di Marco La Rosa, CUN Parma. Nuovi fatti, apparentemente non collegati, lo confermerebbero. Il caso di Melita Norwood, l'insospettabile nonnina inglese che nell'immediato dopo-guerra e per quasi quarant'anni, ha fornito al KGB i segreti nucleari inglesi, permettendo cosi' ai russi di rimanere al passo con l'occidente nella gara alla produzione della bomba atomica , e' a mio avviso un ulteriore tassello che, collocandosi al proprio posto, ci permette di allontanare "ulteriormente", il succitato progetto "palloni sonda" Mogul, dallo scenario roswelliano prospettato dai militari USA. Non e' una novita' infatti che nessuno si aspettasse (servizi segreti compresi), prima degli inoltrati anni '50, il conseguimento dell'atomica da parte sovietica. Fu infatti un vero shock (al di la' di ogni tentativo di minimizzare), quando si apprese nel 1949 dall'agenzia di stampa russa, e non dal famigerato monitoraggio "Mogul" l'avvenuta prima detonazione atomica sovietica in Siberia. I fantomatici palloni sonda, creati per monitorare i confini del territorio URSS per "captare" eventuali detonazioni nucleari, e' datato "ufficialmente" 1946, ma a mio parere, al di la' dei palesi "limiti" tecnici di lancio da latitudini improbabili se non impossibili (New Mexico), per raggiungere target quasi polari, il project Mogul con i fatti di Roswell, non ebbe niente a che fare..... e forse anche con i "successi militari" nel settore dei progetti segreti!