GLI OMICIDI DEI TECNICI MARCONI
La storia era cominciata nel lontano 1982 e continuata sino al 1990; aveva coinvolto gli scienziati della General Electric Company di Londra, smistati in due grosse ditte britanniche, la Plessey e la Marconi. Ben 25 dei loro ricercatori erano morti in circostanze misteriose; le versioni ufficiali fornite alla stampa erano incredibilmente ridicole; si diceva che gli scienziati fossero semplicemente scomparsi o si fossero suicidati, ma con le tecniche più strane e grottesche. David Sands, nel marzo dell' '87, avrebbe riempito la propria macchina di taniche di benzina e poi si sarebbe lanciato a tutta velocità contro un muro; Arshad Sharif, nell'ottobre dell' '86, si sarebbe legato una fune al collo e ne avrebbe assicurato l'altra estremità ad un albero. Così combinato sarebbe poi salito in macchina, facendo passare la corda attraverso il finestrino, ed avrebbe accelerato tutt'a un tratto, strangolandosi!
Al di là dei sistemi decisamente anomali per togliersi la vita (due, uomo e donna, si sarebbero massacrati a vicenda a colpi di mazza...), tutti i ricercatori collaboravano con la Marconi, che notoriamente è uno dei principali fornitori di apparecchiature radar e di dispositivi laser ultramoderni per la Difesa britannica e per il Pentagono. Non solo, in collaborazione con i colleghi della Plessey, le vittime lavoravano allo scudo stellare e, a detta dello scrittore Sidney Sheldon, persino a "differenti aspetti della guerra elettronica, che comprende anche la ricerca UFO”.
Di tutte queste morti, delle quali vi risparmiamo i dettagli più horror, ricordiamo che in otto casi gli scienziati sono deceduti
in incidenti stradali, scontrandosi con la macchina, finendo investiti o volando giù da un ponte
(un caso, nell'incidente di Keith Bowden, si scoprì che le ruote della sua vettura erano state manomesse); cinque
si sono suicidati nei modi più astrusi, in genere respirando monossido di carbonio; due sono scomparsi e sono stati
dichiarati ufficialmente morti; sei si sono impiccati; tre sono stati uccisi in circostanze misteriose, uno a Cipro
e due massacrati in casa, "da ladri"; uno è annegato e due sono rimasti folgorati.. A queste morti, per un totale di ventisette,
si aggiunge quella di John Ferry, un generale in pensione che non era uno scienziato ma... l'addetto ai rapporti fra la Marconi
e la Difesa inglese. A chi sono da attribuire queste misteriose uccisioni? Forse ai russi? "Si pensi che almeno la metà
di costoro erano impegnati nella decrittazione del messaggi radio dei Paesi dell'Est intercettati dai satelliti della NSA,
o coinvolti nel progetto Zirconio per il lancio di un satellite spia inglese", ha scritto la stampa. Nell'ottobre dell' '88,
dopo un'inchiesta segreta del “Sunday Times”, si è saputo che le morti misteriose erano oltre venti, e non dieci come ripeteva,
mentendo, la Difesa inglese; il Pentagono aveva aperto un'inchiesta segreta, il cui risultato non è mai stato reso pubblico.



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