Nazca, uno spazioporto per gli Ufo
IL PARERE DELL'ESPERTO
Giuseppe Orefice, archeologo bresciano, è autore di tre libri sui reperti del passato e membro del Centro Italiano Studi e Ricerche Archeologiche Precolombiane. Ha trascorso 18 anni a Nazca compiendo varie ricerche.
Leggiamo il suo parere sulla misteriosa piana peruviana.
- Dr. Orefice, è stato risolto l'enigma di Nazca?
Veramente di enigmi a Nazca non ce ne sono. Le celebri linee sono state eseguite a più riprese dalla popolazione Nazca, a partire dal 500 a.C., per scopi prettamente rituali. Molti disegni si ritrovano anche sui vasi. Gli extraterrestri dunque non c'entrano.
- E le piste?
I percorsi, che sono molto larghi, non erano piste di atterraggio per gli dei; più semplicemente, servivano per processioni di centinaia di persone. Alcuni di questi tracciati hanno un orientamento solstiziale o equinoziale, e questo conferma la loro funzione religiosa.
- Si tratta dunque di un calendario astronomico?
Questa è l'ipotesi dell'archeologa Maria Reiche, che per trent'anni ha vissuto a Nazca, un'ipotesi che non condivido in quanto se alcune linee indicano solstizi ed equinozi, molte altre non hanno alcun riferimento con la volta celeste. Noi non abbiamo trovato nessuna traccia di fuochi sulla piana, e questo vuole dire che gli abitanti non vi sostavano la notte per osservare le stelle. In più, di notte i segni sul terreno non sono assolutamente visibili.
- C'è chi ha scritto che Nazca sia stata uno spazioporto per gli Ufo...
É un'ipotesi che non ho mai preso in considerazione, anche se indubbiamente fa vendere migliaia di libri. Personalmente, non ci credo, anche se è bello sognare. Certamente, c'è chi rimane a Nazca una settimana, come lo scrittore Erich Von Daeniken, resta affascinato e poi se ne torna a casa con qualche teoria sballata. Io e i miei colleghi sulla piana peruviana ci siamo rimasti 18 anni e non abbiamo mai trovato tracce di UFO...
- Pure, i disegni sono visibili solo dall'alto.
Certo, perché non doveva usufruirne l'uomo ma gli dei. Questi disegni sono delle offerte votive.
- Così precisi?
In realtà non sono poi molto precisi, anzi, talvolta sono stati corretti. Per realizzarli bastano una corda e tre pali, dato che si tratta di disegni in scala, qualche decina di persone e un po' di giornate di lavoro.
- In che modo?
Scrostando la superficie del terreno e lasciando emergere gli strati inferiori. Queste linee si sono conservate così bene per la concomitanza di fattori particolari. C'è un vento costante che tiene pulita la sabbia, in più il clima è molto asciutto. Piove molto raramente e solo per un quarto d'ora. E, con il freddo della notte, le pietre lungo le linee penetrano nel terreno per riemergere di giorno, mantenendo il disegno. Questo non ha impedito, con il tempo, che qualche linea si danneggiasse ugualmente.
- É vero che i lavori venivano diretti da qualche operaio in volo su un pallone?
No, non c'è nessun dato al riguardo. In passato un pilota della Lufhtwaffe aveva ipotizzato che qualcuno, su un aquilone, dirigesse i lavori, ma si tratta di un'assurdità. Non abbiamo trovato prove di ciò.
- Altri dicono che i disegni siano stati realizzati su una piana che solo in seguito si è innalzata, rendendoli invisibili all'uomo...
Certamente la piana di Nazca si è innalzata, ma nel Quaternario...
- É vero che in uno dei disegni, quello che raffigura un ragno, è presente, nella zampa, un dettaglio anatomico scoperto solo in questo secolo, con l'invenzione del microscopio?
No.
- É vero che esistono figure umanoidi con caschi, come l'uomo gufo che indica il cielo?
Queste figure esistono. Non si tratta di linee sul terreno ma di incisioni sulla roccia. L'uomo gufo in realtà è una divinità dai grandi occhi, presente in molte pitture d'epoca. Esistono poi altre figure che sembrano avere degli scafandri, ma si tratta semplicemente di divinità con un copricapo, non di extraterrestri.
Intervista realizzata da Alfredo Lissoni