ABDUCTIONS, GIULIA D'AMBROSIO TIRA LE FILA DEL DISCORSO

Vorrei riprendere quanto scritto dal dottor Colaminè, dalla professoressa Nava e da Claudio Guglieri al fine di proporre alcune riflessioni.

Il dottor Colaminè ha accennato alla perplessità che sorge nel dover constatare che sembra almeno strano che un'intelligenza più avanzata di quella umana non sia riuscita a programmarsi un'agenda meno invasiva di quella attualmente utilizzata per entrare in contatto con la nostra specie.

Forse questi esseri hanno un senso del "contatto" molto diverso dal nostro, sia dal punto di vista mentale che emotivo che fisico.

Il contatto mentale non avviene tramite la parola, come tutti gli experiencer hanno riportato. Le comunicazioni infatti sono definite "telepatiche", ma ciò non rende appieno il concetto di quella sorta di "contagio" mentale che meglio descrive le "finestre" olocomunicative che gli alieni aprono con noi; finestre che – assottigliando le distanze fra le nostre due razze - in verità rendono la presenza dei "grigi" ancora più inquietante, perché dalla loro parte manca del tutto il contatto emotivo. Per l'essere umano, la mancanza della percezione di una presenza emotiva nell'altro fa scattare una tenaglia di paura, la stessa che si prova di fronte a un gelido assassino, a un violentatore paranoico o a un imprevedibile Hal 9000.

Il contatto fisico è accuratamente evitato dagli alieni, ed è altamente probabile che essi facciano addirittura fatica a entrare nell'idea di essere toccati. Secondo la testimonianza di una persona che inaspettatamente (per l'ET di turno) ne ha afferrato uno, e secondo le ipotesi costruite congiuntamente da uno scienziato italiano e da un ricercatore americano, questi esseri sembrano avere una "pelle" gommosa, simile a silicone. Anche a causa quindi di una struttura recettoriale cutanea differente dalla nostra, il senso del contatto fisico, per noi portatore di decodifiche multiple, ci rende reciprocamente alieni, con i "grigi".

Perciò è probabile che essi non abbiano compreso a fondo i nostri meccanismi psicologici. Essi appaiono dotati di mezzi per il controllo della mente, ma alla fine non riescono ad avere mai il controllo psicologico totale sulla persona. Infatti i traumi ripetuti sui soggetti IR4 col loro procedere aprono un fatidico squarcio sulla verità.

Per quanto riguarda le puntualizzazioni della professoressa Nava, non può non farmi piacere il fatto che anche lei riconosca la necessità di una progettualità specifica e non casuale per queste indagini. La invito quindi a visionare il nostro protocollo di intervento, stilato nel 1998, che è l'unico al mondo ad avere attribuito a questa ricerca la possibilità di esprimersi all'interno di percorsi clinicamente riconoscibili:

http://cun-italia.net/parsec/parsec.htm

La serietà con cui il nostro gruppo ha cercato di avviare un lavoro dignitoso da un punto di vista scientifico ci ha procurato accuse e offese di ogni genere, ed è per questo che considero con gratitudine quanto ci ha scritto, perché restituisce fiducia – a me e ai colleghi – nel fatto che ci sia davvero la possibilità che altre menti ci aiutino seriamente in questo lavoro, valutando e apprezzando il materiale così faticosamente raccolto.

Vorrei qui inserire un commento sul pezzo apparso in notizieufo del 9 maggio u.s., dal titolo "Corpi alieni sul pianeta Terra", in cui viene riportato un riferimento bibliografico che riferisce di milioni di soggetti IR4. Ciò è semplicemente ridicolo, se vogliamo riflettere sul lungo lavoro necessario ad ottenere documentazione credibile da terapeuti che possano "reggere il colpo". Si fa fatica a seguire la terapia di venti persone ALLA SETTIMANA, chi può mai essersi preso la briga di studiarne MILIONI??? Mi chiedo a che statistiche si faccia riferimento, e avallate da chi. Trovo che i diffusori originari di queste informazioni procedano con un mezzo meschino per farci sentire impotenti: l'intento è di lasciarci a bocca aperta e di frenare ogni senso critico.

Quanto al fatto che queste entità esobiologiche non viaggino attraverso lo spazio come le sonde che noi terrestri inviamo all'interno e oltre il sistema solare, questo potremmo darlo per certo. I parametri della fisica della relatività e di quella quantistica – oggi fortunatamente disponibili in forma non tecnica grazie a fisici, bravissimi divulgatori, che stanno rendendo accessibile a molti una materia così complessa – ci permettono di formulare ipotesi sul trasporto di aeronavi al di qua e al di là della spazio materiale.

Toccando velocemente un altro punto: è molto probabile che l'estrema varietà di personaggi – alieni e militari – visti durante gli IR4 siano una "traduzione" in impulsi ottici di qualcosa che ci sfugge. La varietà è TROPPO varietà per essere credibile. Presupporrebbe un sistema complicatissimo di relazioni interne, mentre è noto che le soluzioni più semplici, oltre a essere le migliori, sono di solito le più vere.

Tra le giuste domande/riflessioni che Guglieri ha posto, vorrei soffermarmi su quella che riguarda la possibilità di evitare i rapimenti: senza entrare in un merito preciso – la materia richiede ancora qualche cautela da parte mia - vorrei cominciare a precisare che non sempre sfuggire a un avvenimento significa avere … gambe robuste! Non esiste solo il piano materiale. L'essere umano ha altre possibilità che non sfrutta a causa della sua non-conoscenza. L'arma migliore è infatti la coscienza, ma non una coscienza ottenuta studiando, mentalmente allenata cioè, ma ottenuta facendo esperienza di noi stessi.

Ubbidiamo tutti a leggi universali : se gli esseri umani utilizzassero la loro coscienza per esplorare quel tipo di leggi, non avremmo un pianeta di immobili mistici (come qualcuno forse potrebbe credere) ma un energico riavvio della vera natura della nostra razza.

Natura unica e inclonabile, di ciò sono certa.

Grazie a tutti per questo fuoco: è ciò che serve a trasformare le cose.