militari o i servizi segreti che provvedono a cancellare ogni traccia. E ad ammassare in qualche base segreta dal nome tenebroso e affascinante (stanza 36, hangar 18) tutti i frammenti, che oramai dovrebbero essere alcune centinaia di tonnellate.

Il primo celebre UFO-crash si sarebbe verificato il 17 aprile 1897 ad Aurora, in Texas, allorché un sigaro volante si sarebbe schiantato contro un mulino a vento, radendolo al suolo. Fra le lamiere contorte i testimoni accorsi avrebbero trovato il cadavere di un umanoide di bassa statura, che avrebbe ricevuto cristiana sepoltura nel cimitero locale. Altri UFO-crash, dal 1947 ai giorni nostri, sono stati segnalati in America come in Brasile, nella ex Unione Sovietica, in Polonia, Germania, Sudafrica, Svaalbard, Estonia e persino in Italia ove, negli anni Settanta, si parlò di una spedizione subacquea capeggiata da Enzo Majorca per il recupero di un UFO inabissatosi in mare.

Nel 1993 lo studioso bolognese Gianfranco Neri ha catalogato oltre settanta differenti resoconti di questo tipo. Inutile dire che buona parte di queste vicende sono totalmente inventate dai giornali; altre hanno una base di verità, anche se distorta. I misteriosi UFO altro non sono che frammenti di satelliti in fase di rientro. Esistono però almeno tre casi seriamente documentati e supportati da analisi da laboratorio, che ci permettono di affermarne l'autenticità.

Il primo e più interessante episodio di questo tipo è il notissimo affare Roswell.

Erano circa le ore 22 del 2 luglio 1947. Il ferramenta Dan Wilmot e la moglie sedevano sotto il portico di casa, a South Penn Street, Roswell, Nuovo Messico. Improvvisamente, un enorme oggetto proveniente da sud-est, luminoso "come due piatti rovesciati e posti uno contro l'altro", sfrecciava in cielo. Il misterioso ordigno sembrava brillare di luce propria, interna. I coniugi Wilmot lo videro dirigersi verso la città di Corona "ad altissima velocità".

Qualche giorno dopo il giornale locale Roswell Daily Record riportava un dispaccio, trasmesso dall'Aviazione, in cui si diceva che i militari del 509º Bomb Group dell'aeroporto di Roswell avevano messo le mani su un disco volante. Buona parte dei frammenti di questo ordigno erano stati trovati sparpagliati nel campo di un allevatore, Bill Mac Brazel; altri reperti, come emerse da successive investigazioni, erano finiti nella zona di Corona e nella piana desertica di San Augustin. Qui, secondo gli studiosi Kevin Randle e Don Schmitt, che hanno avuto modo di parlare con i testimoni dell'epoca, si sarebbe materialmente schiantato il disco volante con i suoi quattro occupanti. Due di questi esseri erano morti, uno era ferito ed il quarto in buone condizioni.

"Secondo i testimoni da me intervistati - ha dichiarato Schmitt - si trattava di creature dalla pelle color cenere e dai tratti umani". Figure dunque molto simili all'alieno filmato da Jack Barnett , di cui abbiamo parlato all'inizio di quest'opera. Addirittura, la struttura di queste creature sarebbe stata molto lontana da quella umana. "I processi evolutivi interni sono assolutamente diversi da quelli dell'homo sapiens", è scritto in un documento top secret vergato presumibilmente da uno dei dottori che assistette, nel 1947, all'analisi di questi corpi. Ma qui si entra nel campo delle speculazioni, visto che buona parte delle informazioni sull'affare Roswell sono state coperte o insabbiate pochi giorni dopo la diffusione della notizia. I testimoni dell'incidente vennero violentemente messi a tacere, i militari coinvolti zittiti o trasferiti ed i giornali depistati con una conferenza stampa in cui si ribadiva che l'oggetto caduto e recuperato era in realtà un pallone sonda.

"L'abbiamo fatto per sviare e soddisfare la curiosità della stampa", ha dichiarato nel 1988 il generale Thomas Du Bose, infrangendo dopo tanti anni il segreto militare.

"L'oggetto caduto a Roswell veniva dallo spazio. - ha recentemente confessato Walter Haut, il militare che per primo ne diede notizia alla stampa nel '47 - É inutile nascondersi dietro un dito. Io direttamente non ho visto nulla, ma ho parlato con chi ha visto tutto. E posso dire che Jesse Marcel e Sheridan Cavitt, gli ufficiali del servizio informazioni che furono coinvolti nella vicenda, erano persone serie. Marcel, morto nel 1986, mi disse a chiare lettere che il silenzio ed il segreto furono imposti dalla ragion di Stato. Ma non è possibile negare la realtà di certi fatti...".