VITA SU ALTRI MONDI
La possibilità
dell'esistenza di esseri viventi o di intelligenze extraterrestri abitanti altri
mondi all'interno della nostra Galassia o in altre galassie non può essere
esclusa dalla scienza moderna, anche se deve essere invece respinta, almeno sino
ad oggi, l'ipotesi della presenza di tali intelligenze sulla nostra Terra e
all'interno del sistema solare. La valutazione di queste possibilità viene
attualmente stabilita sulla base di calcoli statistici che forniscono soluzioni
a volte assai discordanti. Se solo ogni stella su 10 milioni possiede una
civiltà evoluta a livello della nostra, se ne conclude che circa 20.000 stelle
della nostra Galassia sono suscettibili di ospitare intelligenze extraterrestri.
Misure meno pessimistiche arrivano a stimare almeno 1 milione di stelle
associate a civiltà evolute, che per essere identificate dovrebbero fare parte
delle stelle multiple o essere accompagnate da satelliti oscuri o planetari. Le
stelle appartenenti a questi tipi sono poche e dunque la possibilità di
incontrare civiltà extraterrestri per mezzo di voli spaziali interstellari è
praticamente nulla. Per questi motivi sin dal 1960 gli sforzi dei paesi
scientificamente più avanzati sono stati indirizzati all'individuazione
indiretta di intelligenze E.T. per mezzo di collegamenti radioastronomici; le
lunghezze d'onda utilizzate in queste ricerche sono comprese fra 1,8 e 21 cm
circa (da 1 Ghz a 10 Ghz circa). Il primo grande esperimento rivolto alla
ricerca di segnali radio è stato realizzato a Green Bank (Virginia) nel 1960,
puntando il grande telescopio di 26 metri in direzione delle stelle tau Ceti ed
epsilon Eridani, ambedue dotate di sistemi planetari. Successivamente sono
iniziati anche programmi in trasmissione di radiomessaggi in codice binario, che
sta alla base del funzionamento degli elaboratori elettronici. Nel 1974 sono
state inviate radioinformazioni verso l'ammasso di Ercole da Arecibo.
Da Edoardo Proverbio, Enciclopedia dell'Universo, Teti Editore.